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Senza soldi Aler muore. E Maroni fa solo propaganda

Articolo pubblicato su Affaritaliani e L'Unità (pdf).

Da qualche settimana, spesso su impulso della giunta regionale, si parla con insistenza della grave situazione in cui versa l'edilizia residenziale pubblica in Lombardia, si scopre che Aler Milano ha un bilancio in rosso ed esposizioni bancarie per centinaia di milioni, si attribuisce alle incapacità di gestione questa situazione. Per chi come noi da anni denuncia le inefficienze di Aler, denuncia l'abbandono in cui sono stati lasciati i quartieri popolari sempre più degradati e lamenta le condizioni inaccettabili di vita in cui vengono lasciati tanti cittadini, non c'è nulla di nuovo.
Anche i quaranta milioni e oltre di buco non possono stupire chi, come noi, da tempo pone la questione del finanziamento dell'edilizia residenziale pubblica. In Consiglio Regionale avevamo denunciato che l'idea contenuta nella Legge regionale 27, secondo cui gli alti costi della gestione delle case popolari potevano essere coperti dall'aumento dei canoni agli inquilini, non stava in piedi e avrebbe creato la situazione attuale in cui, per assenza di risorse, la qualità dell'abitare è peggiorata mentre su alcune famiglie gli aumenti in tempi di crisi hanno pesato. E, di fronte all'aumento delle spese, lo stesso aumento della morosità era prevedibile, anche se spesso non giustificabile. Insomma, che quel modello non fosse e non sia sostenibile era già evidente.
Ma non è di questo che si parla sulla stampa o nella maggioranza di Maroni. È chiaro che il modo di funzionare delle Aler, in particolare a Milano, sia stato segnato da inefficienze, sprechi, clientele e malagestione. L'abbiamo denunciato ed è evidente che su questo si deve intervenire.

Lavoro, giustizia sociale, equità

Intervento tenuto al convegno organizzato da Fiba-Cisl Lombardia sul tema "Lavoro, giustizia sociale, equità: un tetto alle retribuzioni dei top manager".

Parto dal fatto che a me non piace dire che c’è un’indistinta politica perché credo che troppo spesso, in questo Paese, si sia perso il senso della responsabilità. Personalmente, penso che non ci sia stata “una politica” ma ci sono state responsabilità diverse in cui ognuno ha avuto un proprio ruolo. Credo che questo Paese tornerà ad essere normale nel momento in cui i cittadini riconosceranno le diverse responsabilità, le attribuiranno e sceglieranno anche sulla base di ciò.
Tuttavia, so bene che il tema della credibilità della politica e delle istituzioni democratiche è centrale perché oggi c’è una sfiducia grandissima dei cittadini verso la politica e nella sua capacità di dare risposte e c’è una crisi fortissima e credo che a questo bisogna rispondere.
Oggi, il tema a cui tutti devono lavorare è come ridiamo credibilità alla politica. Questo è un tema su cui si gioca la possibilità di ridare forza alla nostra democrazia e ridare forza a questo Paese e che consentirà poi anche di fare le cose che qui sono state proposte. Non penso che con una politica debole, lontana dalle persone e che non ha la fiducia dei cittadini si possa fare una grande redistribuzione del reddito come quella che è stata chiesta qui.
Per questo parto da qui. Parto da cosa può fare la politica per dare dei segnali che si è recepito il messaggio che viene dai cittadini e allo stesso tempo mandare dei messaggi di cambiamento, di riforma della politica che restituiscano credibilità.

Ordine del Giorno anti-slot approvato

Il governo ha accolto un mio Ordine del Giorno alla delega fiscale in cui si impegna ad introdurre una serie di norme per ridurre la pericolosità del gioco d'azzardo e delle slot machine. In particolare l'Ordine di Giorno accoglie le richieste delle associazioni impegnate nella lotta alle ludopatie e chiede al governo di valutare l'opportunità di concentrare i luoghi dedicati alla presenza delle slot machine, per realizzare maggiore sicurezza e controllo, soprattutto per i minori. Il governo è stato inoltre impegnato a contrastare il gioco compulsivo, aumentando il tempo per ogni euro speso, che oggi si è ridotto a 4 secondi. Per proteggere i minori, inoltre, abbiamo proposto l'obbligo alla chiusura delle slot negli orari prossimi all'entrata e all'uscita dalle scuole.

Testo dell'Ordine del Giorno G14.200 al Decreto "Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita":

In Senato,  
Visto che:
- nel nostro Paese sono state censite circa 400 mila slot;
- La facilità di accesso sta producendo un rilevante fenomeno di diffusione delle patologie connesse al gioco in particolare, dipendenze legate al gioco compulsivo;
- La diffusione di queste forme di gioco insieme a quella più in generale del gioco di azzardo legale porta con sè, non solo le patologie connesse ma anche un fenomeno sociale rilevante che, vedendo nel gioco una occasione unica di guadagno in tempo di crisi, si traduce in impoverimento personale e famigliare, ricorso a prestiti spesso illeciti ed ad alti tassi;