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Il condono per i produttori delle sigarette elettroniche e il loro sostegno economico alla Lega

Intervento in Senato nella discussione del Decreto Fiscale (video).

Noi voteremo a favore dell’emendamento 8.8 al Decreto Fiscale perché pensiamo che possa porre rimedio a una delle ingiustizie più eclatanti che sono contenute in questo decreto.
I produttori delle cosiddette sigarette elettroniche devono allo Stato 177 milioni di euro di tasse e questo dato è stato confermato da una sentenza del TAR e da un successivo intervento della Corte Costituzionale.
Nell’articolato del Decreto Fiscale, invece, si dice che queste aziende, anziché versare il dovuto allo Stato l’avranno condonato.
Si continua a ripetere che non ci sono condoni ma non ci sono altri modi per definire il fatto che delle aziende che devono 177 milioni allo Stato possono risolvere il loro problema dando il 5% del dovuto.
A me pare un condono e mi pare anche che abbia ragione chi sostiene che in questo decreto si presenta lo Stato come “amico” di soggetti come questi e non dei cittadini, che magari beneficerebbero dei fondi che sono dovuti.
Credo, quindi, che si faccia un’ingiustizia e che si tratti di un condono vero e proprio, una sanatoria.

Intervenire sullo spaccio a Rogoredo

Intervento in Senato (video).

A Milano, c’è una grande area che si chiama “Porto di Mare”, si tratta di 34 ettari abbandonati da molti anni che il Comune di Milano insieme a Italia Nostra, in questi ultimi anni, ha provveduto a risanare e risistemare, realizzando un parco.
Restano 2 ettari da sistemare, il tristemente noto alle cronache “boschetto di Rogoredo”. Una realtà che nasconde due piazze di spaccio di riferimento per tutta la Regione Lombardia. Uno spettacolo inaccettabile in qualunque luogo, non solo di una città.
Per consentire il risanamento di quest’ultima parte, gli ultimi 2 ettari di terreno, e mettere a disposizione dei cittadini anche l’intero parco di Rogoredo, abbiamo chiesto al Ministro degli Interni di mettere a disposizione le forze dell’ordine necessarie per consentire il risanamento di quel territorio. Lo hanno chiesto anche il Sindaco di Milano, gli assessori e le forze politiche. Si chiede quindi di distruggere il “boschetto di Rogoredo”, risanarlo e che ci sia la possibilità di espellere lo spaccio da quella zona.
Allo stesso tempo, il Ministro degli Interni, rispondendo ad un’interrogazione alla Camera dei Deputati, si era impegnato a garantire un presidio della polizia ferroviaria per garantire la sicurezza nella stazione di Rogoredo, interessata dai traffici dello spaccio.

Il decreto sicurezza è propaganda che non garantisce più sicurezza ai cittadini

Intervento in Senato in qualità di relatore di minoranza del "decreto sicurezza" (video).

Illustro la relazione di minoranza presentata dal Gruppo Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali partendo da una considerazione.
Abbiamo fatto una lunga discussione su questo decreto.
L'abbiamo approfondito avvalendoci anche di un nutrito numero di competenze che abbiamo audito in Commissione. Nel testo finale che arriva oggi in Aula, però, di quei contributi non troviamo nulla, così come troviamo pochissimo dei contributi dati dai Gruppi Parlamentari nella discussione in Commissione.
Abbiamo ascoltato competenze che ci hanno fatto rilievi puntuali sulla costituzionalità di alcune norme, sulla inopportunità di altre e registriamo che nulla di tutto ciò è stato raccolto in questo testo.
D'altra parte, non poteva che essere così perché questo decreto è, in realtà, un manifesto politico e non una legge. Non è il tentativo di introdurre in un decreto norme che garantiscano più sicurezza ai cittadini perché non ci sono norme di questo tipo: non ci sono soldi per la videosorveglianza e per le Forze dell'ordine; non ci sono strumenti per rendere più rapidi i respingimenti. Non c'è nulla di tutto ciò.