Lavoro ai giovani e lotta alla povertà, priorità di fine legislatura

Articolo pubblicato da Huffington Post.

I prossimi mesi saranno gli ultimi di questa legislatura, certamente si discuterà molto di riforma elettorale ma, soprattutto, saranno i mesi in cui - con la Legge di Stabilità - si interverrà ulteriormente per affrontare i problemi di chi è più in difficoltà.
I dati economici di questi ultimi mesi sono positivi e indicano un’inversione di tendenza rispetto al passato.
Il Prodotto Interno Lordo ha già superato gli obbiettivi di crescita che il Governo aveva indicato per l’anno e la crescita ha portato con sé altri dati positivi: il numero degli occupati ha raggiunto i livelli del 2008 (cioè di prima della crisi), anche gli ordinativi e i risultati delle imprese si avvicinano ai livelli pre-crisi, cresce la fiducia delle imprese e, quindi, grazie anche agli incentivi del Governo, la disponibilità ad investire sul futuro, condizione necessaria per creare nuovi posti di lavoro. Cresce anche la fiducia dei consumatori e, quindi, contestualmente crescono i consumi.
Questi dati positivi, per cui abbiamo lavorato in questi anni, non significano assolutamente che tutto sia risolto o che il Paese sia in buona salute, ma che oggi ci sono le condizioni per intervenire concretamente contro le diseguaglianze, per creare nuova occupazione giovanile, combattere le povertà e chiudere con la propaganda di chi, invece, ha raccontato un’Italia condannata al declino e senza speranze.

La presa di posizione della Beccalossi sul riordino dei giochi è incomprensibile e pericolosa

La presa di posizione dell’Assessore regionale lombardo Viviana Beccalossi sulla proposta del Governo di riordino dei giochi è incomprensibile e pericolosa.
Incomprensibile perché, proprio il giorno in cui a Milano il sottosegretario Baretta ha ribadito la volontà di ridurre drasticamente i punti gioco e di delegare a Regioni e Comuni la loro distribuzione territoriale, la Beccalossi - che ha bloccato per un anno la riforma chiedendo proprio di lasciare agli Enti Locali le decisioni sulle distanze - cambia idea e preferisce opporsi all’accordo Stato-Regioni a prescindere, facendo prevalere ragioni politiche alla necessità di fare una riforma necessaria per ridurre la domanda e l’offerta di gioco.
Pericolosa proprio perché questo atteggiamento della Regione Lombardia rischia di impedire l’approvazione in questa legislatura di un riordino del settore che ha raccolto le proposte di modifica di tanti soggetti istituzionali e non.
Impedire una riforma che davvero ridurrebbe in modo significativo gioco e pericoli per la salute pubblica, con la prospettiva di dover ricominciare daccapo la prossima legislatura, sarebbe grave e irresponsabile.

Discriminatorio negare il PalaSesto alla Comunità islamica sestese

Questa mattina ho incontrato i responsabili della comunità islamica sestese per portare loro la solidarietà dopo che gli è stato impedito di utilizzare il PalaSesto per la Festa del perdono che da oltre vent’anni veniva svolta lì. Sono andato per testimoniare l’impegno delle istituzioni a garantire il rispetto dei diritti di tutti i cittadini italiani, qualunque religione professino.
Chiediamo da tempo alle comunità musulmane di favorire un processo di integrazione e legalità e la comunità islamica sestese da anni dialoga con le istituzioni e lavora in questa direzione. La decisione del Comune di Sesto di negare il palazzetto dello sport è una scelta discriminatoria e che rischia di far fare passi indietro sulla strada del dialogo che si stava perseguendo e che viene sollecitata anche dalla Curia sestese.
Chiediamo giustamente ogni giorno a tutti di rispettare doveri e legalità e di costruire su questo un’integrazione positiva. Non possono essere, quindi, le istituzioni a violare questo patto, non riconoscendo i diritti e discriminando.