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Le infiltrazioni mafiose al Nord

In Commissione Antimafia, tra gli obiettivi che ci siamo dati per questa legislatura c'è quello di capire meglio la penetrazione della mafia al Nord. Comprendere la dimensione del problema e le modalità con cui la criminalità organizzata si è insediata e opera nelle Regioni settentrionali è importantissimo per combatterla.
Nei giorni scorsi abbiamo presentato un primo studio sulle mafie al Nord, redatto dal professor Nando Dalla Chiesa con la collaborazione dell'Università di Milano. I risultati sono preoccupanti e raccontano di una capacità notevole, soprattutto della ‘ndrangheta, di insediarsi al Nord e di infiltrarsi nell’economia legale. Pubblicizzare i dati contenuti nel documento è importante non solo per capire meglio ma, soprattutto, per accorciare la distanza che esiste tra l'effettiva dimensione e pericolosità del fenomeno mafioso al Nord e la percezione dell'opinione pubblica che non vede la gravità della situazione.

Approvata dal Parlamento la Relazione sui beni confiscati alle mafie

Intervento in Senato in dichiarazione di voto della Risoluzione con cui è stata recepita la Relazione della Commissione Antimafia inerente i beni confiscati alla criminalità organizzata:

Signor Presidente, inizio il mio intervento ringraziando il Presidenti del Senato e la Presidente della Camera per aver accolto l'invito a svolgere nelle due Aule la discussione della relazione prodotta dalla Commissione antimafia sui beni confiscati.
Ritengo che già questo sia un fatto molto importante, un segnale di valore, anche perché credo che poche altre volte sia stato consentito alla Commissione parlamentare antimafia di portare all'esame delle Assemblee documenti e temi inerenti al proprio lavoro. A mio avviso, ciò deve essere riconosciuto. Spero peraltro che questa non sia l'ultima volta, perché ritengo che un coinvolgimento pieno di tutto il Parlamento sui temi della lotta alla criminalità organizzata sia importante.

Intervento in Assemblea Nazionale

Penso che lo straordinario risultato elettorale che abbiamo avuto lo scorso 25 maggio dica non tanto che abbiamo avuto una vittoria straordinaria e quindi ci possiamo sedere ma, al contrario, che l’importanza di questo risultato stia nel fatto che indica che ciò che non era scontato e che ci siamo riproposti di costruire in questo Paese è possibile da realizzare: è possibile restituire credibilità alla politica, alla possibilità di cambiare e di fare riforme da cui da anni si parla.
Questo PD e questo Governo hanno segnato una rottura vera con il passato agli occhi dei cittadini.
Abbiamo messo in campo una proposta che ha dato sostanza ad un progetto politico.
Abbiamo spinto tanti italiani delusi a riprovare a credere nel cambiamento.
Abbiamo messo in campo una politica e un’azione di governo che ha dato il messaggio che non si ferma di fronte ai santuari e alle resistenze ma può fare davvero le riforme.