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Seveso e il progetto Italia Sicura

Il Decreto Sblocca Italia interviene anche nelle questioni che riguardano gli interventi necessari per far fronte al dissesto idrogeologico, che in questo Paese è un problema che purtroppo non riguarda solo il Seveso e Niguarda ma che, soprattutto nelle ultime settimane, ha creato molti problemi in tante Regioni.
Le cause del dissesto sono note: lo sviluppo urbanistico spesso scriteriato, la mancanza di rispetto del territorio, l’eccesso di cementificazione che ha portato poi le situazioni che abbiamo visto a Genova o in Toscana, dove il terreno non è più in grado di assorbire l’acqua e i fiumi non hanno più possibilità di sfogo e poi succede ciò che sta succedendo.
Servono interventi rapidi che non possono più essere ritardati, come invece è stato fino ad ora. E l’idea di fondo del Decreto Sblocca Italia è proprio quella di creare le condizioni affinché i tribunali Amministrativi, le burocrazie e gli interessi di parte non possano più bloccare i lavori necessari per la messa in sicurezza dei territori.
Quel decreto si collega al Progetto Italia Sicura e alla scelta del Governo di istituire una task force con a capo Erasmo De Angelis che avrà il compito di occuparsi di spendere subito i soldi messi a disposizione per la realizzazione delle opere, definire i progetti e poi seguire i lavori passo.

Ordine del Giorno della Lega allo Sblocca Italia per non realizzare le vasche per il Seveso

Oggi in Commissione Territorio e Ambiente al Senato la Lega ha presentato un Ordine del Giorno - il numero 124 - al Decreto Sblocca Italia con cui chiede al Governo di non realizzare le vasche di laminazione per il Seveso a Senago, che eviterebbero nuove esondazioni su Milano.
Mentre Maroni, al governo della Regione Lombardia, assicura che si farà tutto ciò che è stato deciso per evitare nuove esondazioni del Seveso a Milano, a Roma i suoi parlamentari strizzano l'occhio ai comitati di Senago che non vogliono l'opera sul loro territorio.
A questo punto è chiaro che, mentre il Governo ha messo in campo soldi e provvedimenti per fare in fretta a realizzare le vasche e la depurazione delle acque, la Lega mantiene le ambiguità che in questi anni hanno rallentato le soluzioni e penalizzato i cittadini del quartiere di Niguarda.

Relazioni Antimafia su lotta internazionale alle mafie, protezione dei testimoni di giustizia e Codice Etico per candidature

Intervento in Senato in qualità di Relatore durante la discussione dei documenti della Commissione Antimafia sui temi della lotta alla criminalità mafiosa su base europea ed extraeuropea (doc. XXIII, n. 2), in materia di formazione delle liste delle candidature per le elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali (doc. XXIII, n. 3), sul sistema di protezione dei testimoni di giustizia (doc. XXIII, n. 4).

Oggi stiamo svolgendo una discussione importante: il Senato ha fatto una scelta importante decidendo di dedicare una giornata a discutere di quanto ha prodotto la Commissione antimafia negli ultimi mesi sulla lotta alla criminalità organizzata.
Portiamo, infatti, in discussione tre relazioni – la prima sulla lotta alla criminalità mafiosa su base europea ed extraeuropea, la seconda in materia di formazione delle liste delle candidature per le elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali, la terza sul sistema di protezione dei testimoni di giustizia - approvate in Commissione antimafia da tutti i componenti che hanno partecipato a quelle sedute, e poi su questo aggiungerò un passaggio.
Abbiamo approvato tre documenti che credo intervengano su questioni rilevanti per la lotta alla mafia.
Mi riferisco a due in particolare: uno riguarda le modalità con cui chiediamo all'Europa che si attrezzi per battere la criminalità organizzata, l'altro è sul tema specifico ed importante dei testimoni di giustizia e del loro trattamento, anche alla luce di una verifica del funzionamento delle leggi attuali.