Al congresso del Pd grande partecipazione e sostegno a Renzi per continuare la stagione delle riforme

Articolo pubblicato da Huffington Post.

Il risultato di questa prima fase congressuale è straordinario e non solo per il consenso ottenuto da Matteo Renzi ma anche per la grande partecipazione che c’è stata. 
Capisco che ai media interessino di più le polemiche ma fatico a comprendere quali siano i dubbi sui numeri che continuano ad alimentarle: non vorrei che dando spazio a questi argomenti si finisse per nascondere che in queste due settimane si è verificata una grande prova di partecipazione democratica. 
Il PD, al momento, è l’unico partito in Italia che è in grado di riunire 250mila persone in due settimane per discutere nei circoli e votare.
In Lombardia, ad esempio, ha votato il 70% degli iscritti al PD: una percentuale molto più alta rispetto al precedente congresso.
Un dato importante questo dell’alta partecipazione se si considera anche il fatto che il PD sconta ancora il peso della sconfitta al referendum costituzionale e che ha subito una recente scissione.

La prima legge nazionale di contrasto alla povertà

Le statistiche più recenti raccontano della presenza, nel nostro Paese, di circa un milione e mezzo di famiglie (quattro milioni e mezzo di persone) che sono sotto la soglia della povertà.
Sono persone che non riescono ad accedere al cosiddetto “paniere” delle cose necessarie per assicurare una vita dignitosa.
Gli interventi per aiutare queste persone in difficoltà sono stati da sempre demandati alle istituzioni locali, come Regioni e Comuni. Quelle stesse istituzioni che, in questi anni, hanno sofferto la riduzione di risorse e di personale prodotta dalla crisi della finanza pubblica e dalla necessità di rispettare il Patto di Stabilità.
Per questo, per affrontare più efficacemente il problema e dare un aiuto reale a chi si trova in uno stato di bisogno estremo, il Parlamento, su proposta del Governo, ha approvato la prima legge nazionale contro la povertà.
Un intervento significativo, che non è ancora risolutivo ma che sicuramente costituisce una svolta positiva nel modo di intervenire sull'indigenza, come confermato anche da tutte le associazioni che si occupano di dare aiuto ai poveri.

Il Congresso dimostra che il PD è un grande partito

Capisco che ai giornali interessano di più le polemiche, ma sul congresso nei circoli del PD non comprendo quali siano i dubbi sui numeri e non vorrei che, dando spazio a queste polemiche, si finisse per nascondere i fatti: e cioè che si è verificata una grande partecipazione democratica. Tutto si è svolto regolarmente, si è discusso e si è votato.
Non ci sono altri partiti in Italia che in due settimane portano così tanti iscritti a discutere e a votare. In Lombardia ha votato oltre il 60% degli iscritti al Pd: una percentuale molto più alta rispetto al precedente congresso.
Questa grande partecipazione democratica è un risultato importante, specie se si confronta con chi sceglie i propri candidati con pochi click sul web, salvo poi l’intervento del capo a sconfessare il risultato, come è accaduto a Genova.
Il Pd conferma invece di essere un grande partito del popolo, con molti iscritti che si impegnano direttamente, discutono e votano e il 30 aprile si metterà nelle mani degli elettori la decisione di chi guiderà il Partito Democratico nei prossimi anni.

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