Il confronto libero e trasparente è la condizione per l'unità

L'approvazione all'unanimità dell'Ufficio di Presidenza del gruppo del PD al Senato è un segno importante.
La conferma che, se si parte dalle ragioni del nostro stare insieme nel rispetto delle differenze che devono essere considerate una ricchezza, l'unità non solo è necessaria ma è possibile.
Spero che domani in Direzione possa prevalere lo stesso spirito, ci sia un confronto libero e trasparente, che è condizione per l'unità e può dare più forza al segretario reggente e a tutto il gruppo dirigente del PD in questo momento difficile.
Con la consapevolezza che non c'è in gioco solo il futuro nostro, ma quello del Paese.

Il Pd unito si sieda al tavolo con M5S

Intervista dell'Agi.

Il Partito democratico si sieda al tavolo con il Movimento 5 stelle e inizi a discutere "avendo ben chiara la sua posizione". Franco Mirabelli, senatore dem, lo dice all'AGI in vista della Direzione di giovedì prossimo chiamata a decidere se avviare o meno il confronto con il partito guidato da Luigi Di Maio per iniziare a concordare un programma di governo.
"Scegliere di non sedersi a quel tavolo - afferma - sarebbe stravagante. Perché il Presidente della Repubblica ha dato una mandato esplorativo al presidente della Camera e perché dal Movimento è arrivata l'assicurazione, chiesta dal Pd, che il forno con la Lega è stato chiuso definitivamente. Nulla osta, quindi, a verificare se ci sono le condizioni" per parlare di un programma comune a partire dai punti proposti dal Pd nel corso della campagna elettorale.
Mirabelli (che comunque ritiene "molto difficile" un'intesa con il Movimento) auspica che giovedì non si aprano nuove fratture tra le diverse anime del partito, tra chi vorrebbe restare all'opposizione e chiudere a ogni dialogo e chi invece vorrebbe andare a vedere le carte del Movimento.

Il dialogo è doveroso ma l’esito non è scontato

Intervista pubblicata da Avvenire.

«Penso che sia un bene per il Paese che Di Maio abbia rinunciato a governare con la Lega e penso che aprire un confronto su un programma di Governo con i 5Stelle, a partire dai nostri punti programmatici, sia un tentativo da fare; tanto più se ce lo chiede il Presidente della Repubblica». Franco Mirabelli ha parte negli ultimi anni della maggioranza che ha sostenuto Renzi ma, come il Ministro Franceschini, ora sostiene una posizione diversa da quella dell’ex Segretario. Riassumibile nel concetto: andiamo a vedere le carte, poi decideremo.
Dunque nessun automatismo?
«L’esito del confronto non è affatto scontato. Sarà difficile trovare punti programmatici per costruire un Governo. Ma dobbiamo tentare. Un Governo tra Lega e M5S sarebbe dannoso per il Paese. E avere ottenuto l’esplicitazione che quel forno è chiuso da parte di Di Maio è un dato importante. Poi non capisco di cosa dovremmo avere paura: abbiamo idee e proposte, abbiamo chiaro l’orizzonte europeo che serve all’Italia e vogliamo difendere e migliorare le riforme di questi anni e non certo cancellarle. Se si potrà andare in questa direzione, bene. Se no, avversari come prima».