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I civatiani? La coerenza è un loro problema

Intervista di Fabio Massa pubblicata da Affaritaliani.
Franco Mirabelli, senatore e leader di Area Democratica in Lombardia, in una intervista ad Affaritaliani.it parla del rimpasto di segreteria imminente nel Pd di Bussolati: "Noi siamo in maggioranza dal primo giorno. E' giusto che si vada ad allargare il campo. La doppia politica locale e nazionale dei civatiani? E' un problema loro. Devono valutare le loro divaricazioni..."
Senatore Mirabelli, a Milano infuria la polemica sulla ricandidatura di Pisapia con o senza Pd...
Polemica stravagante per almeno due ragioni. La prima è che Pisapia sta governando bene, sempre che non la si pensi diversamente. E lo sta facendo con il Pd. Un'ipotesi di Pisapia senza Pd la si può fondare solo sull'ideologia e non sull'interesse della città.
La seconda ragione?
Il Pd rappresenta alle ultime elezioni oltre il 40 per cento dei milanesi. Il Pd è radicato nella città. Sel può benissimo sostenere di non volersi alleare con il Pd, ma se questo è un sogno per alcuni, per altri è un incubo.
Cambiamo discorso: Bussolati sta per varare il rimpasto di segreteria. Che cosa dovrebbe fare?
Io credo che Bussolati stia facendo bene. Credo ora si tratti di verificare la possibilità di coinvolgere tute le forze del Pd che sono impegnate a sostenere l'esperienza del governo nazionale.

Le riforme per il Paese e le politiche del Partito Democratico

Proverò a sottolineare il fatto che c’è un’idea di Paese in ciò che stanno facendo il PD e il Governo Renzi, che attraversa le riforme (alcune già attuate e altre progettate), tutto il lavoro di questi sette mesi e gli interventi radicali per cambiare il nostro Paese.
Oggi l’Italia vive una crisi economica molto pesante, la ripresa economica annunciata, in Europa non c’è stata e, nonostante gli sforzi di risanamento dei bilanci del Paese (o forse proprio a causa del fatto che per risanare i bilanci non è stato possibile investire sul futuro), abbiamo perso competitività e, soprattutto, siamo in recessione.
Questo Paese ha bisogno di interventi urgenti e di riforme profonde, sapendo che questo può significare anche dover rimettere in discussione assetti, privilegi e abitudini radicati nella nostra società.

Per raggiungere l’obiettivo stiamo mettendo in campo una serie di riforme che sono collegate tra loro: in esse è contenuta l’idea di come bisogna cambiare il Paese. Questa idea viene perseguita nell’unico modo in cui è possibile farlo e cioè con un Governo che lavora per realizzare al più presto le riforme. Questo cambia inevitabilmente anche il modo di intendere i rapporti con le parti sociali rispetto al passato.

Riformare il mercato del lavoro per non lasciare lavoratori senza tutele

Intervento in Senato durante la discussione del Jobs Act.

In queste settimane, stiamo facendo una discussione importante su un tema decisivo per tanti cittadini italiani e per tanti giovani ma credo che sia importante che la nostra discussione resti sul merito della proposta approvata dalla Commissione Lavoro del Senato con la Legge Delega.
Innanzitutto, credo che questa discussione debba partire dalla realtà e non dalle ideologie.
Credo debba diventare un confronto, anche tra posizioni diverse, tutte legittime, ma chiarendo che tra noi non c’è chi difende il lavoro e chi no, come invece ho sentito dire più volte anche nell’Aula del Senato. Non c’è chi vuole togliere i diritti e che li vuole difendere e non c’è alcuna proposta di macelleria sociale.
Stiamo discutendo una proposta concreta, di cui eviterei caricature. Partirei, piuttosto, dalle ragioni e dagli obiettivi che con questa legge si vogliono raggiungere. Su questo serve una discussione ed è servita quella che è stata fatta fino ad ora perché ha già prodotto miglioramenti in Commissione e anche nel dibattito successivo all’interno del Partito Democratico.