Costruire una speranza per il futuro

pubblicato il .

Intervento svolto all'incontro nazionale di Area Dem a Cortona (video).

Capita raramente, anche a chi fa politica tutto l’anno, di trovare una sede come Cortona in cui ragioniamo di politica guardando al Paese e al mondo; in cui parliamo di ciò che deve fare il nostro partito ma parliamo anche dei temi, sappiamo approfondirli e costruiamo contributi.
Io credo che questa sia una ricchezza che mettiamo a disposizione di tutto il PD.
Ascoltando i vari interventi e discutendo con le persone presenti, ho registrato che siamo tutti contenti che non ci sia più Salvini al Governo.
Questo non vuol dire che stiamo facendo il “Governo della paura” anche se un po’ di paura l’avevo e credo che sia logico che avessimo un po’ paura di un Governo che rischiava di consegnare il Paese ad un’idea di democrazia molto diversa da quella che abbiamo noi, in cui il rapporto è giocato tra il leader e il popolo; in cui agli organismi intermedi di garanzia vengono lanciati solo improperi.
Trovo gravissimo che un deputato leghista, in questi giorni, abbia offeso gravemente il Presidente della Repubblica, a cui mandiamo la nostra solidarietà.
Questo è l’ennesimo segnale di che idea di democrazia hanno in mente: “datemi tutti i poteri” non era una frase sfuggita ma è una cultura politica, un’idea della democrazia, quella che è praticata dagli alleati di Salvini, Putin e Orban.
Non penso, però, che l’aver mandato via “il Truce” sia un obiettivo sufficiente per sostenere le ragioni di un’alleanza per tenere in piedi un Governo di legislatura che serva al Paese e che risolva i problemi degli italiani.
Tutto questo non possiamo farlo pensando ad un Governo contro Salvini e basta.
Da Cortona ma anche dalle interviste di Franceschini di queste settimane, è emersa un’idea: il tema da affrontare è se da questa esperienza di Governo dobbiamo provare a uscire, il più tardi possibile, avendo costruito un’alternativa solida ai sovranisti. Dobbiamo partire da questo Governo per realizzare le condizioni affinché in questo Paese si costruisca un fronte ampio, alternativo ai sovranisti, che faccia ciò che ha detto a Cortona Enrico Giovannini in conclusione del suo intervento.
Giovannini ha citato un articolo in cui si diceva che le emozioni vengono usate dalla destra e dai sovranisti sempre in negativo, per suscitare la paura, le preoccupazioni, per spaventare.
La nostra sfida, invece, è quella di riuscire a usare le emozioni in positivo, mettendo in campo emozioni positive, in grado di ridare speranza al Paese.
Il tema che abbiamo scelto va in questa direzione: dobbiamo ridare speranza al Paese e ridare futuro alla politica.
Ci vorrà tempo per costruire un percorso con i nostri alleati di Governo e, su questo, condivido ciò che ha espresso Andrea Orlando: dovremo chiedere loro di cambiare ma dovremo cambiare anche noi.
Penso che ci sia la possibilità davvero di fare un percorso di avvicinamento con M5S su due questioni.
La prima questione è questa: a me hanno insegnato che la differenza fondamentale tra la destra e la sinistra era che la destra pensava solo al contingente e a risolvere i problemi dell’oggi mentre la sinistra pensava al futuro, pensava a dare più opportunità alle future generazioni e a creare un mondo migliore.
Io penso che questo valga ancora.
Dobbiamo mettere in campo un’idea di futuro, che non sia quella che diffondono i sovranisti con i condoni, con la quota 100 che penalizza i giovani sulla previdenza, con l’idea che si possa aumentare a dismisura il debito pubblico, che poi pagheranno le generazioni future.
