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Bloccare i voli di aerotaxi a Bresso

Se le notizie apparse in questi giorni in alcuni notiziari televisivi fossero confermate, saremmo di fronte a un fatto gravissimo che non deve e non può più ripetersi. Anche recentemente in risposta a una nostra interrogazione il governo ha assicurato che l’utilizzo dell’Aeroporto di Bresso sarebbe stato limitato al volo amatoriale e i piccoli velivoli. Se è vero che ENAC starebbe autorizzando lo scalo in quell’aeroporto di aerotaxi di dimensioni inconciliabili con le dimensioni dell’aeroporto stesso e con le misure di sicurezza in esso attivate saremmo di fronte alla violazione delle più elementari regole del buon senso.
La salute dei cittadini che viene messa a rischio da un traffico aereo di questo tipo in un piccolo aeroporto situato al centro di un parco visitato ogni giorno da migliaia di persone viene prima di tutto, prima di qualunque interesse economico e commerciale. Per questo, abbiamo presentato un’interrogazione urgente per chiedere al Ministero dei Trasporti di intervenire subito su ENAC per impedire ulteriori voli di aerotaxi. A margine di questa vicenda restano comunque da chiarire i contenziosi tra ENAC e l’Aeroclub che ha gestito fino ad ora l’aeroporto e i vincitori degli appalti per i servizi che anche questa vicenda rende poco chiari per come risulta dalle notizie.

Le infiltrazioni delle mafie nell’economia legale: mafie senza confini

Intervento svolto al convegno internazionale di ICARO - Instruments to remove Confiscated Asset Recovery’s Obstacles sul tema “Le infiltrazioni delle mafie nell’economia legale: mafie senza confini” (video).

Credo che sia opportuno che iniziative di approfondimento sulle tematiche del contrasto alla criminalità come quella organizzata da Icaro si moltiplichino perché credo che ci sia un dovere sociale. Più approfondiamo i temi dell’antimafia - e uno dei focus che stiamo facendo con maggiore attenzione in questi mesi con la Commissione Parlamentare Antimafia è proprio sul Nord - più si riesce a capire qual è lo stato delle cose.
Al momento abbiamo il problema che c’è una distanza abissale tra la reale pericolosità della mafia al Nord e la percezione che l’opinione pubblica ha di questo fenomeno. Questo è un problema molto serio perché oggi consente alle mafie di insediarsi nei territori, non solo di infiltrarsi. Questo è emerso dalle inchieste anche riguardanti la Lombardia. Le mafie non sono più solo infiltrate nelle nostre attività economiche ma si sono insediate nei nostri territori e lo hanno fatto utilizzando metodi e strumenti che non corrispondono all’iconografia tradizionale che abbiamo della mafia e della ‘ndrangheta. Inoltre l’opinione pubblica è più preoccupata dei reati predatori che spesso i mafiosi non commettono e, quindi, non si percepisce la pericolosità che gli insediamenti criminali hanno. Queste organizzazioni, infatti, condizionano la nostra vita sociale, la nostra economia, la nostra democrazia e c’è in discussione la libertà di un Paese ma questo non si riesce a far percepire.

Attenti a quel gioco… d’azzardo

Intervista pubblicata da Il Sicomoro (aprile 2015).

Vivace e appassionato il dibattito sul gioco d’azzardo svoltosi a Milano con l’interlocuzione del sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Barretta. Ne parliamo con il coordinatore dell’appuntamento Franco Mirabelli, capogruppo PD in Commissione Parlamentare Antimafia.
Perché tanta diffusione del gioco d’azzardo negli ultimi anni? Cosa è esploso?
La crisi ne è una componente importante, perché chi è fragile e debole pensa che ci si possa salvare con il gioco, basta vedere quanti acquisti mentre si ritirano le pensioni alla Posta. Ma poi c’è stata una progressiva diffusione di alcuni tipi di macchine da gioco, ha preso piede il gioco on line. L’allora ministro Tremonti aveva liberalizzato il gioco nei locali pubblici per trarne vantaggio per l’erario.
I Comuni hanno cercato di contenere il fenomeno proponendo il criterio delle distanze da scuole, oratori, luoghi pubblici. Come valutare queste iniziative?
Vi è stata una positiva supplenza nelle regolamentazioni di distanze e orari da parte degli Enti locali. Era una delle poche loro possibilità, essendoci un vuoto legislativo da colmare. Sono poi emerse differenze fra quartieri, alcuni destinati al gioco altri no. Si è evitato il sorgere di nuove slot, ma non si è potuto incidere su ciò che c’era prima.
Si va quindi verso una normativa nazionale. Quali le novità?
Si interviene sulle macchine nei locali pubblici, con numeri, controlli, sanzioni. Vi sarà una riduzione, a livello nazionale, da 350 mila a 200 mila macchine. Non saranno ammesse macchine a scheda ma solo con accesso remoto collegate e controllati con i concessionari. Spazio minimo di 7 metri per macchina con massimo di 6 macchine, in stanze comunque separate dal resto del locale.