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Troppo spesso parliamo di loro, accettiamo la loro agenda ma il PD è altro

Articolo pubblicato su Huffington Post

Penso che questi giorni drammatici ci debbano aprire gli occhi sulla cruda realtà.
Il punto per il Pd non è tanto, come si dice spesso, come comunichiamo ma cosa comunichiamo.
Non riusciamo a rompere la narrazione che abbiamo pesantemente subito e ci ha portato alle sconfitte del referendum e del 4 marzo: quella che ci consegna, nello scontro montato artificialmente tra popolo e élite, la parte degli amici dei potenti, dei banchieri e dei profittatori. Non lo siamo e non lo siamo mai stati ma anche in queste ore non ci siamo sottratti, nonostane il lavoro del segretario, alla parte che ci assegna da anni il populismo imperante.
Abbiamo subito le strumentalizzazioni e contrattaccato parlando dei tempi e dei modi giusti per trovare le responsabilità del crollo e abbiamo spiegato che i dilettanti non sanno cosa significa revocare le concessioni.
Tutto giusto ma mentre loro propagandisticamente promettevano giustizia senza guardare in faccia nessuno nel cercare chi ha causato una tragedia, noi siamo apparsi come quelli che parlano d’altro.

Contrastare la strada indicata da Salvini che ci riporta indietro

Articolo pubblicato su Huffington Post.

In pochi giorni i nostri governanti hanno prima attaccato la legge Mancino sostenendo che fascisti e razzisti vanno comb attuti non con le leggi ma confrontando le idee.
Poi hanno spiegato che gli omosessuali sono cittadini di serie B incapaci di essere genitori.
Hanno chiarito che, tra un pubblico ufficiale che offende e espone al pubblico ludibrio una persona di origine rom e la invita a scendere da un mezzo pubblico e la persona offesa, ha ragione e va premiato il capotreno.
Il ministro degli Interni ha spiegato di considerare una medaglia l’accusa di istigazione all’odio razziale.
Passano l’estate a sdoganare i sentimenti peggiori delle persone e a demolire conquiste civili che pensavamo acquisite per sempre.
Il “prima gli italiani” è diventato “prima gli italiani bianchi, latini e eterosessuali”.
L’informazione viene continuamente richiamata ad adeguarsi al nuovo pensiero dominante, che poi è quello vecchio, di un tempo che speravamo di aver superato.
Di fronte a tutto ciò chi reagisce viene guardato con sufficienza.

Le norme per il settore giochi contenute nel Decreto Dignità

Intervento in Senato riguardante le norme per il settore dei giochi contenute nel Decreto Dignità (Video).

Signor Presidente, colleghi, io interverrò solo sull'articolo 9 del decreto-legge, perché credo che sulla vicenda del gioco sia utile, al di là della retorica e della propaganda, dire le cose come stanno, sapendo che non sottovalutiamo assolutamente l'importanza della proibizione della pubblicità.
Credo che sia un provvedimento giusto, necessario per ridurre la domanda di gioco; un provvedimento importante che interviene dopo una regolamentazione che i Governi precedenti avevano già messo in campo sulla pubblicità, proibendo la pubblicità in RAI e stabilendo delle regole ferree rispetto agli orari in cui era possibile trasmettere pubblicità sulle reti generaliste.
Riconosciamo che quella regolamentazione non era sufficiente. È evidente che, soprattutto in occasione degli avvenimenti sportivi e sulle televisioni specializzate nello sport, si è arrivati a un vero e proprio abuso della pubblicità in particolare in relazione alle scommesse. Quindi è giusto proibire la pubblicità: non abbiamo difficoltà a riconoscerlo.