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Il Ministro del lavoro intervenga a tutelare i diritti dei lavoratori dell'Italtel di Settimo Milanese

Il Ministro del lavoro intervenga a tutela dei diritti dei lavoratori dell'Italtel di Settimo Milanese.
L’azienda ha deciso di cancellare i trattamenti salariali definiti dalla contrattazione di secondo livello, con conseguenti pesanti decurtazioni in busta paga per i lavoratori. Una decisione presa unilateralmente senza coinvolgere e informare i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali, motivata dalla necessità di rispettare il nuovo Piano industriale in seguito alla chiusura dei contratti di solidarietà.
La decisione dell'Italtel di far ricadere interamente il costo del nuovo piano industriale sugli stipendi dei lavoratori che sono, per la loro professionalità, la principale risorsa per una azienda che deve fronteggiare la competizione di un mercato difficile e in questi anni hanno dato la disponibilità a sacrifici e non hanno mai fatto mancare dedizione, è incomprensibile.
Per questo ho presentato un'interrogazione: per chiedere quali sono le iniziative che il Ministro del lavoro intende assumere per tutelare i livelli salariali e le professionalità e per imporre all'azienda Italtel di Settimo Milanese il rispetto di ciò che è stato stabilito nella contrattazione secondaria.


Testo dell'interrogazione:

Il Parlamento è stato umiliato: si è impedito di discutere la Legge di Bilancio

Intervento in Senato durante la discussione per la fiducia al Governo sulla legge di bilancio (video).

La discussione sulla fiducia ci consente di fare anche delle considerazioni che vanno oltre la triste pagina che il Governo sta scrivendo in questi giorni con la Legge di Bilancio.
Esprimo la preoccupazione, che trova conferma in quello che è successo anche oggi, per il piglio e il modo con cui entrambe le forze che compongono la maggioranza hanno interpretato questi mesi di Governo.
Hanno cambiato idea su tutto.
Hanno fatto altisonanti proclami contro l’Europa per poi farsi scrivere la finanziaria dall’Europa.
Hanno spiegato agli italiani che mai sarebbero scesi sotto il 2,4% di deficit e oggi, invece, presentano una manovra che prevede il 2%.
Ma c’è un tratto comune che unifica i leader di Lega e M5S e su cui si sono mostrati coerenti e coesi dall’inizio ed è la manifestazione costante di un fastidio crescente verso le regole del confronto democratico, una voglia di delegittimare tutte le istituzioni di garanzia, di mettere in discussione l’autonomia delle agenzie, fino alla magistratura.
Chi da questi ambiti, che sono quelli che garantiscono tutti, esprime nell’ambito del proprio ruolo idee e opinioni che contrastano con quelle della maggioranza che compone il Governo, viene denigrato, delegittimato, invitato a candidarsi.

M5S e Lega promettevano la riduzione dei giochi, ora fanno il contrario

Dopo anni in cui M5S e Lega hanno spiegato che si faceva troppo poco per ridurre domanda e offerta di gioco, oggi nella Legge di Bilancio, propongono la proroga dell’entrata in vigore di tutte le misure messe in atto dal Governo precedente per ridurre i punti gioco, rottamare le slot machines e in più prevedono di ricavare maggiori entrate fiscali dal settore dei giochi.
Stanno, quindi, facendo il contrario di ciò che avevano detto.
Quello che avevano fatto i Governi Pd per M5S e Lega era poco quando stavano all'opposizione mentre adesso improvvisamente diventa troppo perché, pur di avere più risorse a disposizione, sono disposti a invertire il percorso.
Per questo abbiamo proposto tre emendamenti soppressivi delle norme in cui il Governo proroga i termini per la rottamazione delle slot machines e le concessioni per le sale scommesse.
Inoltre abbiamo presentato un emendamento che ripropone una ulteriore riduzione dei punti gioco da concordare con Regioni e Enti Locali.


Emendamenti presentati:


A.S. 981
Emendamento 1.3292
Art. 1