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Decreto "Sblocca-cantieri", indietro tutta sulla legalità

Articolo pubblicato su Democratica.

A cosa serve il così detto decreto "sblocca cantieri"? E' questa la domanda fondamentale che bisogna porsi se si vuole capire che cosa sta succedendo senza lasciarsi incantare dagli slogan e da una narrazione che non ha riferimenti con la realtà del provvedimento.
Prima di tutto va sottolineato il dato più recente del CRESME, il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell'edilizia, che racconta che nel primo trimestre del 2019, a Codice Appalti vigente, sono stati avviati il 20% in più di cantieri di opere pubbliche rispetto allo stesso periodo del 2018. Non è quindi vero che le norme bloccano o rallentano le opere, sono semmai la mancanza di scelte politiche e gli scarsi investimenti a frenare. Non solo. E' evidente che ributtare per aria il codice degli appalti proprio mentre, dopo un anno e mezzo, stava entrando a regime, rallenterà di nuovo processi e procedure: il decreto prevede un nuovo regolamento, nuovi decreti attuativi, la ridefinizione delle centrali appaltanti.
Quindi anche se la velocizzazione delle opere viene presentata come l'obbiettivo della nuova normativa non è questo l'effetto che si produrrà, al contrario si rischia di perdere altro tempo.

I risultati elettorali in Sicilia dicono che la strategia di Salvini ha stufato

Intervento in tv a 7Gold (video).

Non c’è un “laboratorio siciliano”, c’è una vicenda locale che ha visto convergere su candidati sindaci di due Comuni sia il PD che Forza Italia ma abbiamo già detto esplicitamente che questa non è una strategia politica: restiamo alternativi a Forza Italia e alla Lega.
Penso che il risultato delle elezioni comunali in Sicilia racconti quello che gli ultimi sondaggi pubblicati prima della sospensione cominciavano a mostrare e cioè che oggi, probabilmente, comincia a stancare una strategia come quella di Salvini, che continua ad alzare i toni e a cercare di inventare questioni, dal grembiulino alla multa a chi salva le persone in mare, anche perché è sempre più evidente che tutto questo diluvio di parole e provocazioni tende a nascondere il problema vero che abbiamo di fronte e che sarà ancora più esplicito dopo le elezioni europee e cioè che la situazione economica del Paese è difficilissima e per risanarla questo Governo costringerà gli italiani a pagare un prezzo pesante che si tradurrà in un aumento dell’IVA e delle accise o nella rinuncia alle detrazioni fiscali per le famiglie.

La sinistra rimetta al centro il tema del futuro e dello sviluppo sostenibile

Articolo pubblicato su Huffington Post.

Credo che la ragione fondamentale dell’attenzione che sta suscitando Greta Thunberg stia nella capacità che questa giovane ragazza ha di spostare l’attenzione di politica e informazione - spesso concentrate solo sull’oggi, la contingenza e la cronaca - sul futuro. Il messaggio potente che, senza nessuna diplomazia, Greta trasmette è semplice: “vi illudete che non ci siano limiti e che il futuro sia scontato e positivo, ma così non è, in realtà è proprio il futuro ciò che oggi rischia di essere compromesso e, quindi, diventa l’unica e la prima cosa di cui c’è bisogno”.
E forse è proprio il tema del futuro, nella sua accezione più larga, quello che la sinistra deve rimettere al centro per ricostruire il suo pensiero e la sua proposta.
Per molti anni abbiamo spiegato che la differenza principale tra destra e sinistra stava nel fatto che la destra si è sempre occupata del contingente mentre la sinistra ha sempre guardato al futuro, pensando a come costruire un mondo migliore per chi sarebbe venuto dopo.