Migliorare la legge sui parchi

In queste settimane, nella commissione ambiente del Senato, si sta discutendo delle proposte di modifica della legge sulle aree protette presentate da diversi gruppi. Su richiesta del PD abbiamo ottenuto che questi disegni di legge si possano discutere con la procedura d'urgenza che, in tempi brevi, dovrebbe garantire l'approvazione dei miglioramenti proposti. Infatti e' opinione unanime che lo scopo di questa discussione sia quello di sistemare alcuni punti della norma, senza stravolgere una legge che ha consentito da quando e' entrata in vigore nel 1991 di ottenere risultati importanti per il Paese. Da allora, infatti, le aree protette in Italia si sono moltiplicate passando dal 3 all'11 per cento del territorio nazionale, sono in ulteriore espansione e godono di finanziamenti stabili che, per quanto riguarda i 23 parchi nazionali, garantiscono il funzionamento e la realizzazione di progetti che valorizzano e sostengono la biodiversità (quest'anno per quei progetti sono stati stanziati due milioni e settecentocinquanta la euro). Si tratta quindi di aggiornare una buona legge in alcune sue parti. Primo per rivedere la governance dei parchi riducendo i costi dei consigli direttivi, coinvolgendo i territori nella scelta dei presidenti, garantendo un ruolo sempre più forte delle associazioni e degli enti locali nella direzione dei parchi e lasciando che siano i presidenti a nominare i direttori. Secondo, e questo e' il primo terreno che interessa anche i parchi regionali, si tratta di stabilire norme più chiare per la tutela delle aree protette, in particolare per ciò che riguarda le aree attigue ai parchi che spesso sono state governate in modo separato, senza tenere conto delle aree protette stesse e spesso creando problemi; dare più ruolo agli enti parco nella definizione anche delle scelte relative alle aree attigue può essere una soluzione.

Sea handling, un impegno per l'occupazione

La commissione europea del Senato ha svolto lunedì a Milano una giornata di audizioni sulla situazione di Sea handling dopo la sanzione di oltre 400 milioni di euro comminata dall'Europa che ha considerato come aiuti di Stato gli interventi messi in atto da Sea, società interamente pubblica, per ripianare i deficit accumulati tra il 2002 e il 2010 dalla società di servizi. Prima di tutto gli incontri hanno dimostrato l'impegno e la volontà comuni a tutte le istituzioni, Comune, Regione e parlamento, di affrontare la situazione e trovare una soluzione che risolva il contenzioso con l'Europa in tempi brevi per consentire la piena operatività degli aeroporti milanesi in vista di Expo e, soprattutto, salvaguardare il lavoro delle 2300 persone di Sea Handling. In questo senso, al termine delle audizioni, si è registrata una generale condivisione del percorso indicato dal Presidente di Sea Pietro Modiano, e l'impegno di tutti a verificarlo nelle rispettive sedi, ruoli e competenze. L'idea e' quella di dar vita ad una nuova società di handling che operi in discontinuità con l'attuale che andrebbe in liquidazione estinguendo così i propri obblighi verso l'Europa. Per garantire la discontinuità, necessaria per ottenere dalla UE la disponibilità a estinguere la multa insieme alla vecchia società, serve che ve ne sia una nuova che stipuli nuovi contratti con i clienti e nuovi contratti con i lavoratori e serve creare le condizioni per evitare che i bilanci chiudano sistematicamente in perdita.

Audizioni in prefettura su SEA Handling: Prima di tutto salvaguardare l’occupazione

Questa mattina in prefettura, su proposta del senatore Mirabelli, si sono svolte una serie di audizioni della Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato sulla vicenda SEA Handling in seguito alla multa comminata dall’Unione Europea per gli aiuti di Stato. Il Presidente e i soci di SEA, il Sindaco di Milano e l’Amministratore Delegato di F2I, hanno illustrato la situazione e fatto il punto sullo stato del negoziato in corso con l’Unione Europea per mantenere i posti di lavoro e far nascere una uova società di servizio di Handling che possa proporsi per la gestione dei servizi di Malpensa e Linate e risolva il contenzioso con l’Europa.
I sindacati aziendali hanno sottolineato la necessità di mettere al primo posto la questione occupazionale e, in gran parte, hanno dato la propria disponibilità a verificare gli esiti del negoziato in corso.
Il senatore Mirabelli al termine dell’incontro ha dichiarato: “La priorità, anche in vista di Expo, è quella di trovare al più presto una soluzione che salvaguardi i lavoratori.