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C'è bisogno di avere in campo tutto il PD

Intervento all'assemblea PD del Municipio 9 di Milano.

La nascita del nuovo Governo ha bisogno di avere in campo tutto il PD sui territori e di rilanciare una funzione del partito che non sia solo propagandistica ma che sia anche una capacità di ascoltare i territori e valorizzare sui territori le cose che si fanno, chiudendo una fase in cui il partito si è presentato come lo strumento in cui si discuteva all’interno solo sulle proprie dinamiche.
Questo è fondamentale se vogliamo riuscire a governare bene in una fase così complicata e così inaspettata, come quella che si è aperta.
Avremo sicuramente bisogno di fare delle riflessioni: abbiamo dovuto fare una serie di scelte ma ora occorre ragionare sul come ci attrezziamo per essere all’altezza delle nuove sfide.
Abbiamo chiuso il Senato l’8 agosto convinti che il Governo giallo-verde sarebbe rimasto in carica e avrebbe fatto poi la manovra economica: non c’erano segnali che ci facevano presagire il salto di qualità dalla rissa permanente ad un atto come la mozione di sfiducia che ha portato alla crisi.
Invece c’è stata la crisi e ha avuto uno sviluppo rapidissimo.

Il nuovo Governo e il futuro dell'Italia in Europa

Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove.

Dopo che, i primi di agosto, Matteo Salvini ha deciso di far cadere il Governo, pensando prima ai suoi interessi di Partito, convinto che avrebbe vinto le elezioni e conquistato “tutto il potere”, c’era il rischio concreto che questa scelta la pagassero gli italiani con l’aumento dell’IVA e con l’esplosione degli interessi sul nostro debito pubblico.
Solo l’annuncio della volontà di costruire una nuova maggioranza in Parlamento e, quindi, un nuovo Governo ha fatto scendere lo spread di 100 punti e risparmiare alcuni miliardi che potranno essere usati per migliorare i servizi per i più deboli e ridurre le tasse.
Siamo indebitati molto e, per pagare il debito, abbiamo bisogno di qualcuno che ci presti i soldi; se quel qualcuno non si fida di noi, di fronte a proposte assurde che produrrebbero altri debiti, alza il tasso di interesse e fa costare di più il debito, significa che restano sempre meno soldi da spendere per i servizi per i cittadini. Oggi, il fatto che l’Italia abbia più credibilità in Europa e sui mercati grazie al nuovo Governo, si traduce nell’avere a disposizione più soldi per pagare i servizi, per fare investimenti e per fare una manovra che non sarà “lacrime e sangue” ma che servirà per impedire l’aumento dell’IVA e abbasserà le tasse sul lavoro, tagliando il cuneo fiscale, come è annunciato nel programma di Governo e di questo ne beneficeranno i lavoratori dipendenti e il ceto medio basso.

Stop alle mafie: come combatterle in Europa

Intervento all'incontro “Stop alle mafie: come combatterle in Europa” svolto alla Festa dell'Unità a Milano (video).

Stiamo vivendo un impasse nel lavoro della Commissione Parlamentare Antimafia che speriamo di superare adesso con l’impulso del nuovo Governo.
Nel Governo precedente, da una parte della maggioranza, mi pare che non ci fosse tanto la volontà di far funzionare la Commissione.
Ci è voluto quasi un anno per fare la prima missione, mentre nella precedente Legislatura eravamo abituati a fare tre o quattro missioni al mese per essere ovunque succedevano cose (dall’Emilia alla Calabria, alla Lombardia) per capire meglio le vicende. Fino ad ora i risultati ma anche complessivamente ciò che ha fatto la Commissione Antimafia in questa Legislatura è assolutamente insufficiente.
La scorsa Legislatura mi ha insegnato che la politica deve fare alcune cose se vuole combattere la mafia: innanzitutto deve mettere in campo una volontà vera di sconfiggere la mafia; secondariamente deve avere la capacità di ascoltare persone competenti in materia, come Nando Dalla Chiesa, che nella scorsa Legislatura è stato importante e prezioso perché abbiamo fatto un’analisi approfondita di cosa sono le mafie al Nord grazie al lavoro dell’Università di Milano e al Dipartimento che lui coordina, che ci ha consentito di capire molte cose.