Negare il fenomeno è come farsi complici della 'ndrangheta

Intervista pubblicata da La Provincia.

«C’è una parte della politica che ancora oggi, dopo l’ennesima inchiesta sulla presenza della ‘ndrangheta al Nord, fa fatica ad ammettere che il fenomeno esiste. Questo negazionismo è pericoloso, se non addirittura rischia di essere complice di una penetrazione sempre più capillare e radicata della criminalità organizzata nel nostro territorio». Franco Mirabelli, senatore, Capogruppo PD in Commissione Parlamentare Antimafia, affronta il nodo dei rapporti tra politica e ‘ndrangheta, come è emerso dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e della Procura di Monza.
Per quanto riguarda Cantù, i mafiosi controllavano il cuore della città, piazza Garibaldi, anche con modalità violente.
«Sì, e ciò dimostra che la “locale” di Mariano Comense, nonostante i tanti arresti che si sono succeduti nel corso degli anni, è viva e vegeta e ha la capacità di intervenire molto significativamente, utilizzando metodi che altrove, al Nord, non impiega.

Regionali: Gori è l'uomo giusto

Intervista di Fabio Massa per Affaritaliani Milano.

Franco Mirabelli, senatore del Partito Democratico, è ottimista sulle Regionali.
"Più che altro sono realista - spiega ad Affaritaliani.it Milano - Con Giorgio Gori abbiamo una persona che può riuscire nel risultato di abbattere il grigio governo di Maroni".
E a Roma? "Proviamo a chiudere una legge elettorale che non ci piace ma che è l'unica opzione. Intanto con una serie di eventi porto sul territorio la realtà delle tante cose che abbiamo fatto in questi quattro anni...".
Senatore Mirabelli, iniziamo dalla vicenda delle regionali.
Io credo che ci siano tutte le condizioni per mettere in campo un centrosinistra largo e competitivo, che ha trovato un candidato che può allargare nell'opinione pubblica. Si badi bene: non parlo di geometrie politiche, ma di capacità di interlocuzione del centrosinistra anche con un popolo con cui non abbiamo canali aperti da tempo.

No a liquidità internazionale per il Poker online

Leggo in questi giorni di proposte di utilizzo della liquidità internazionale nel poker online. Penso sia inopportuno che, in un momento in cui siamo impegnati a limitare la distribuzione dei giochi e l’offerta di azzardo cercando di arginarne gli effetti devastanti sulla salute dei cittadini, si pensi addirittura ad aprire a forme di liquidità internazionale per il gioco on line.
Tra l’altro i giocatori verrebbero esposti a rischi sempre maggiori in un sistema non controllato e ciò è del tutto inopportuno.
Da poco e dopo un lungo lavoro si è raggiunto un ottimo accordo in conferenza Stato-Regioni che ha l’obbiettivo di ridurre domanda e offerta di gioco d’azzardo. In questo senso anche per il gioco on line vanno previste meno offerta e forme di cautela e di controllo robuste sui capitali e sullo scambio di flussi finanziari, a maggior ragione se da e verso l’estero.