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Napolitano, un punto di riferimento per tutti

Grazie Presidente, ti aspettiamo con affetto un Senato.
Giorgio Napolitano si è dimesso da Presidente della Repubblica. Dopo nove anni lascia un incarico che ha svolto molto bene in una delle fasi più difficili della nostra storia restando un punto di riferimento per tutti anche quando gli scontri e le divisioni della politica, insieme alla crisi, sembravano travolgere ogni speranza e spezzare il rapporto tra cittadini e istituzioni democratiche.
Al Presidente deve andare il ringraziamento di tutti, la riconoscenza per la passione e il sacrificio personale con cui si è messo al servizio del Paese, il merito di aver testardamente richiamato la politica a tornare a svolgere la propria funzione di servizio al Paese aprendo una stagione di riforme.
Grazie Presidente.

Emergenza sfratti: nessuno deve rimanere in mezzo alla strada

Intervista pubblicata da Affaritaliani.

Senatore Franco Mirabelli, il governo ha deciso di non prorogare il blocco degli sfratti. Gli assessori alla casa delle grandi città sono insorti. Intanto a Milano l’emergenza abitativa è sempre più forte…
Vorrei fare una premessa. Il governo ha deciso di non prorogare il blocco degli sfratti che andava avanti dal 2007. Tuttavia questo blocco non riguardava tutti gli sfratti, ma solo la parte più debole degli affittuari. Questo deve essere chiaro: non venivano bloccati tutti gli sfratti, che in questi anni viceversa sono aumentati, ma solo quelli a carico delle fasce più deboli, gli over 65 a basso reddito o disabilità. Stiamo parlando di migliaia di famiglie.
Che adesso rischiano di essere sfrattate.
Esatto. Che adesso rischiano di essere sfrattate.
Quindi è contro il governo?
Non sono contro il governo. Il governo ha fatto una scelta legittima, nell’interesse degli inquilini e di chi affitta casa. Ma è giusto l’allarme degli assessori dei grandi comuni, per i quali il rischio di lasciare migliaia di persone in mezzo alla strada è concretissimo.

Tutta la legalità possibile

Intervento all'incontro "Tutta la legalità possibile"

Nel corso di questa iniziativa abbiamo sentito interventi di persone che sono impegnate, fanno esperienze concrete e ottengono dei risultati nella lotta per la legalità e contro la mafia.
In un Paese in cui troppo spesso continuiamo a dire che va tutto male, si conferma una situazione in cui – come dice anche Rosy Bindi – è vero che la mafia è molto forte ma qui si sono anche sapute dare risposte forti e anche l’antimafia ha saputo essere molto forte.
Abbiamo saputo dare risposte vere anche grazie al lavoro delle Commissioni Antimafia in questi 50 anni e le abbiamo sapute dare perché abbiamo costruito gli ambiti in cui studiare, capire, indagare e, sulla base di questo, elaborare proposte legislative.
La normativa sui beni confiscati, ad esempio, è frutto di un’intuizione: studiando le mafie si è capito che per colpirle bisognava colpire i patrimoni e si fece la scelta di espropriare, prima ancora della fine del primo grado del processo, e riutilizzare i beni di chi era accusato di associazione mafiosa.
Il tema è quindi capire, valutare e inseguire: la mafia, infatti, continua a cambiare e noi dobbiamo continuare ad adeguare i mezzi di contrasto.