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Il Decreto ILVA guarda al futuro della siderurgia italiana e al futuro di Taranto

Intervento in Senato durante la discussione generale della Conversione in legge del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, recante disposizioni urgenti per l'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell'area di Taranto (1733).

Questo è un provvedimento importante, che interviene su una questione che non è locale, ma che anzi rappresenta una grande questione nazionale.
Quando parliamo di ILVA, del risanamento ambientale, della necessità di garantire la salute dei tarantini, parliamo di questo. Ciò non solo perché ormai è evidente, anche dopo il salvataggio della ThyssenKrupp a Terni, che il rilancio della siderurgia in Italia passa da qui, dalla continuità produttiva di quegli stabilimenti e dalla possibilità di innovare gli impianti, ma ILVA è una grande questione nazionale soprattutto perché è insieme interesse e dovere per tutto il Paese restituire a Taranto e ai tarantini il diritto alla salute, il risanamento ambientale e una dimensione urbana vivibile, capace di valorizzare la storia della città. Ancora, è interesse di tutto il Paese dotare la Puglia di un porto più funzionale, capace, per dimensione ed efficienza, di competere con gli standard europei.

Relatore in Commissione e estensore del Parere sul DDL sul contrasto alla criminalità organizzata

Approvato in 14° Commissione del Senato (Politiche dell'Unione Europea) il parere sul disegno di legge sul contrasto alla criminalità organizzata di cui ero Relatore.

Parere approvato dalla 14a Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea) sul Disegno di Legge (1687) Misure volte a rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti.

La 14ª Commissione permanente, a conclusione dell’Atto Senato n. 1687, recante misure volte a rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti,

considerato che: il disegno di legge in titolo introduce rilevanti modifiche ai codici penale e di procedura penale, al codice civile e ad altri testi normativi per consolidare l’azione di prevenzione e repressione del fenomeno della illecita accumulazione di ricchezza e di capitali ad opera della criminalità organizzata, anche e soprattutto di origine mafiosa, e rafforzare le misure volte a contrastare l’infiltrazione di essa nei circuiti dell’economia legale e delle istituzioni di governo locale;

Il nuovo Presidente della Repubblica e la Riforma Elettorale

Il 2015 è iniziato con un mese ricco di avvenimenti politici e, finalmente, con qualche buon auspicio per il futuro. Al Senato è stata approvata la nuova legge elettorale, sono stati fatti decreti attuativi della riforma del mercato del lavoro, per la prima volta da molti anni le previsioni parlano di un’economia che, grazie anche alle misure assunte in Europa durante il semestre di governo italiano, dovrebbe tornare a crescere in modo significativo e anche i dati sulla occupazione migliorano: 100mila nuovi posti di lavoro tra novembre e gennaio e disoccupazione in calo anche trai giovani.
Anche se questi pur timidi dati di ripartenza di economia e occupazione sono importanti, l'evento più significativo e che segnerà la vita delle istituzioni del Paese per i prossimi anni è stata l'elezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica dopo le annunciate dimissioni di Giorgio Napolitano.
Il Presidente è stato eletto con un largo consenso che ha sfiorato i due terzi dei grandi elettori ed è esplicitamente considerato anche da chi non lo ha votato come uomo degno di ricoprire il ruolo di rappresentante degli italiani, garante della Costituzione e dell'unità nazionale. Sergio Mattarella già dai primi atti ha dimostrato di avere a cuore gli italiani, prima di tutto le persone in difficoltà e di volere richiamare la politica e le istituzioni a partire dagli ultimi.