I risultati, il futuro. Mille giorni e oltre di riforme per l’Italia

Intervento svolto all'incontro "I risultati, il futuro. Mille giorni e oltre di riforme per l’Italia".

Il Partito Democratico è al Governo ormai dal 4 anni; siamo stati protagonisti di un’importante stagione di riforme e abbiamo bisogno di raccontare le molte cose fatte.
In questi anni abbiamo lavorato per fare il bene del Paese.
Siamo già in grado di dire che consegneremo al prossimo Governo – e auspichiamo di essere ancora noi a guidarlo – un Paese sicuramente migliore di quello che abbiamo trovato nel 2013, quando la legislatura è iniziata.
I dati che stanno uscendo in questi giorni mostrano chiaramente che i processi di riforma che abbiamo messo in campo stanno producendo risultati concreti per il Paese. Il Prodotto Interno Lordo finalmente è in linea con il resto dei Paesi europei, la disoccupazione che cala, la produzione industriale ha ripreso in modo significativo, siamo ritornati ad avere lo stesso numero di posti di lavoro del 2008, quindi, prima della crisi. Oggi, quindi, c’è un Paese che può guardare con un po’ più di speranza e fiducia al futuro, sapendo che non tutti i problemi sono stati risolti.

Perché il nuovo Codice Antimafia è una buona legge

Articolo pubblicato da Huffington Post.

La Camera dei Deputati ha recentemente approvato la riforma del Codice Antimafia che, dopo 35 anni introduce norme importanti, soprattutto sui beni confiscati e le misure di prevenzione, necessarie per contrastare sempre meglio la criminalità organizzata che, nel corso di questi anni, è cambiata, si vede meno, spara meno ma, soprattutto al Nord, si sta insediando e inquina, con i proventi delle attività criminali, l’economia legale.
La recente inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco di Seregno dimostra come le mafie - la ‘ndrangheta in particolare - riescano a condizionare la politica e l’economia.
Il nostro Paese ha in questi anni ha costruito una legislazione efficace per contrastare le mafie, che ci ha consentito di dare loro colpi pesantissimi e che è diventata un punto riferimento per molti altri Paesi.
Tra le norme antimafia, la legge che porta il nome di Pio La Torre è certamente quella che ha contribuito di più a indebolire le mafie, unitamente all’istituzione del reato di associazione mafiosa e alle leggi che favoriscono i pentiti e i testimoni di giustizia.

Negare il fenomeno è come farsi complici della 'ndrangheta

Intervista pubblicata da La Provincia.

«C’è una parte della politica che ancora oggi, dopo l’ennesima inchiesta sulla presenza della ‘ndrangheta al Nord, fa fatica ad ammettere che il fenomeno esiste. Questo negazionismo è pericoloso, se non addirittura rischia di essere complice di una penetrazione sempre più capillare e radicata della criminalità organizzata nel nostro territorio». Franco Mirabelli, senatore, Capogruppo PD in Commissione Parlamentare Antimafia, affronta il nodo dei rapporti tra politica e ‘ndrangheta, come è emerso dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e della Procura di Monza.
Per quanto riguarda Cantù, i mafiosi controllavano il cuore della città, piazza Garibaldi, anche con modalità violente.
«Sì, e ciò dimostra che la “locale” di Mariano Comense, nonostante i tanti arresti che si sono succeduti nel corso degli anni, è viva e vegeta e ha la capacità di intervenire molto significativamente, utilizzando metodi che altrove, al Nord, non impiega.