Le novità di interesse per la cooperazione contenute nel decreto per l'emergenza abitativa

Il 20 maggio la Camera ha approvato definitivamente il decreto sull'emergenza abitativa che contiene, tra l'altro, diverse norme di grande importanza per le cooperative di abitazione.
In particolare tutta la norma cerca di creare le condizioni per favorire l'aumento di alloggi in locazione a canoni accessibili per le famiglie con redditi medio bassi. In questo contesto le cooperative sono riconosciute come attori importanti per realizzare progetti di housing sociale. Ci sono molti incentivi in questo senso. Dalla scelta di consentire per 10 anni di non considerare ai fini delle imposte sul reddito di impresa il 40% dei redditi derivanti dalla locazione di appartamenti di nuova realizzazione o risultanti da ristrutturazioni e definiti alloggi sociali (articolo 6). Agli articoli che consentono di derogare a norme urbanistiche per realizzare alloggi sociali senza consumare ulteriore suolo e favorendo l'efficientamento energetico degli edifici (articolo 10).

Decreto casa, le misure per l'emergenza

Articolo pubblicato da L'Unità (PDF)
Il decreto sull'emergenza abitativa che abbiamo approvato ieri al Senato, dopo un importante lavoro che ne ha migliorato il testo, raccogliendo proposte ed osservazioni venute da tutte le associazioni che rappresentano inquilini, imprese e proprietari, è un segnale concreto di cambiamento.
Si tratta di un provvedimento innovativo che sui media rischia di essere travolto dalla campagna elettorale e che merita invece di essere valorizzato, perché dà risposte concrete al dramma sociale di chi è senza casa.
Per la prima volta dopo oltre 15 anni, si mettono in campo politiche pubbliche per l'abitare che guardano al futuro e si decidono una serie di interventi, con la consapevolezza che la risposta garantita fino al 1998 dalla costruzione dei grandi quartieri popolari con i fondi Gescal non è più proponibile.
Innanzitutto, con questa legge si investono risorse pubbliche significative su tre filoni di intervento.

Replica in Senato al dibattito sul Piano Casa

Credo che la discussione che abbiamo avuto in Aula al Senato lo scorso giovedì sia stata una discussione utile e che consente anche di chiarire alcuni degli aspetti che sono stati posti da diversi interventi.
Dopo aver ascoltato la discussione, continuo a pensare che questo che stiamo per votare sia un provvedimento utile e necessario, in particolare sui temi della casa.
Voglio sottolineare che dal 1998, cioè dal giorno in cui sono stati cancellati i contributi Gescal in questo Paese, questo è il primo decreto legge che cerca di introdurre politiche pubbliche che tengano conto del fatto che è cambiato il modello con cui è possibile affrontare l’emergenza abitativa.
Oggi, in Italia, è un’emergenza abitativa grande, che si è acuita con la crisi e a cui la risposta tradizionale del settore pubblico (che una volta era costruita sui fondi Gescal e nella costruzione dei grandi quartieri popolari) è insufficiente e, per questo, bisogna rimettere in campo politiche pubbliche consapevoli della necessità di innovare.