Renzi non è in discussione ma apra al confronto interno

Intervista di Alberto Maggi per Affaritaliani.it.

"Nessuno sta discutendo la segreteria di Renzi. Punto". Con queste parole il senatore Franco Mirabelli, vicinissimo a Dario Franceschini, intervistato da Affaritaliani.it, commenta le affermazioni del ministro Lotti sulla situazione all'interno del Pd ('Renzi votato da 2 milioni di italiani. Fine della discussione').
Ma Renzi ha commesso degli errori, d'altronde lo stesso Franceschini ha affermato 'così non va'...
"Si è detto che bisogna aprire un dibattito interno, ma nessuno ha messo in discussione Renzi, la sua segreteria e la legittimità della sua segreteria. Siccome c'è un hashtag che dice 'cambiare insieme', che è quello del congresso vinto da Renzi, insieme dobbiamo ricostruire questo percorso. Ma nessuno mette in discussione i due milioni di voti delle primarie e la piena legittimità del segretario".
Cosa intende per aprire una discussione?
"Penso che dobbiamo discutere in tutti i modi in cui è possibile farlo. C'è un risultato elettorale che richiede una riflessione seria sapendo che ci sono alcuni punti di disaccordo. Ma da qui a mettere in discussione l'esito congressuale o il sostegno al segretario ce ne passa".

Ai ballottaggi ha perso il centrosinistra tutto, non solo il PD o Renzi

Articolo pubblicato da Huffington Post.

Dal risultato elettorale dei ballottaggi emerge con chiarezza un dato che non può e non deve essere nascosto: il centrosinistra ha subito una sconfitta parziale ma significativa. Il centrosinistra, non Renzi o il PD soltanto. Si sono persi quasi tutti i capoluoghi di provincia e soprattutto le città simbolo che storicamente appartenevano alla sinistra - Genova, Pistoia, Sesto San Giovanni - e si è perso in molti dei Comuni dove il centrosinistra governava.
C’è da dire che nel 2012 c’era stata una tornata di elezioni amministrative con risultati straordinari per il centrosinistra: si era vinto quasi ovunque, anche in realtà storicamente di destra come Monza, Legnano, Magenta, Como. Eravamo nella fase di crollo del berlusconismo e di massima unità del centrosinistra e si erano create delle condizioni politiche favorevoli anche grazie alla capacità che avevamo avuto di interloquire con le realtà rappresentative del civismo. Oggi non è stato così. Tanti di questi Comuni sono tornati al centrodestra.

Verso l'accordo Stato-Regioni per il riordino del settore dei giochi

Intervento alla Festa del PD di Curtatone (MN).

In questi anni, si è fatto molto lavoro sul tema del gioco. Si è partiti da una situazione di totale deregolamentazione e in cui i Comuni hanno svolto un ruolo di supplenza per mancanza di regole chiare da parte dello Stato su un settore che purtroppo ha condizionato negativamente la vita di molte persone e che ha prodotto anche lo sviluppo di patologie e, soprattutto nel momento della crisi, ha comportato una maggior spesa di soldi per giocare rovinando di fatto delle famiglie. Il momento in cui la situazione del gioco in Italia è degenerata è stato quando, dopo il terremoto dell’Aquila, Tremonti, allora Ministro dell’Economia, ha deciso di liberalizzare il settore, introducendo nei locali pubblici generalisti la possibilità di collocare le macchinette con premi in denaro, per poi utilizzare le risorse ricavate dalle entrate fiscali per finanziare la ricostruzione. È chiaro che in questo modo il gioco è diventato accessibile a tutti e con macchine che spesso generano un meccanismo compulsivo.
Questo ha attratto molte persone e ha creato tanti problemi.