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L’Italia può cambiare davvero

L’incontro “Lombardi protagonisti del cambiamento” è un’occasione importante per dirci delle cose dopo un anno di Governo Renzi e dopo che abbiamo iniziato a fare ciò che fino ad un anno fa sembrava impensabile in questo Paese: stiamo dimostrando che l’Italia può cambiare davvero e può cambiare la politica, sia nel modo di rapportarsi ai cittadini che nel modo di funzionare. Questo è ciò che raccontano i percorsi sulle riforme istituzionali, che sono decisive se si vuole davvero ricostruire quella credibilità delle istituzioni, della democrazia e della politica, così come ci siamo proposti di fare al congresso prima e poi in questi anni.
Oggi abbiamo alle spalle interventi importanti come la Legge di Stabilità, il Jobs Act e misure che sono utili ad intercettare la ripresa economica. Inoltre, abbiamo portato a termine altre riforme importanti come quella riguardante i reati ambientali o le politiche sul tema della casa e ora stiamo concludendo quelle della Pubblica Amministrazione, sui diritti civili e la Rai.
Abbiamo dimostrato e stiamo continuando a dimostrare che si può cambiare davvero in questo Paese e che è cambiata la politica. Sono cambiati i riti ed è cambiato il rapporto con la democrazia: finalmente, anche in Italia, è possibile costruire una politica che decide, che si assume la responsabilità di governare e non la delega a nessuno di fronte alle difficoltà.
Per troppi anni, anche in questa Regione e in questa città, di fronte alle difficoltà e di fronte alla crisi del rapporto tra i cittadini e i partiti o tra i cittadini e i politica, abbiamo delegato ad altri (ai tecnici, alla società civile) una responsabilità che oggi torna ad essere della politica e di chi ha il compito di fare e di governare la cosa pubblica.
Oggi siamo di fronte a dei dati economici positivi e questo può aiutare a ridare fiducia al Paese sapendo, però, che la politica sta cambiando e che da alcune delle cose realizzate in questi anni non si potrà tornare indietro.

Guardare oltre Area Dem: Non hanno più senso le divisioni

Intervista a cura di Fabio Massa per Affaritaliani.

Senatore, iniziamo da Pisapia. Ha annunciato che non si ricandida. Come lo commenta?
Era una cosa annunciata. Giuliano l’aveva già dichiarato in campagna elettorale che avrebbe fatto un solo mandato. Poi qualcuno se l’è scordato. Ora ha confermato quella scelta. Devo dire che sinceramente a me dispiace, credo che abbia lavorato bene e abbia portato Milano fuori dalle secche in cui era. Se parliamo di Expo, è stato Pisapia a far superare gli ostacoli creati dalla destra.
E adesso?
Adesso serenamente affrontiamo la situazione. Il primo punto è di chiedere a Giuliano, la giunta e la maggioranza di non far venire meno l’impegno in questo ultimo anno di amministrazione.
A proposito di maggioranza. Quali possono essere i confini della coalizione per le prossime elezioni?
Si parte da qui, da quello che c’è. Non bisogna porre le condizioni perché la giunta venga frenata.
Io penso che si debba ripartire da questa maggioranza. Si parte dalla coalizione di centrosinistra con le forze civiche. E’ evidente che noi dobbiamo lavorare per dare la disponibilità a costruire una maggioranza anche più ampia. Ma bisogna partire dal progetto. Anziché fare il totonomi, e anziché fare altre cose questo è il momento in cui capire insieme quali sono le proposte che devono definire il programma per il futuro.
A Roma però c’è una maggioranza diversa…
Per quanto riguarda la maggioranza romana, io credo che questo sia un falso problema. Non ci sono mai state le condizioni a Milano perché si potesse fare un’alleanza con il Nuovo Centrodestra. Ncd ha capeggiato l’opposizione alla giunta Pisapia. Questo è il dato principale che ci dice che non c’è nessuna possibilità. Si è creato questo tormentone per cercare di metterci in difficoltà.

Il contrasto alle mafie nella dimensione nazionale, regionale e locale

Intervento al convegno organizzato dalla Commissione Parlamentare Antimafia sul tema “Il contrasto alle mafie nella dimensione nazionale, regionale e locale” (Video).

Don Luigi Ciotti, intervenuto prima a questo convegno, ci ha richiamato alle nostre responsabilità di parlamentari e di cittadini e al fatto che combattere la mafia significa cambiare: cambiare molte cose, cambiare modo di pensare, cambiare modo di intendere l’economia, costruire le condizioni affinché in questo Paese ci siano libertà e giustizia sociale oltre a quello che già c’è.
Un’altra cosa importante che ha detto Don Ciotti, unitamente alla testimonianza che ci lascia Libera (che oggi compie 20 anni), è che le mafie si possono combattere. Abbiamo le energie e le possibilità e possiamo mettere in campo gli strumenti necessari per combattere le mafie.
A mio avviso, questo è un segnale importante che dobbiamo ricordare perché, troppo spesso, siamo portati a dare una visione disperata del futuro e non credo che sia di aiuto per ottenere quella spinta che serve per produrre i cambiamenti.
L’incontro oggi è molto importante: trovo giusta la scelta di riunire tutte le commissioni che all’interno delle istituzioni, a vari livelli (regionale, comunale), si occupano di contrastare le mafie. Credo che sia stato molto importante anche il fatto che questo appuntamento ha avuto il riconoscimento delle più alte cariche dello Stato, oltre che di Don Luigi Ciotti. Credo, inoltre, che sia giusto guardare all’incontro di oggi come al primo di un percorso comune e di coordinamento reciproco tra le diverse esperienze che le diverse istituzioni hanno messo in campo a livello locale per combattere le mafie.