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Il Governo giallo-verde è stato dannoso per il Paese, siamo contenti che finisca

Intervento in Senato durante la discussione sulla crisi di Governo (video).

Signor Presidente del Consiglio, voglio ringraziarla perché è venuto qui, ha riferito al Parlamento, facendolo discutere su questa crisi; quelli bravi direbbero che ha parlamentarizzato la crisi. Noi pensiamo che questa non fosse una cosa scontata in tempi in cui la politica si vorrebbe esaurire, come abbiamo sentito anche oggi, in un rapporto tra capi, o capitani, e popolo, riducendo le Istituzioni di garanzia e lo stesso Parlamento ad inutili orpelli. Per questo motivo la sua scelta è stata importante; riconosce, dà valore al Parlamento e ristabilisce un principio che in questi mesi è stato messo in discussione più volte; il principio che c'è una democrazia che ha Istituzioni che vanno tutte rispettate e non funziona il tema del rapporto diretto tra il capo e il popolo. Lei ristabilisce un principio fondante della democrazia liberale.
Le dico subito, però, Presidente, che noi la ringraziamo solo per questo. Lei ha diretto infatti un Governo che, a nostro avviso, è stato dannoso per il Paese.

Abbiamo dimostrato che Salvini non è invincibile

Oggi abbiamo portato a casa un risultato importante impedendo la mozione di sfiducia della Lega e calendarizzando le comunicazioni di Conte che alla fine andrà a dimettersi.
Da oggi non è più Salvini che detta i tempi e i modi e si è rimesso al centro il Parlamento.
Oggi si è dimostrato che Salvini non è invincibile.
Ha fatto un comizio che mostrava le sue difficoltà e la proposta sulla riduzione dei parlamentari è una gigantesca presa in giro e i 5stelle lo sanno.
Dire che si vota ora la riduzione dei parlamentari e poi si vota a ottobre significherebbe, secondo lui, far entrare in vigore la legge nella legislatura successiva nel 2024, ma non è neanche così.
Aggiungiamo il fatto che oggi è anche fallito il suo disegno di accordo con Forza Italia per costringerla a fare a meno del simbolo.
Direi che e' stata una buona giornata anche perché mi pare ci siano tutte le condizioni per lasciare le nostre divisioni alle spalle riconoscendo tutti il ruolo di Nicola Zingaretti e della Direzione nella conduzione della fase.

Sarà il partito a decidere cosa fare

Intervista di La Stampa (file PDF).

Franco Mirabelli, senatore PD vicino al Segretario, Renzi apre a un Governo istituzionale, Zingaretti dice no. Cosa succede nel suo partito?
«Cosa succede lo vedremo. La linea la decide il partito, i suoi organi dirigenti, il Segretario. Io sono per la discussione, per costruire l’unità. Però leggo strane fughe in avanti…».
Renzi si rivolge ai parlamentari, chiede di “decidere guardandosi negli occhi e nel cuore”…
«Io faccio il Vicepresidente del Gruppo PD al Senato: il gruppo deve certamente discutere ma è il partito che deve decidere. Non mi pare che ci possano essere scelte diverse da quelle che farà il partito, significherebbe indebolire il fronte democratico. Poi, io sono per discutere tutto: dall’inizio dico che la strategia dei pop-corn era sbagliata, si doveva avere capacità di discussione politica e di confronto. Prendo atto che ora c’è la disponibilità di tutti, ma l’esito di questo confronto credo che lo debba fare il partito».
C’è un doppio PD, quello in Parlamento dove detta ancora la linea Renzi e quello uscito dal congresso?