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Guardare oltre Area Dem: Non hanno più senso le divisioni

Intervista a cura di Fabio Massa per Affaritaliani.

Senatore, iniziamo da Pisapia. Ha annunciato che non si ricandida. Come lo commenta?
Era una cosa annunciata. Giuliano l’aveva già dichiarato in campagna elettorale che avrebbe fatto un solo mandato. Poi qualcuno se l’è scordato. Ora ha confermato quella scelta. Devo dire che sinceramente a me dispiace, credo che abbia lavorato bene e abbia portato Milano fuori dalle secche in cui era. Se parliamo di Expo, è stato Pisapia a far superare gli ostacoli creati dalla destra.
E adesso?
Adesso serenamente affrontiamo la situazione. Il primo punto è di chiedere a Giuliano, la giunta e la maggioranza di non far venire meno l’impegno in questo ultimo anno di amministrazione.
A proposito di maggioranza. Quali possono essere i confini della coalizione per le prossime elezioni?
Si parte da qui, da quello che c’è. Non bisogna porre le condizioni perché la giunta venga frenata.
Io penso che si debba ripartire da questa maggioranza. Si parte dalla coalizione di centrosinistra con le forze civiche. E’ evidente che noi dobbiamo lavorare per dare la disponibilità a costruire una maggioranza anche più ampia. Ma bisogna partire dal progetto. Anziché fare il totonomi, e anziché fare altre cose questo è il momento in cui capire insieme quali sono le proposte che devono definire il programma per il futuro.
A Roma però c’è una maggioranza diversa…
Per quanto riguarda la maggioranza romana, io credo che questo sia un falso problema. Non ci sono mai state le condizioni a Milano perché si potesse fare un’alleanza con il Nuovo Centrodestra. Ncd ha capeggiato l’opposizione alla giunta Pisapia. Questo è il dato principale che ci dice che non c’è nessuna possibilità. Si è creato questo tormentone per cercare di metterci in difficoltà.

Il contrasto alle mafie nella dimensione nazionale, regionale e locale

Intervento al convegno organizzato dalla Commissione Parlamentare Antimafia sul tema “Il contrasto alle mafie nella dimensione nazionale, regionale e locale” (Video).

Don Luigi Ciotti, intervenuto prima a questo convegno, ci ha richiamato alle nostre responsabilità di parlamentari e di cittadini e al fatto che combattere la mafia significa cambiare: cambiare molte cose, cambiare modo di pensare, cambiare modo di intendere l’economia, costruire le condizioni affinché in questo Paese ci siano libertà e giustizia sociale oltre a quello che già c’è.
Un’altra cosa importante che ha detto Don Ciotti, unitamente alla testimonianza che ci lascia Libera (che oggi compie 20 anni), è che le mafie si possono combattere. Abbiamo le energie e le possibilità e possiamo mettere in campo gli strumenti necessari per combattere le mafie.
A mio avviso, questo è un segnale importante che dobbiamo ricordare perché, troppo spesso, siamo portati a dare una visione disperata del futuro e non credo che sia di aiuto per ottenere quella spinta che serve per produrre i cambiamenti.
L’incontro oggi è molto importante: trovo giusta la scelta di riunire tutte le commissioni che all’interno delle istituzioni, a vari livelli (regionale, comunale), si occupano di contrastare le mafie. Credo che sia stato molto importante anche il fatto che questo appuntamento ha avuto il riconoscimento delle più alte cariche dello Stato, oltre che di Don Luigi Ciotti. Credo, inoltre, che sia giusto guardare all’incontro di oggi come al primo di un percorso comune e di coordinamento reciproco tra le diverse esperienze che le diverse istituzioni hanno messo in campo a livello locale per combattere le mafie.

Combattere la corruzione si può: da Governo e Parlamento si sono fatti molti passi avanti

La corruzione è un male diffuso nel nostro Paese che rende più permeabili l'economia e la società alla criminalità organizzata e coinvolge politica, apparati pubblici, imprese e sottrae risorse ai cittadini, alle aziende sane, ai giovani, a chi fa innovazione. Combattere corruzione e mafie è una priorità su cui si gioca una buona parte del futuro dell'Italia. Capisco che faccia gioco a molti raccontare di istituzioni immobili, imbelli, incapaci di combattere, ma non è così: contro la corruzione, in questa legislatura, Governo e Parlamento hanno già fatto cose importanti e questa legge è un ulteriore passo avanti.
L'introduzione dei reati di voto di scambio e di autoriciclaggio l'istituzione dell'Autorità nazionale anticorruzione e il suo affidamento a Raffaele Cantone: questi sono fatti prodotti anche dal Parlamento, da rivendicare. Se non valorizziamo ciò che facciamo, ma scegliamo di lamentarci e basta, diffondiamo l'idea che in questo Paese la corruzione è una patologia incurabile e che siamo condannati a conviverci, ma non è così. Anche questa legge è un altro passo nella direzione giusta. Ne serviranno altri, come la riforma della legge sugli appalti e della prescrizione, ma con questa legge si risponde ai guasti creati dall'abolizione di fatto del falso in bilancio, reintroducendo il reato e anche la procedibilità d'ufficio, si interviene sulle pene per i corrotti, i corruttori, i concussi e i concussori, si incentiva chi denuncia con uno sconto di pena, si danno ulteriori poteri all'Autorità nazionale anticorruzione, si inaspriscono le pene previste dall'articolo 416 bis sull'associazione mafiosa per punire davvero i boss. E si dimostra ancora una volta che contro le mafie e contro la corruzione il Parlamento e le istituzioni sono uniti e determinati e questo è ciò che fa più paura alla criminalità organizzata.