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Giochi e scommesse

Articolo pubblicato dalla rivista Abitare nei quartieri (file PDF).

L’Articolo 9 del cosiddetto “Decreto Dignità”, contiene le norme riguardanti la proibizione della pubblicità relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro.
Sul tema del gioco, però, credo che sia utile dire le cose come stanno, al di là della retorica e della propaganda.
La proibizione della pubblicità, a mio avviso, si è resa necessaria per ridurre la domanda di gioco. Già in precedenza, i Governi in carica erano intervenuti con delle norme per regolamentare la pubblicità, proibendola sulle reti RAI e stabilendo delle regole ferree rispetto agli orari in cui era possibile trasmetterla sulle reti generaliste.
Con i precedenti Governi Renzi e Gentiloni, in particolare nel 2015, sono state introdotte anche norme positive volte a ridurre l’offerta di gioco, che prevedevano la riduzione delle awp e delle slot machines nei bar e nelle tabaccherie, l'accesso remoto per controllare meglio le macchinette.
Tuttavia la regolamentazione della pubblicità in televisione si è rivelata insufficiente.

Il boschetto di Rogoredo

Con l’assessore Maran e il capogruppo PD in Consiglio Comunale a Milano Filippo Barberis siamo stati a Rogoredo.
Guidati dai responsabili di Italia Nostra abbiamo attraversato il tremendo “boschetto della droga di Rogoredo”.
Centinaia di disperati in fila tra rifiuti di ogni tipo aspettano gli spacciatori, un quadro terrificante.
I volontari di Italia Nostra hanno ripulito gran parte dell’area di Porto di Mare, riconquistandola alla legalità, creando le condizioni perché cittadini e legalità possano rioccupare quel parco.
Domenica scorsa, ad esempio, è stata inaugurata una pista di mountain bike.
Ma la piazza di spaccio è rimasta, nascosta in una zona non ancora disboscata.
Non si può tollerare una realtà così per tante ragioni: non c’è solo una situazione inaccettabile per la presenza di bande di spacciatori che controllano quel territorio, c’è la realtà di centinaia di persone abbandonate a se stesse che hanno bisogno di aiuto e certo non lo possono trovare in quel luogo fuori dal mondo e c’è un problema di sicurezza che sta sempre più condizionando la vita del quartiere e della stazione di Rogoredo.

Viaggio nei quartieri ERP: Viale Ca' Granda

Non è la prima volta che incontriamo il Comitato di quel quartiere, che si trova a poche centinaia di metri dall’ospedale di Niguarda.
Ci sono tutti i responsabili dell’autogestione che gestisce la manutenzione del verde, i piccoli interventi di manutenzione e, soprattutto, il riscaldamento.
Un’esperienza che dura da molti anni e che, oltre a garantire la qualità e il controllo su quegli interventi, ha responsabilizzato la gran parte degli inquilini, tutti in affitto, a dedicare attenzione e cura al quartiere.
Nonostante questo sia stato un fattore importante contro il degrado di cui va dato merito al Comitato, i problemi restano tanti e sono, anche in questo caso, da addebitare al gestore, ad Aler.
La stessa autogestione, anziché essere sostenuta e valorizzata dall’Ente di viale Romagna, viene messa costantemente in difficoltà dai ritardi con cui Aler paga i fornitori dei vari servizi e il combustibile per il riscaldamento nonostante siano gli inquilini, pagando le spese, a garantire i soldi necessari.
Ma il problema più urgente da affrontare, dopo che per anni è stato evidenziato senza che si sia fatto nulla, è quello del rifacimento delle facciate.
Non è uno sfizio o un lusso.