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A Milano serve l’Agenzia per la casa

Articolo pubblicato da Europa.

I fatti di questi giorni, le tensioni sociali e le violenze a cui abbiamo assistito confermano che l’emergenza abitativa richiede risposte in tempi rapidi.
Bisogna sbloccare al più presto i fondi (500 milioni) stanziati dal recente decreto sull’emergenza abitativa proprio per finanziare le piccole manutenzioni che devono rendere abitabili le migliaia di alloggi pubblici vuoti. Bisogna consentire a chi è in graduatoria – se è disponibile – di entrare nell’appartamento assegnato, chiedendogli di farsi carico in proprio degli interventi necessari ma di farlo sapendo che i costi sostenuti, comunque, saranno poi scomputati dagli affitti futuri.
Serve, inoltre, realizzare al più presto l’agenzia per la casa – che utilizzi i fondi stanziati – per far incontrare la domanda abitativa di chi è stato sfrattato o non ha redditi né casa, con un’offerta che deve essere costruita guardando anche fuori dalle case popolari, per esempio garantendo i proprietari privati rispetto al pagamento dei canoni o realizzando convenzioni con il no profit e la cooperazione.
Serve, insomma, una risposta urgente e significativa all’emergenza casa e al problema sociale ad essa collegato. Per questo abbiamo presentato una interrogazione al governo con cui si chiede che vengano fatti subito i decreti attuativi che consentano di impiegare rapidamente i soldi (complessivamente un miliardo) stanziati per i diversi interventi.

Commissione Antimafia a Milano: colpire la criminalità nei quartieri popolari

Il lavoro di oggi della Commissione Antimafia ha confermato la presenza in molti quartieri popolari di Milano, spesso i più degradati, di soggetti malavitosi che gestiscono veri e propri racket delle occupazioni abusive e svolgono attività illegali, condizionando anche con intimidazioni e minacce la vita delle persone. C’è, quindi, il rischio reale che si creino delle zone franche in cui paure e insicurezze siano il prodotto di queste presenze unitamente alla sensazione di abbandono da parte delle istituzioni preposte.
È chiaro da ciò che abbiamo ascoltato che, oltre al problema dell’emergenza abitativa e alla necessità di contrastare abusivismo e occupazioni, c’è da affrontare il tema del contrasto all'illegalità nei quartieri e del dovere delle istituzioni di liberare le zone da quelle presenze (note e riconosciute) che, oltre a gestire il racket delle occupazioni abusive, rendono meno libera e meno sicura la vita di tante persone, spesso le più deboli, di questa città.
Credo, quindi, che questa del contrasto alla illegalità debba diventare una priorità e che non può ridursi alla pur importante attività di sgombero delle occupazioni in flagranza ma deve concentrarsi sulla necessità di liberare le realtà in cui prepotenza e illegalità rendono spesso difficile la vita delle persone perbene.

Antimafia a Milano per il racket delle occupazioni e interrogazione sui fondi per ristrutturare gli alloggi vuoti

La Commissione Parlamentare Antimafia, su mia proposta, sarà a Milano lunedì 24 novembre per affrontare il tema del racket delle occupazioni abusive e i rapporti con la criminalità nei quartieri popolari. Durante la giornata saranno ascoltati i rappresentanti delle istituzioni coinvolte, di Aler e i sindacati degli inquilini.
Di fronte al fenomeno delle occupazioni abusive e del degrado di tanti quartieri popolari serve colpire con determinazione l'illegalità, individuando e punendo chi guadagna sulle occupazioni e chi sta cercando di trasformare alcuni quartieri in zone franche in cui i cittadini onesti devono sopportare di convivere con fenomeni di delinquenza e di prepotenza inaccettabili. Per questo vi è l'interessamento dell'Antimafia anche sulle questioni della casa.
Inoltre, ho presentato un'interrogazione urgente al Ministro Lupi in cui si chiede di conoscere la situazione dei fondi stanziati dal recente decreto sull'emergenza abitativa e che devono servire a sistemare e assegnare i tanti alloggi pubblici oggi vuoti, sottolineando la necessità di fare presto per mettere a disposizione di chi e in graduatoria centinaia di appartamenti.