Riflessioni sulla ‘ndrangheta al Nord dopo l’inchiesta Aemilia

Provo a dare un contributo per ciò che abbiamo capito in questi due anni di lavoro in Commissione Parlamentare Antimafia, in cui la questione della presenza delle mafie al Nord è stata scelta come una delle priorità di cui occuparci.
Molte delle cose che racconterò, le ritroviamo nell’inchiesta Aemilia che coinvolge anche il territorio di Mantova e che abbiamo osservato in molte delle inchieste che a Como, Lecco e a Milano si sono sviluppate in questi ultimi mesi, producendo anche molti successi dello Stato. La mafia e la ‘ndrangheta, infatti, sono forti ma lo Stato ha saputo intervenire e ha saputo investigare e dare colpi importanti che ci hanno consentito di capire meglio questa realtà.
Sulla base di quanto emerso dagli ultimi studi presentati, a mio avviso, è possibile avere un quadro diverso rispetto all’idea che avevamo anni fa, secondo cui la ‘ndrangheta al Nord era rappresentata dalla persona che mentre era arrivata per un soggiorno obbligato trafficava e si infiltrava in qualche Pubblica Amministrazione o in qualche impresa oppure dall’altra parte il colletto bianco che arrivava dalla Calabria con la valigetta piena di soldi frutto della vendita della droga per investirli in borsa.

Milleproroghe: la richiesta di sospensione sfratto per indigenti sia gratis

Il decreto milleproroghe, che l'Aula del Senato approverà domani in via definitiva e che dunque non può essere ulteriormente modificato, riconosce 4 mesi di tempo agli affittuari morosi per indigenza per chiedere al magistrato competente la sospensione dello sfratto, in modo da permettere il passaggio da casa a casa.
E' chiaro che queste persone e queste famiglie non possono sostenere la spesa della procedura di richiesta al tribunale e per questo ho presentato un ordine del giorno.
Con l'ordine del giorno chiedo al Governo di intraprendere ogni iniziativa affinché in tutta la fase attuativa della norma le procedure siano semplificate e che l'accesso per le famiglie sia gratuito o quasi.

Testo dell'Ordine del Giorno A.S. 1779
 
Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (A.S.1779);

Il Decreto ILVA guarda al futuro della siderurgia italiana e al futuro di Taranto

Intervento in Senato durante la discussione generale della Conversione in legge del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, recante disposizioni urgenti per l'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell'area di Taranto (1733).

Questo è un provvedimento importante, che interviene su una questione che non è locale, ma che anzi rappresenta una grande questione nazionale.
Quando parliamo di ILVA, del risanamento ambientale, della necessità di garantire la salute dei tarantini, parliamo di questo. Ciò non solo perché ormai è evidente, anche dopo il salvataggio della ThyssenKrupp a Terni, che il rilancio della siderurgia in Italia passa da qui, dalla continuità produttiva di quegli stabilimenti e dalla possibilità di innovare gli impianti, ma ILVA è una grande questione nazionale soprattutto perché è insieme interesse e dovere per tutto il Paese restituire a Taranto e ai tarantini il diritto alla salute, il risanamento ambientale e una dimensione urbana vivibile, capace di valorizzare la storia della città. Ancora, è interesse di tutto il Paese dotare la Puglia di un porto più funzionale, capace, per dimensione ed efficienza, di competere con gli standard europei.