RIPARTIAMO DAL NORD

pubblicato il .

Contributo pubblicato su EUROPA
Il prossimo weekend può e deve essere un appuntamento importante per tutto il Partito democratico.
A Cortona Area democratica vuole darsi l’obbiettivo di contribuire alla discussione del Pd con l’ambizione di definire, dopo la sconfitta elettorale, una agenda di temi che guardino al paese da cui partire per disegnare con più nettezza il profilo di una forza politica.
Forza che, ce l’hanno detto gli elettori, sconta un deficit di credibilità e di progetto che non ci fa intercettare la domanda di cambiamento che nel paese c’è e si esprime in altri modi.
Un tema decisivo mi pare essere quello del Nord, che va affrontato senza scorciatoie organizzativiste, ma guardando in faccia i problemi reali e la distanza, percepita da chi abita qui, tra i bisogni e le aspirazioni dell’area economicamente più avanzata del paese e il Pd. Il risultato elettorale ci dice che al Nord la domanda di cambiamento viene intercettata dalla Lega, che lo scollamento tra politica e cittadini è sempre più profondo, che ciò che si sta producendo qui, come dimostra anche la discussione sul centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, divide nei fatti il paese. Aumenta la percezione, evidente guardando al risultato elettorale, di un’Italia ormai spaccata in tre, in cui si perdono, nella esperienza quotidiana dei cittadini, non tanto i valori ma la materialità delle ragioni che devono tenere insieme la nazione. Questo è un paese sempre più diviso e il Pd è nato anche per contrastare questa deriva e ricostruire un nuova coesione attorno ad un grande progetto di riforma della politica e delle istituzioni.
Per questo il tema del Nord deve stare al centro della riflessione.

Il mio intervento all' Incontro Nazionale di Area Dem - Cortona

pubblicato il .

Voglio sottolineare un dato che era contenuto nel senso dell’introduzione di Franceschini a questo seminario e che penso, non solo che non sia scontato, ma anche che sia coraggioso.
Floris ci ha ricordato che c’è un’attenzione spasmodica delle persone - lo sappiamo, lo misuriamo tutti i giorni sui nostri territori - ai problemi quotidiani, all’IRPEF che aumenta, al mutuo che si fa più fatica a pagare e al costo della vita che sale. C’è una crisi forte e, accanto a questo, c’è un forte problema di antipolitica che sta passando.
Credo che la scelta di Franceschini di dire che - a fronte di tutto questo - dobbiamo comunque continuare ad occuparci del futuro, cominciando, quindi, a parlare del futuro che vogliamo per questo Paese, sia una scelta coraggiosa perché oggi non è semplice e non è scontato andare oltre il quotidiano e oltre all’emergenza.
Il messaggio che non si ricostruisce il Paese senza rimettere in campo un progetto o un’idea di società e dei valori, penso che sia un messaggio forte ed importante.
In un Paese in cui tanti stanno male, in cui c’è un’emergenza sociale gravissima, in cui in tanti vivono i problemi dell’oggi, dire che non basta occuparsi della contingenza, che non basta occuparsi di salvare le famiglie e di aiutare chi soffre di più ma che serve costruire una speranza, serve costruire un futuro migliore e dare il segnale che un futuro migliore sia possibile, credo che sia uno dei modi per ridare senso alla politica.
Serve occuparsi del futuro, provare a disegnarlo, rideclinare diritti, giustizia sociale, solidarietà.

Expo 2015: tra opportunità e problemi

pubblicato il .

 Intervento di Franco Mirabelli al convegno
"Expo 2015: tra opportunità e problemi"
 
Atti del seminario "Expo 2015: tra opportunità e problemi", a cui hanno partecipato Carlo Borghetti, Franco Mirabelli, Francesca Arnaboldi, Luca Bernareggi, Paolo Alli, Natale Comotti, Stefano Boeri, Filippo Penati.