Il passaggio parlamentare per la scelta delle Presidenze delle Camere è stato poco edificante

Intervista allo speciale del Tg3 (video - dal min.22.19).

Un Governo M5S-Lega sarebbe la presa d’atto di un risultato elettorale e la conferma del fatto che gli elettori hanno deciso che il posto del PD è all’opposizione, come abbiamo sempre detto.
Il passaggio parlamentare per la scelta delle Presidenze delle Camere, però, è stato poco edificante e ha ricordato molto la Prima Repubblica.
È stata una discussione esclusiva tra centrodestra e M5S, costruita su un accordo poco trasparente, poco decifrabile e fatto con un percorso di candidature finte.
Il PD rispetterà le due figure scelte dal Parlamento, come ha chiesto il Presidente della Repubblica, e riconosceremo il loro valore istituzionale ma non ci è piaciuto il percorso con cui ci si è arrivati.
Ieri, infatti, il PD aveva votato per due volte scheda bianca, chiedendo che ci fosse un percorso di coinvolgimento pieno di tutte le forze politiche che sono in Parlamento ma è evidente che, invece, tutto si sia svolto nelle segrete stanze tra il centrodestra e M5S: non c’è stata alcuna volontà di coinvolgere tutto l’arco parlamentare, quindi, ne abbiamo preso atto e oggi abbiamo votato i nostri candidati Giachetti alla Camera e Fedeli al Senato.

Ora dobbiamo ricostruire il PD e il campo del centrosinistra

Intervento svolto ad un incontro a Cinisello Balsamo (video).

Dopo il risultato elettorale, per il Paese si apre una fase assolutamente nuova, con la vittoria di due forze antisistema.
Il partito che ha ottenuto il maggior numero di voti è il Movimento 5 Stelle, mentre la coalizione che ha ottenuto i maggiori consensi è un centrodestra a trazione leghista.
Il Pd ha subito una sconfitta pesante e ora abbiamo necessità di discutere per comprendere le ragioni di questa sconfitta.
Premetto, però, che questo risultato elettorale non ci deve far cambiare opinione su ciò che di positivo abbiamo fatto negli anni in cui siamo stati al Governo.
I risultati ottenuti grazie alle riforme volute dal PD nel corso della legislatura appena conclusa sono fatti concreti.
In questi anni abbiamo governato l’Italia nell’interesse del Paese e migliorato la situazione rispetto al 2013, quando abbiamo iniziato questo percorso.
Non c’è spazio, quindi, per alcuna autocritica e le ragioni della sconfitta elettorale non vanno cercate nelle nostre azioni di Governo ma altrove.

Ecco perché il PD ha perso

Articolo pubblicato da Affaritaliani.

Ci sarà tempo e modo per una valutazione più attenta dei risultati elettorali del 4 marzo e dei suoi effetti. Ma sicuramente hanno cambiato profondamente il quadro politico del nostro Paese e alcune riflessioni vorrei provare a farle. Quello delle elezioni politiche è certamente un dato che sottolinea ancora una volta il disagio e la sfiducia nella politica che si sta radicando in una parte importante del Paese e che si è tradotto soprattutto in un voto contro più che in un voto sulle cose fatte e sulle proposte. Ed è evidente che proprio dove le persone stanno peggio, hanno subito più duramente gli effetti della crisi, vivono di più la precarietà di un futuro incerto, noi della sinistra abbiamo perso.
Come in tutta Europa, non riusciamo ad essere credibili proprio nell’assolvere al compito prioritario per le forze progressiste: quello della protezione delle persone più deboli ed esposte alla crisi.
Tutto ciò nonostante che, in questi cinque anni, i Governi guidati dal PD abbiano fatto molto e ottenuto risultati importanti che hanno rimesso in sesto l’economia italiana e realizzato riforme proprio in direzione della giustizia sociale e a favore delle fasce più deboli.