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La riforma delle legge sulle aree protette

In queste settimane il Senato è impegnato a discutere di riforme importanti: quella costituzionale, il decreto sulla casa e la riforma della legge sulle aree protette, su cui voglio soffermarmi oggi.
La Legge 394 nel 1991 ha istituito i parchi nazionali, quelli regionali, le aree marine protette; ha consentito al nostro Paese di salvaguardare e valorizzare lo straordinario patrimonio ambientale e naturistico italiano. Sono 23 i parchi nazionali e 134 i parchi regionali istituiti in questi anni, sono serviti a difendere l'integrità del patrimonio naturale ma anche storico e ambientale, ma anche, come nel caso del nostro Parco Nord, a creare e valorizzare, nella fase delle grandi trasformazioni urbane e della dismissione dei grandi complessi industriali, vere e proprie oasi che interrompono l'urbanizzazione e diventano straordinarie opportunità per i cittadini. Una legge importante, che ha prodotto risultati straordinari che, però, dopo 23 anni ha bisogno di un tagliando, di un aggiornamento per migliorare ulteriormente la normativa esistente, adeguandola alle regole europee per la tutela della biodiversità e dal protocollo “Natura 2000”.

Una nuova legge per iniziare a affrontare davvero il problema della casa

Ci sono alcune questioni sul tema della casa che non spettano alla legislazione nazionale, tuttavia, anche in questa fase di discussione sulle riforme istituzionali, dovremmo capire bene come affrontare il tema guardando ai problemi di questi anni. Oggi la casa è materia concorrente e questo ha determinato una situazione in cui le Regioni, soprattutto in assenza di risorse, non sono state in grado di gestire politiche abitative degne di questo nome, mentre lo Stato non è stato in grado di garantire principi generali e fondamentali come quello dell’abitare. Per cui dovremo valutare molto attentamente questo tema recuperando gli strumenti per rilanciare politiche pubbliche sulla casa in assenza delle quali si rischia di non rispondere ai bisogni di tanti cittadini e lavoratori.
La materia casa non può più essere concorrente ma deve stare da una parte sola: lo Stato forse è il luogo in cui sarà più facile avere la possibilità di reperire risorse finanziarie. Si potrà anche decidere in altro modo, però, su questo ci vuole una chiarezza di fondo che non c’è stata in questi anni.

Interrogazione su case popolari Aler Milano

Questa mattina, intervenendo al congresso provinciale del SUNIA di Milano, il senatore PD Franco Mirabelli ha annunciato di aver presentato un'interrogazione per chiedere la nomina del Sindaco di Milano a Commissario ad Acta per velocizzare l'assegnazione degli oltre 6.000 alloggi vuoti di proprietà pubblica che sono in città. "A fronte di 25.000 domande di alloggi sociali inevase, lasciare 6.000 alloggi vuoti è indecente e inaccettabile. - ha affermato Mirabelli - L'inerzia di Regione Lombardia e la crisi di ALER non consentono di garantire soluzioni nei tempo necessari. Per questo serve attribuire al Sindaco un ruolo straordinario e gli strumenti per dare risposte a quella che è una vera e propria emergenza sociale". "L'interrogazione - conclude il senatore Mirabelli - dá concretezza alla proposta avanzata dal Comune di Milano e sostenuta dal sindaco Pisapia". Video dell'intervento al congresso SUNIA»

Testo dell'interrogazione:
Interrogazione a risposta orale da svolgersi in Commissione 8° (Lavori Pubblici)

Al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti.

Premesso che: