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Contro corruzione e mafia servono fatti non parolacce

Al Governo - e in particolare a Salvini - diciamo che ‘ndrangheta e corruzione non si battono dicendo loro le parolacce, ma applicando le leggi e facendo i controlli.
Noi siamo preoccupati, perché, al di là delle chiacchiere, Lega e M5s al Governo intendono smantellare due riforme importanti fatte contro la corruzione e per la legalità, come il Codice per gli appalti e il Codice Antimafia.
Su questi temi, anche solo creare confusione e incertezza normativa significa depotenziare lo Stato e le istituzioni nella battaglia contro la criminalità organizzata.
Cambiare le norme appena fatte sugli appalti e sull’anticorruzione non credo debba essere la priorità per un Governo che dopo 9 Consigli dei ministri ha partorito solo un decreto.
Certamente non è una priorità per i cittadini.
La volontà di smontare il sistema di contrasto alla corruzione poteva essere prevedibile da parte della Lega, che ha votato contro sia al Codice degli Appalti che al Codice Antimafia, ritenendoli troppo vincolanti.

Al lavoro per il futuro. Il PD e l’impegno per il Paese

Intervento all'incontro "Al lavoro per il futuro. Il PD e l’impegno per il Paese" con Franco Mirabelli, Beppe Sala e Dario Franceschini (video).

Per introdurre il tema dell’incontro "Al lavoro per il futuro. Il PD e l’impegno per il Paese", vorrei dare alcune suggestioni.
La prima suggestione riguarda proprio la scelta del titolo dell’incontro organizzato da Associazione Democratici per Milano che implica il cominciare a lavorare, al di là della pur necessaria analisi della sconfitta elettorale e della giusta attenzione a come dobbiamo metterci in campo per fare l’opposizione al nuovo Governo e all’analisi della pericolosità dello stesso.
Il tema, dunque, è il PD: come ricostruiamo o rifondiamo il partito? Sicuramente, bisogna prendere atto del fatto che si è interrotto un rapporto tra gran parte del Paese e il centrosinistra; in particolare, si è rotto il rapporto con una parte importante di cittadini che la sinistra aveva sempre rappresentato. Occorre, quindi, iniziare a ragionare sul cosa dobbiamo fare e il come dobbiamo ricostruire e quali sono i fondamenti da cui ripartire.

L'abolizione dell'Unità di Missione rischia di ritardare la soluzione per il Seveso

L'ennesima esondazione del Seveso, avvenuta questa notte, conferma l'urgenza di completare il piano di intervento previsto dallo scorso governo e seguito fino ad ora dall'unità di missione sul dissesto idrogeologico.
Quello sul Seveso è stato uno dei progetti interamente finanziati previsti nel piano nazionale. Si sono già fatte molte cose, dal completamento delle fognature per evitare gli scarichi civili, fino alla pulizia della parte tombinata e al completamento dello scolmatore di nord ovest ed è in corso la realizzazione della vasca di laminazione a Senago. L'esperienza di questi anni dimostra che questi interventi hanno bisogno di un coordinamento che consenta di velocizzare i lavori e gestire al meglio i finanziamenti. La cancellazione dell'unità di missione sul dissesto idrogeologico, voluta da questo governo, apre un vuoto proprio nel momento in cui è più necessario avere un riferimento per completare le opere previste dal piano per il Seveso, ma anche dagli altri progetti che si stanno attuando su tutto il territorio nazionale. E' un errore cancellare l'unità di missione ma soprattutto ci preoccupa il rischio che questa scelta comporti un allungamento insostenibile dei tempi e quindi della soluzione dei problemi dei cittadini.