Io penso che dobbiamo mettere in campo un’idea di futuro, come quella che si è respirata all’incontro di Cortona: che ragiona sui mutamenti climatici, che pensa a dare prospettive e più certezze ai giovani, che guarda alle famiglie come un soggetto da aiutare, da sostenere. L’idea di un futuro in cui non si crei la lotta tra gli ultimi e i penultimi; un futuro in cui si ragioni di innovazione e di legalità; quella legalità che in molte realtà del nostro Paese manca, pregiudicando il futuro.
Noi abbiamo bisogno di mettere in campo un’idea in grado di ridare speranza e penso che possiamo farlo insieme ai nostri alleati.
Parliamo tanto di paura ma la paura vera non è quella relativa alla sicurezza. Salvini la semplifica così: dirotta tutte le paure sul tema della sicurezza, degli immigrati, dei posteggiatori abusivi, dei clochard.
In realtà, invece, la grande paura che c’è nell’Occidente oggi è la paura del futuro, di non avere una prospettiva per il futuro.
Noi dobbiamo misurarci con questo.
La seconda questione riguarda il fatto che oggi nella politica non c’è solo la distinzione tra destra e sinistra.
Oggi in Europa c’è una distinzione chiara tra chi l’Europa non la vuole e chi la vuole cambiare ma sa che si andrà avanti solo se ci sarà un’Europa più forte.
Su questo tema abbiamo già trovato un punto di incontro con i nostri alleati di Governo e possiamo rafforzarlo per costruire un’alternativa al sovranismo e a chi vuole distruggere l’Europa.
Noi dobbiamo rispondere con una cifra di Governo che vada in Europa per cambiare e per migliorare l’Europa e dobbiamo mettere in campo un’Europa che guardi agli interessi dei cittadini.
Stiamo disegnando una grande impresa ma non la faremo se la deleghiamo al Governo.
Abbiamo bisogno di un partito in campo.
Nessuno può pensare che questa sfida piena di incognite si possa fare senza partito; senza un partito che recuperi la sua funzione, che discuta, che ascolti e in cui ci si ascolti.
Questa sfida non si può vincere se non andiamo avanti come l’abbiamo iniziata.
È chiaro a tutti che questo Governo non lo avremmo fatto se non fossimo stati in grado di mettere in campo un’unità reale del PD, grazie al lavoro del Segretario Zingaretti.
In questo passaggio così delicato c’è stata un’unità del PD che non si è mai verificata nel corso degli anni.
Questo è stato un punto decisivo per arrivare a costituire il Governo.
Questa unità va difesa per il partito e per il Paese perché noi possiamo essere utili solo se siamo insieme a sostenere questa esperienza di Governo.
Parlare di scissione oggi è assurdo.
Di fronte all’impresa che abbiamo disegnato in questi giorni, come si può pensare che possa reggere un “Governo di svolta”, che facciamo con forze politiche diverse da noi, con cui dobbiamo costruire un complicato rapporto, se ci rimettiamo a discutere tra di noi e si parla di scissione?!
Quale sarebbe la ragione della scissione oggi? Siamo tutti d’accordo su tutto; abbiamo fatto tutto insieme; ogni passaggio è stato condiviso da tutti, perché dobbiamo scinderci?
Non esiste una ragione.
In politica per fare qualcosa ci vuole una ragione e quella ragione penso che non debba essere legata ai rapporti interni nel partito ma deve essere legata al Paese.
Una scissione oggi renderebbe più debole il Governo, più debole il PD e più debole un percorso che insieme abbiamo deciso di costruire.
Spero che prevalga il buon senso o meglio che prevalga la politica e prevalga la voglia di lavorare per il Paese.
In questi anni, abbiamo fatto la scelta di ritrovarci a Cortona sempre con lo spirito di dare una mano al PD (chiunque fosse il Segretario) e al Paese; l’abbiamo fatto e dobbiamo continuare a farlo.
Sono sicuro che continueremo a dare un contributo, come è successo in queste settimane, non perdendo mai di vista qual è il nostro obiettivo: cercare di migliorare le condizioni di vita delle persone in questo Paese e di dare un futuro all’Italia.

Video dell'intervento»

Le giornate di AreaDem a Cortona»












Nascondi modulo commenti

 10000 Caratteri rimanenti

Antispam Aggiorna immagine Case sensitive