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Modifiche al Codice Antimafia per punire la corruzione e far funzionare i beni confiscati

Intervento in Conferenza Stampa durante la presentazione dei DDL di modifica del Codice Antimafia.

I disegni di legge di modifica al Codice Antimafia che presentiamo oggi è il frutto di un lavoro condiviso da tutta la Commissione Antimafia. È frutto dei diversi passaggi che abbiamo avuto in Commissione quest’anno, dei documenti che abbiamo esaminato e, in particolare, di quello inerente la riforma per i procedimenti che riguardano i beni confiscati, che ha già votato la Commissione Antimafia e, soprattutto, che hanno votato le due Camere all’unanimità.
Voglio sottolineare che presentiamo questo contributo e questi disegni di legge in un momento in cui sono molto attuali per due ragioni. Innanzitutto perché si interviene a dare risposte su un tema come quello dei beni confiscati, su cui l’esperienza ci ha raccontato che c’è bisogno di modificare la legge attuale, c’è bisogno di migliorare le procedure e c’è bisogno di investire di più sull’uso dei beni confiscati, soprattutto sul modo in cui si gestiscono le aziende confiscate per evitare di dare un messaggio sbagliato cioè che lo Stato non sia in grado di gestire le imprese che, invece, sotto la cupola mafiosa hanno funzionato.
Credo che questo sia importante, ce lo hanno chiesto in tanti in questi mesi e mi pare che in questi testi di modifica del Codice Antimafia ci sia una risposta con cui la Commissione contribuisce in modo utile al dibattito in corso.

Emendamenti alla Legge di Stabilità sul tema Casa

Ho presentato alcuni emendamenti alla legge di stabilita per intervenire sulla questione casa. Dopo il decreto sull'emergenza abitativa che ha segnato una direzione per le politiche abitative si tratta di muoversi in coerenza sostenendo l'affitto a canoni accessibili e, più in generale, l'edilizia sociale. Occorre favorire la riqualificazione prima di tutto energetica del patrimonio, il sostegno a chi contribuisce al finanziamento e l'incentivazione all'utilizzo dell'invenduto.

Emendamento sul prestito sociale

A.S. 1698
Emendamento
Art. 3

Dopo il comma 64, aggiungere il seguente:
"64-bis. All'art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, il comma 465 è abrogato."

Conseguentemente, alla Tabella A, voce Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni in diminuzione:
2015: - 3.500.000;
2016: - 3.500.000;
2017: - 3.500.000.

Rientro di capitali dall'estero e autoriciclaggio

Intervento in Senato durante la discussione del Disegno di Legge A.S. 1642 contenente Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio.

Vorrei sottolineare l'importanza del disegno di legge che stiamo per approvare, spero definitivamente, non solo perché a mio avviso si occupa bene di emersione e rientro dei capitali dell'estero seguendo una strada diversa da quella che altri hanno percorso negli anni precedenti, cioè quella dei condoni, ma anche perché introduce il reato di autoriciclaggio.
Spesso in questi anni, sia nell'Aula del Senato che nel dibattito pubblico e in tanti interventi dei magistrati che si occupano di lotta alla criminalità organizzata, si è giustamente sottolineata l'assenza di una norma specifica contro l'autoriciclaggio che punisca l'autoriciclaggio stesso. L'assenza di tale norma oggi costituisce un problema. Abbiamo discusso in questi anni su come l'assenza di tale reato abbia ridotto la possibilità per lo Stato di combattere con maggiore efficacia le mafie e la criminalità organizzata e come abbia reso più difficile e meno efficace l'aggressione necessaria ai patrimoni delle organizzazioni criminali.