La cooperazione e le politiche per la Casa

Intervento svolto ad un incontro a Cusano Milanino (video).

La cooperazione è stata importante per il Paese perché se molti lavoratori hanno avuto l’accesso alla casa a prezzi compatibili è stato proprio grazie al movimento cooperativo.
In questi anni di transizione anche le cooperative hanno dovuto subire dei cambiamenti ma questo non ha fatto venir meno il loro ruolo.
Nel corso della legislatura appena conclusa abbiamo lavorato in questo senso. Ho fatto il relatore della legge per l’emergenza abitativa e, a partire da lì, abbiamo sempre provato a salvaguardare le cooperative e, soprattutto, a dare un riconoscimento rispetto alla funzione sociale che hanno e che, in alcuni momenti del passato, sembrava persa anche da parte della cooperazione stessa perché si è pensato di più al mercato e al fare impresa.
Oggi, il rapporto tra i soci e le cooperative è cambiato molto e si fa sempre più fatica a valorizzare il ruolo sociale che invece continua ad essere valido. Le cooperative, infatti, possono dare un contributo importante per rispondere alle domande abitative.
Sul tema delle cooperative a proprietà indivisa, nel corso della legislatura appena conclusa, abbiamo fatto un lavoro importante.

Si è alimentata la narrazione che il Paese è disperato ma non è così

Intervista di Affaritaliani.

Franco Mirabelli, senatore del Partito Democratico, è candidato nel proporzionale di Milano. Ad Affaritaliani.it Milano spiega: "Si è alimentata negli anni la narrazione che il Paese è disperato, è in declino. Ma non è così".

E allora, com'è? Tutto bene?
Non tutto bene. Però iniziamo a dire che nei mercati, parlando con la gente, c'è un paradosso verificabile in pochi minuti. Se uno chiede alle persone se la loro vita è migliorata tra il 2013 e oggi, tutti dicono di sì. Se invece chiedi loro se la società, se la collettività è migliorata, allora ti dicono di no. Insomma per loro il Paese è peggiorato, le vita singole sono migliorate.

Come se lo spiega?
In questi anni hanno lavorato forze che hanno alimentato questa idea. Questo produce anche insicurezza, rancori, difficoltà. Però rispetto a quello che si dice, il clima non è negativo e migliora spiegando le cose che abbiamo fatto, che danno credibilità alle proposte che facciamo. Sono fiducioso: la gente non dà credito ad altre proposte politiche che non siano le nostre. Quello che mi preoccupa è l'astensionismo.

Quindi Milano premierà ancora una volta l'offerta del Pd renziano?

Non interrompere il percorso portato avanti dai governi Renzi e Gentiloni

Articolo pubblicato da Democratica.

La crisi economica insieme alla globalizzazione hanno prodotto l’una l’impoverimento di una parte degli italiani e l’altra il venir meno di tanti strumenti che consentivano nei vecchi Stati nazionali di poter condizionare i processi economici e sociali e, complessivamente, hanno provocato preoccupazione e incertezza per il futuro.
Ci si sente tutti più precari e meno protetti al di là del reddito o della posizione lavorativa. Per questa ragione il tema della sicurezza è diventato sempre più centrale.
Non sono aumentati i reati in questi anni, anzi, ma è aumentata la paura del futuro, la diffidenza verso il cambiamento e, spesso, la preoccupazione di ritrovarsi soli e indifesi di fronte ai problemi. Di fronte a questo quadro, in questa campagna elettorale, il dibattito rende evidente l’esistenza di due risposte da parte della politica, fondamentalmente diverse e quasi incompatibili tra loro, che descrivono oggi il vero discrimine tra due campi.
Da una parte, infatti, c’è chi cavalca quelle paure, le alimenta e le agita, spesso enfatizzandole, per racimolare un po’ di consenso e, contemporaneamente, non manca di indicare il colpevole, il capro espiatorio, che è sempre quello un po’ più debole e povero di coloro che vivono condizioni di precarietà e, quindi, sono più esposti alle preoccupazioni per il proprio presente e per il proprio futuro.