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Le riforme per il Paese e le politiche del Partito Democratico

Proverò a sottolineare il fatto che c’è un’idea di Paese in ciò che stanno facendo il PD e il Governo Renzi, che attraversa le riforme (alcune già attuate e altre progettate), tutto il lavoro di questi sette mesi e gli interventi radicali per cambiare il nostro Paese.
Oggi l’Italia vive una crisi economica molto pesante, la ripresa economica annunciata, in Europa non c’è stata e, nonostante gli sforzi di risanamento dei bilanci del Paese (o forse proprio a causa del fatto che per risanare i bilanci non è stato possibile investire sul futuro), abbiamo perso competitività e, soprattutto, siamo in recessione.
Questo Paese ha bisogno di interventi urgenti e di riforme profonde, sapendo che questo può significare anche dover rimettere in discussione assetti, privilegi e abitudini radicati nella nostra società.

Per raggiungere l’obiettivo stiamo mettendo in campo una serie di riforme che sono collegate tra loro: in esse è contenuta l’idea di come bisogna cambiare il Paese. Questa idea viene perseguita nell’unico modo in cui è possibile farlo e cioè con un Governo che lavora per realizzare al più presto le riforme. Questo cambia inevitabilmente anche il modo di intendere i rapporti con le parti sociali rispetto al passato.

Riformare il mercato del lavoro per non lasciare lavoratori senza tutele

Intervento in Senato durante la discussione del Jobs Act.

In queste settimane, stiamo facendo una discussione importante su un tema decisivo per tanti cittadini italiani e per tanti giovani ma credo che sia importante che la nostra discussione resti sul merito della proposta approvata dalla Commissione Lavoro del Senato con la Legge Delega.
Innanzitutto, credo che questa discussione debba partire dalla realtà e non dalle ideologie.
Credo debba diventare un confronto, anche tra posizioni diverse, tutte legittime, ma chiarendo che tra noi non c’è chi difende il lavoro e chi no, come invece ho sentito dire più volte anche nell’Aula del Senato. Non c’è chi vuole togliere i diritti e che li vuole difendere e non c’è alcuna proposta di macelleria sociale.
Stiamo discutendo una proposta concreta, di cui eviterei caricature. Partirei, piuttosto, dalle ragioni e dagli obiettivi che con questa legge si vogliono raggiungere. Su questo serve una discussione ed è servita quella che è stata fatta fino ad ora perché ha già prodotto miglioramenti in Commissione e anche nel dibattito successivo all’interno del Partito Democratico.

Governo ed Enac confermano il no a nuove infrastrutture e hub elicotteristico a Bresso

La risposta del Governo all'interrogazione sull'aeroporto di Bresso è positiva e chiara. Governo ed ENAC confermano la scelta di non realizzare nuove infrastrutture nell'aeroporto di Bresso ed è esclusa ogni ipotesi di hub elicotteristico al Parco Nord.
È oggi chiaro, quindi, che la gara per la gestione dell’aeroporto riguarda solo il campo volo.
L’impegno del Governo a svolgere un ruolo attivo per garantire la salvaguardia del Parco che è nella risposta è un ulteriore elemento positivo di cui va atto al Ministero.

Testo della risposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti:

In risposta a quanto evidenziato dall’Onorevole Senatore, premetto che l’aeroporto di Milano-Bresso “G. Clerici” è un aeroporto civile in gestione diretta di ENAC, destinato a voli turistici e situato nel territorio comunale di Bresso, ai confini dei Comuni di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, in un’area facente parte del Parco Nord Milano.
Le strutture dell’aeroporto ospitano l’Aero Club Milano e l’Aero Club Bresso.