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Il contrasto alle mafie nella dimensione nazionale, regionale e locale

Intervento al convegno organizzato dalla Commissione Parlamentare Antimafia sul tema “Il contrasto alle mafie nella dimensione nazionale, regionale e locale” (Video).

Don Luigi Ciotti, intervenuto prima a questo convegno, ci ha richiamato alle nostre responsabilità di parlamentari e di cittadini e al fatto che combattere la mafia significa cambiare: cambiare molte cose, cambiare modo di pensare, cambiare modo di intendere l’economia, costruire le condizioni affinché in questo Paese ci siano libertà e giustizia sociale oltre a quello che già c’è.
Un’altra cosa importante che ha detto Don Ciotti, unitamente alla testimonianza che ci lascia Libera (che oggi compie 20 anni), è che le mafie si possono combattere. Abbiamo le energie e le possibilità e possiamo mettere in campo gli strumenti necessari per combattere le mafie.
A mio avviso, questo è un segnale importante che dobbiamo ricordare perché, troppo spesso, siamo portati a dare una visione disperata del futuro e non credo che sia di aiuto per ottenere quella spinta che serve per produrre i cambiamenti.
L’incontro oggi è molto importante: trovo giusta la scelta di riunire tutte le commissioni che all’interno delle istituzioni, a vari livelli (regionale, comunale), si occupano di contrastare le mafie. Credo che sia stato molto importante anche il fatto che questo appuntamento ha avuto il riconoscimento delle più alte cariche dello Stato, oltre che di Don Luigi Ciotti. Credo, inoltre, che sia giusto guardare all’incontro di oggi come al primo di un percorso comune e di coordinamento reciproco tra le diverse esperienze che le diverse istituzioni hanno messo in campo a livello locale per combattere le mafie.

Combattere la corruzione si può: da Governo e Parlamento si sono fatti molti passi avanti

La corruzione è un male diffuso nel nostro Paese che rende più permeabili l'economia e la società alla criminalità organizzata e coinvolge politica, apparati pubblici, imprese e sottrae risorse ai cittadini, alle aziende sane, ai giovani, a chi fa innovazione. Combattere corruzione e mafie è una priorità su cui si gioca una buona parte del futuro dell'Italia. Capisco che faccia gioco a molti raccontare di istituzioni immobili, imbelli, incapaci di combattere, ma non è così: contro la corruzione, in questa legislatura, Governo e Parlamento hanno già fatto cose importanti e questa legge è un ulteriore passo avanti.
L'introduzione dei reati di voto di scambio e di autoriciclaggio l'istituzione dell'Autorità nazionale anticorruzione e il suo affidamento a Raffaele Cantone: questi sono fatti prodotti anche dal Parlamento, da rivendicare. Se non valorizziamo ciò che facciamo, ma scegliamo di lamentarci e basta, diffondiamo l'idea che in questo Paese la corruzione è una patologia incurabile e che siamo condannati a conviverci, ma non è così. Anche questa legge è un altro passo nella direzione giusta. Ne serviranno altri, come la riforma della legge sugli appalti e della prescrizione, ma con questa legge si risponde ai guasti creati dall'abolizione di fatto del falso in bilancio, reintroducendo il reato e anche la procedibilità d'ufficio, si interviene sulle pene per i corrotti, i corruttori, i concussi e i concussori, si incentiva chi denuncia con uno sconto di pena, si danno ulteriori poteri all'Autorità nazionale anticorruzione, si inaspriscono le pene previste dall'articolo 416 bis sull'associazione mafiosa per punire davvero i boss. E si dimostra ancora una volta che contro le mafie e contro la corruzione il Parlamento e le istituzioni sono uniti e determinati e questo è ciò che fa più paura alla criminalità organizzata.

Verrà completato l’edificio di Via Ulisse Salis ad Affori

Articolo pubblicato sul mensile ABC.

In queste settimane la redazione di ABC e alcuni cittadini mi hanno chiesto di poter conoscere le sorti dell'edificio di via Ulisse Salis che è stato sequestrato alla criminalità organizzata nel 1993 e la cui confisca definitiva è stata decretata nel 1997. Abbiamo approfondito la questione e possiamo dare qualche notizia e fare qualche riflessione su una vicenda che si trascina da troppo tempo ma che dovrebbe trovare una conclusione in tempi brevi.
Intanto, va ricordato che quel bene confiscato è stato trasferito dall'Agenzia per i Beni Confiscati al Demanio dello Stato, il quale nel 2007 lo ha assegnato al Corpo Forestale. Il progetto è quello di ristrutturare l'edificio e destinarlo ad ospitare la Direzione Regionale del Corpo liberando l'attuale sede, in cui i forestali sono in affitto, garantendo un significativo risparmio per lo Stato.
Come sanno bene coloro che conoscono l'edificio, si è aperto il cantiere e poi i lavori sono stati fermi per un lungo periodo senza che sia nota la ragione dello stop. Dall'Agenzia del Demanio ci fanno sapere che ora i lavori sono ripresi e si concluderanno nei primi mesi del 2016. Quindi, sarà trasferita lì la Direzione Regionale della Guardia Forestale. Insomma, tra non più di un anno in quel quartiere sarà collocata una importante funzione che garantirà una presenza in grado anche di dare più sicurezza ai cittadini, ma soprattutto chiuderà un cantiere aperto da troppo tempo con i disagi che ne sono conseguiti.
Credo sia utile, a partire da questa vicenda, fare alcune considerazioni. Innanzitutto, vale la pena di sottolineare l'importanza di una legge, la Rognoni-La Torre, che colpisce le mafie togliendo loro i beni che possiedono, toccando cioè quello che più hanno a cuore, per metterli a disposizione dei cittadini per iniziative sociali, civili e, come in questo caso, per dare sedi ai corpi dello Stato.