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Relazione sui beni confiscati della Commissione Antimafia

La Commissione Antimafia ha approvato all'unanimità una relazione sulle prospettive di riforma del sistema di gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, un atto importante su cui diamo un giudizio molto positivo.
E' sempre più chiaro che a fronte degli importanti successi ottenuti dalla lotta alle mafie, siamo in presenza di una criminalità organizzata capace di sfruttare gli enormi capitali guadagnati con le attività criminali per infiltrarsi nella economia e nella politica, condizionando la stessa democrazia e convivenza civile. Si tratta di una grande questione nazionale che richiede, da parte dello Stato, di migliorare le norme per rendere sempre più efficace la capacità di contrasto alla criminalità organizzata. Le prime proposte di modifica della normativa, che riguardano le norme sulla confisca dei beni dei mafiosi, sono importanti e possono concretamente risolvere molti dei problemi che in queste settimane la commissione ha evidenziato. La riforma dell'agenzia e della gestione dei beni dopo il sequestro, per tutelarne il valore e garantire meglio il loro utilizzo per fini pubblici, sociali e civili, sono norme che ora vanno esaminate, discusse e approvate al più presto in Parlamento.

Intervento durante l'audizione di Maroni in Antimafia

Ringrazio il Presidente Maroni perché, oggi, abbiamo sentito da lui cose che, per chi ha fatto il consigliere regionale in Lombardia, non sono scontate. Mi pare che ci sia una consapevolezza da parte del Presidente che la situazione è grave, pericolosa per le infiltrazioni ‘ndranghetiste e l’invasività della criminalità organizzata nella nostra Regione e nella nostra economia.
Il Presidente ci ha ribadito cose che in diversi ci avevano già detto. Credo che sia apprezzabile lo sforzo che si è fatto a livello nazionale - e con un ruolo importante delle istituzioni milanesi e lombarde - per mettere l’Expo in sicurezza rispetto alle infiltrazioni negli appalti. Abbiamo studiato nel dettaglio le misure dei provvedimenti ed è bene che siano esportati anche su altre grandi opere, non solo per la Lombardia.
Tuttavia, vorrei partire dalla questione di Infrastrutture Lombarde che, a mio avviso c’entra non immediatamente con la criminalità organizzata, però mostra un problema generale che riguarda le società della Regione Lombardia.

La politica antimafia

La prossima settimana voteremo la prima relazione della Commissione Antimafia di questa legislatura, che invieremo alle Camere e in cui sono sottolineati alcuni fenomeni e alcune proposte riguardanti la questione dei beni confiscati.
Tutta la riflessione parte dal fatto che la situazione della criminalità organizzata nel nostro Paese è cambiata in questi anni. La mafia, anche grazie all’azione straordinaria della magistratura e il diffondersi del pentitismo, ha subito colpi molto significativi, però – e questo ci riguarda direttamente – si sono diffuse molte criminalità organizzate sia italiane che straniere. Sempre di più, stiamo verificando che la ‘ndrangheta ha assunto un ruolo molto forte, è molto potente e ha più facilità di altri ad accedere ai rapporti con i cartelli del traffico di droga sudamericani o di altri Paesi. La ‘ndrangheta ha ottenuto sempre di più ingentissimi guadagni derivati dal traffico della droga o da altri traffici illeciti e, oggi, ha scelto una strategia molto invasiva. Infatti, oggi, il problema della ‘ndrangheta è riciclare il denaro.