Legalità per la Lombardia di domani

Intervento svolto al Tavolo Legalità dell'incontro "Lombardia Domani" per la costruzione del programma del PD per le elezioni regionali (video).

Dovremmo rivendicare maggiormente il lavoro fatto nel corso di questa legislatura per la legalità e il contrasto alle mafie, che viene riconosciuto da tutte le associazioni del settore.
Senza dimenticare che lavora anche molto bene la Direzione Nazionale Antimafia: dobbiamo, infatti, ricordare che le forze dell’ordine, recentemente, sono andate ad arrestare i boss dell’ndrangheta a San Luca, nelle loro case, sui loro territori, da sempre considerati invalicabili.

Venendo alle proposte per il governo di Regione Lombardia in materia di legalità, innanzitutto, va considerato che l’evoluzione delle mafie al Nord ha cambiato radicalmente il rapporto tra la criminalità organizzata e le professioni e l’impresa. I magistrati hanno spiegato che quando gli imprenditori vengono interrogati perché scoperti ad avere un rapporto con la ‘ndrangheta ci si trova di fronte ad omertà o ad una non comprensione del fatto che a fronte di un apparente vantaggio immediato che arriva all’azienda poi, comunque, si crea una permeabilità dell’impresa oltre che un problema sociale molto serio. Tutto ciò è sempre più diffuso sui nostri territori, come mostrano anche le inchieste.

Tre punti su cui lavorare in ambito bancario

Articolo pubblicato da Huffington Post.

Il lavoro della Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario e finanziario credo faccia già emergere la necessità di intervenire almeno su tre versanti, al di là delle responsabilità degli amministratori sulle crisi degli istituti di credito su cui le Procure stanno indagando e i Tribunali stanno sentenziando. Al di là cioè dei palesi illeciti commessi spesso per arricchimenti personali, senza alcuna remora a salvaguardare le banche e dagli effetti spesso gravi sui risparmiatori, sono evidenti i buchi presenti nella nostra legislazione e i limiti di un sistema che, in questi casi, non è riuscito a garantire la difesa della solidità delle banche e dei risparmiatori.
Il primo tema da affrontare, dunque, è quello della vigilanza.
Penso, infatti, che proprio la riforma della vigilanza sia indispensabile perché non si ripetano vicende come quelle che abbiamo conosciuto.
Al di là delle responsabilità soggettive, gli strumenti ispettivi e sanzionatori a disposizione sono insufficienti, CONSOB e Banca d’Italia spesso si sovrappongono e si rimpallano le responsabilità e a queste necessità si aggiunge la novità del fatto che oggi le 15 banche più importanti del Paese sono ormai controllate direttamente dalla BCE e ciò richiede un adeguamento operativo e normativo.

La gestione pubblica dell’acqua

Intervento al convegno “La gestione pubblica dell’acqua. Politiche e modelli di gestione per il futuro dell’oro blu” (video).

Nel settore idrico, la Lombardia e la Città Metropolitana di Milano, grazie soprattutto al lavoro che stiamo facendo nell’ambito territoriale e nelle società di gestione, sta producendo esperienze innovative. Purtroppo non è così in tutto il Paese.
Vorrei fare alcune riflessioni rispetto al lavoro fatto in Parlamento su questo tema nel corso della legislatura.
Con il Decreto Madia, così come con alcuni interventi precedenti, siamo intervenuti complessivamente sulle società partecipate, sapendo che non sempre le società partecipate hanno coinciso con l’efficienza anzi, spesso, in molte aree del Paese hanno significato inefficienze e sprechi.
Questo non vuol dire demonizzare nessuna forma ma il ragionamento fatto con l’accordo tra Governo, ANCI e le società in house per sostenere che le società in house possono essere una ricchezza nel momento in cui la loro dimensione giustifica una capacità imprenditoriale, industriale e competitiva significativa è un punto serio.