La riforma del settore dei giochi va portata avanti

Intervento in Commissione Finanze e Tesoro del Senato durante l'audizione del Sottosegretario Baretta in materia di regolamentazione dei giochi (video).

Credo che il Parlamento debba riconoscere il lavoro che è stato fatto in questo anno e mezzo sul settore giochi. La Legge di Stabilità del 2015, infatti, ha avviato il percorso che ha dato alla Conferenza Stato-Regioni il mandato di trovare un accordo e, rispetto al punto di partenza, oggi si arriva ad un documento molto più approfondito, concreto ed efficace rispetto agli obiettivi che ci si era dati, cioè la riduzione della domanda e dell’offerta di gioco.
I dati contenuti nel documento presentato alla Commissione Finanze dal Sottosegretario Baretta parlano chiaramente di una riduzione drastica dei luoghi in cui si può giocare e delle macchine da gioco e anche di una riduzione quasi completa dei giochi negli esercizi commerciali generalisti.
Questo è sicuramente un obiettivo straordinario che ci si era posti.
Nel corso della discussione, a questo si è aggiunta anche una regolamentazione delle sale che può “tranquillizzare” rispetto alle preoccupazioni per le VLT, nel senso che si va verso un meccanismo di responsabilizzazione e formazione degli operatori e meccanismi tecnici in grado di intervenire sulle macchine per evitare che ci siano eccessi nel gioco e indubbiamente tutto ciò può aiutare.

Proprio a Mondragone M5S senza lista alle amministrative

La mancata presentazione del simbolo e della lista di M5S per le elezioni nella città di Mondragone solleva qualche legittimo sospetto. Nel Comune in cui Di Maio era stato fotografato coi parenti del boss locale che l'avevano anche esplicitamente sostenuto sui social, i Cinque Stelle che, con lo stesso Di Maio avevano presentato pubblicamente la lista, non saranno presenti sulla scheda elettorale. Pare che non siano stati in grado di presentare la documentazione relativa al simbolo e per questo la lista è stata rigettata dalla commissione elettorale.
Insomma siccome è difficile pensare che non ci sia rapporto tra la foto coi parenti del boss e la mancata presentazione del simbolo, sarebbe stato più dignitoso se i 5 Stelle avessero ammesso di aver rinunciato a presentarsi per non correre rischi di infiltrazione concreti o, ancora meglio, fossero intervenuti per costruire una lista che garantisse pulizia.
Insomma l'idea di Di Maio di far finta di niente anziché ammettere che non ci sono partiti o movimenti immuni da rischi di infiltrazioni è sbagliata.
È ora che i 5 stelle, anziché scappare dai luoghi più problematici, imparino a costruire anticorpi, prendendo atto che la loro pretesa di essere per definizione onesti deve misurarsi con una realtà che da Quarto in poi è diversa.

Dall'intercettazione Renzi ne esce bene

Intervento a SkyTG24.

Non è normale che le telefonate private tra l'ex Presidente del Consiglio e suo padre finiscano sui giornali, specie perché trattasi di intercettazione irrilevante ai fini dell'inchiesta. Dopodiché dal contenuto diffuso Renzi esce più che bene: non solo non ha nulla di cui vergognarsi, ma dimostra una volta per tutte che ciò che ha detto pubblicamente in tutti questi mesi, sulle vicende che hanno coinvolto suo padre, è vero. Renzi può rivendicare di aver sempre chiesto e voluto la verità. 
Anche questa volta, quindi, il Movimento Cinque Stelle sta facendo una polemica sul nulla.
A mio avviso, è un’intercettazione inutile: non si capisce perché sia finita nelle mani dei giornalisti e venga riportata dalle prime pagine dei giornali ma comunque racconta che quello che ha detto Renzi in questi mesi è la verità e lui non aveva niente da nascondere.
Sul tema delle intercettazioni c'è una comunque discussione in Parlamento.
E' evidente, infatti, che bisognerà regolamentare l'uso del contenuto delle intercettazioni, per evitare la diffusione di telefonate che non ha senso che siano pubbliche.