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Il Decreto Semplificazione semplifica il lavoro delle mafie

Intervento in Senato in Discussione del Decreto Semplificazione (video).

Il “Decreto Semplificazione” ha un nome altisonante, come molti altri decreti presentati, ma in realtà è diventato un insieme di norme complicate in cui sono stati introdotti compromessi, sono state anche introdotte correzioni utili a errori fatti con la Legge di Bilancio e in cui si è cercato di strizzare l’occhio all’uno e all’altro a seconda della convenienze delle forze della maggioranza.
C’è una cosa però su cui davvero questo decreto semplifica il lavoro: semplifica il lavoro delle mafie.
Lo voglio dire con grande chiarezza e non tanto per fare una battuta ma cercando di dimostrarlo.
Dopo aver alzato a 150mila euro il limite al di sotto del quale non c’è più bisogno di fare gare ma si possono assegnare appalti di opere e di servizi con l’affidamento diretto, avevano spiegato che con questo decreto avrebbero corretto, che avrebbero specificato che si trattava di una norma a tempo e valida solo per i finanziamenti andati ai piccoli e medi Comuni con l’ultima Legge di Bilancio per consentire di velocizzare quegli appalti.
E invece non è nulla di tutto questo.
Non c’è traccia delle cose che avevate detto che sarebbero state introdotte.
Si è fatto un regalo.

In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia

Intervento svolto alla presentazione del libro “In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia” a Palazzo Giustiniani (video).

Voglio iniziare ringraziando Jole Garuti per aver voluto organizzare la presentazione del suo libro “In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia” in Senato, oltre che per aver scritto un libro che, a mio avviso, è molto importante e ha una sua attualità stringente.
La presentazione del libro “In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia”, con la partecipazione di Don Luigi Ciotti, il magistrato Antonino Di Matteo e Alessandro Antiochia, è anche l’occasione per affrontare complessivamente alcune questioni che riguardano la lotta alla mafia.
“In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia” racconta la vita di Saveria Antiochia, mamma di Roberto Antiochia, giovane poliziotto che, nonostante fosse già stato trasferito a Roma, mentre era in vacanza si trovò di fronte al fatto drammatico dell’uccisione da parte della mafia di Beppe Montana e così ha deciso di tornare a Palermo e fare una parte di vacanze insieme al giudice Cassarà, che sapeva di essere minacciato dalla mafia e di essere obiettivo esattamente come Montana. Roberto Antiochia e Cassarà si trovavano insieme quando i mafiosi spararono contro di loro.

Si sta prendendo la strada che ha segnato gli anni peggiori della Storia dell'Umanità

Articolo pubblicato su Huffington Post.

Lo sapevano che con il "decreto sicurezza" sarebbe successo ciò che sta avvenendo al Cara di Castelnuovo.
L'hanno fatto deliberatamente. L'abbiamo detto per settimane che così si sarebbero gettate in strada persone, tolte prospettive di vita, studio e lavoro a migliaia di uomini e donne.
Hanno deliberatamente scelto di rubare speranza, di infierire su persone deboli che stavano iniziando a ricostruirsi una vita dopo aver vissuto storie e sofferenze che noi non riusciamo neppure a immaginare.
Bastava poco per tutelare i percorsi di integrazione, consentire a chi lavora di continuare a farlo, a chi studia di proseguire, a tutti loro di sognare un futuro.
Invece no; serve alla propaganda umiliare e massacrare il presente e le speranze di queste donne e questi uomini, serve a cancellare la pietà dal nostro vocabolario e serve ad affermare la logica aberrante del capro espiatorio che deve essere discriminato, umiliato e vessato per dare l'illusione a chi sta male che la sua vita migliorerà se si elimina chi sta peggio di lui.