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Pisapia commissario per le case popolari

Intervista per Affaritaliani a cura di Fabio Massa.

Franco Mirabelli, senatore milanese del Partito Democratico "apre" il fronte romano su Aler: "Chiederemo a Lupi di nominare Pisapia commissario perché si sblocchi l'assegnazione degli alloggi". Maroni? "Fa solo propaganda, ma non risolve i problemi. Le case popolari sono un esempio drammatico del suo stile".
Dopo un anno di giunta Maroni, è tempo di fare bilanci.
La cosa incredibile è che per Maroni la colpa è sempre di qualcun altro. Questo è il bilancio del suo primo anno. Fa polemica con tutti i livelli istituzionali. Cerca sempre un capro espiatorio, anziché affrontare le questioni nella loro dimensione. Le case popolari sono un esempio drammatico dello stile di governo di Maroni.
I quartieri Aler sono in rivolta: sono partiti gli aumenti degli affitti.
Maroni è fatto così. Si è messo a ragionare sui piccoli aggiustamenti. Sulla spending review, sui cda. Ma il dato vero è che Aler non sta funzionando. E' paralizzata.

Interrogazione sul Contratto di Quartiere del Gratosoglio

Interrogazione presentata in 8° Commissione al Senato (Lavori pubblici e comunicazioni) in merito al Contratto di Quartiere del Gratosoglio di Milano.
Testo dell'interrogazione:

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Premesso che:
con decreto ministeriale 27 dicembre 2001 recante "Programmi innovativi in ambito urbano", il Ministro in indirizzo ha attivato un programma denominato "Contratti di quartiere II" da realizzare in "quartieri caratterizzati da diffuso degrado delle costruzioni e dell'ambiente urbano e da carenze di servizi in un contesto di scarsa coesione sociale e di marcato disagio abitativo";

il 31 marzo 2005 il Ministro in indirizzo e la Regione Lombardia hanno sottoscritto l'Accordo quadro per l’attuazione del programma nazionale “Contratti di quartiere II”, nell'ambito del quale é stato stipulato il Contratto di quartiere per il Gratosoglio a Milano;

Expo 2015: ieri, oggi e domani

Più discutiamo di Expo, più cogliamo gli elementi e le potenzialità che questo grande evento porta con sé e più c’è la sensazione che ci sia stata una sottovalutazione di quello che può significare Expo per Milano.
Per la riuscita di Expo è importante che ci sia il coinvolgimento di tutta la città, che non vuol dire solo i soggetti economici ma vuol dire che bisogna coinvolgere i cittadini e questa è una questione seria.
Più iniziative si fanno per spiegare che cos’è Expo meglio è, perché questa sottovalutazione che si è creata trae origine dal fatto che Expo, inizialmente, era stato accolto dai milanesi con grande entusiasmo ma poi per tre anni si è discusso solo di consigli di amministrazione e di nomine, e le persone si sono un po’ disinnamorate.
L’Expo di Milano sarà più grande di quello di Shangai perché il numero dei Paesi che hanno già aderito e che allestiranno i propri padiglioni già oggi è più alto rispetto a quello dell’Expo cinese.
Expo Milano 2015, inoltre, si colloca in una fase storica molto importante per il mondo e tratta un tema deciso per la fase storica in cui siamo.
Nel 2015 la crisi sarà in parte superata, si dovrebbe invertire una tendenza e i temi della sostenibilità e dell’alimentazione saranno decisivi.
Milano diventerà il punto centrale di una discussione che riguarda il mondo quale è quella sull’alimentazione, sulla sostenibilità e sui modelli di consumo, perché non si pensi che, finita la crisi, tutto si potrà ricominciare allo stesso modo di prima.