Replica in Senato al dibattito sul Piano Casa

Credo che la discussione che abbiamo avuto in Aula al Senato lo scorso giovedì sia stata una discussione utile e che consente anche di chiarire alcuni degli aspetti che sono stati posti da diversi interventi.
Dopo aver ascoltato la discussione, continuo a pensare che questo che stiamo per votare sia un provvedimento utile e necessario, in particolare sui temi della casa.
Voglio sottolineare che dal 1998, cioè dal giorno in cui sono stati cancellati i contributi Gescal in questo Paese, questo è il primo decreto legge che cerca di introdurre politiche pubbliche che tengano conto del fatto che è cambiato il modello con cui è possibile affrontare l’emergenza abitativa.
Oggi, in Italia, è un’emergenza abitativa grande, che si è acuita con la crisi e a cui la risposta tradizionale del settore pubblico (che una volta era costruita sui fondi Gescal e nella costruzione dei grandi quartieri popolari) è insufficiente e, per questo, bisogna rimettere in campo politiche pubbliche consapevoli della necessità di innovare.

Intervento in Senato per illustrare il DL Casa-Expo

Sig. Presidente, Governo,
Care colleghe senatrici e cari senatori.
Il provvedimento che discutiamo oggi affronta il tema dell'emergenza abitativa in modo serio e incisivo, le norme in esso contenute propongono soluzioni ad una domanda abitativa cresciuta in questi anni di fronte alla crisi economica.
L'impoverimento che ha segnato tante famiglie si è spesso tradotto in una difficoltà spesso drammatica a trovare soluzioni abitative sostenibili e a mantenere la stessa casa di residenza.
A fronte di questo l'intervento pubblico basato sui modelli del passato, della realizzazione di grandi quartieri popolari, schiacciato sull'edilizia residenziale pubblica, non funziona più, sono venute a mancare le risorse garantite dai fondi Gescal e sono anche cambiate le esigenze abitative.
Questo provvedimento interviene su una emergenza gravissima ma tenta di farlo, secondo noi riuscendoci, non in una logica emergenziale, ma provando a avviare politiche innovative che possono nei prossimi anni migliorare significativamente la situazione.

In visita nei quartieri popolari

In questi giorni stiamo visitando i quartieri di edilizia residenziale pubblica della nostra zona. Serve ascoltare e capire come vanno le cose, se i tanti problemi di degrado e legati alla crisi si stiano aggravando o meno. Serve a verificare quanto il gravissimo stato di indebitamento di Aler stia condizionando il suo funzionamento e, soprattutto, si stia scaricando sulla vita dei quartieri e delle stesse famiglie che li abitano. Serve, infine, ad ascoltare le persone e a provare, in una realtà in cui al degrado si associano problemi reali di sicurezza, a dare un segno di presenza che faccia sentire meno soli, meno abbandonati i tanti, soprattutto anziani soli, che devono affrontare situazioni che dovrebbero essere semplici ma che, senza aiuto, diventano enormi.
La prima considerazione o, meglio, la sensazione dopo i primi incontri è quella di un sentimento di abbandono sempre più diffuso a cui corrisponde un’assenza inaccettabile da parte di Aler, una mancanza di punti di riferimento per gli inquilini. Si tollerano situazioni di illegalità senza intervenire se non sollecitati da Comune e forze dell'ordine, creando un clima di preoccupazione che spesso limita la possibilità per tanti di veder riconosciuto il proprio diritto alla tranquillità, al decoro, ad una convivenza civile e serena.