Discriminatorio negare il PalaSesto alla Comunità islamica sestese

Questa mattina ho incontrato i responsabili della comunità islamica sestese per portare loro la solidarietà dopo che gli è stato impedito di utilizzare il PalaSesto per la Festa del perdono che da oltre vent’anni veniva svolta lì. Sono andato per testimoniare l’impegno delle istituzioni a garantire il rispetto dei diritti di tutti i cittadini italiani, qualunque religione professino.
Chiediamo da tempo alle comunità musulmane di favorire un processo di integrazione e legalità e la comunità islamica sestese da anni dialoga con le istituzioni e lavora in questa direzione. La decisione del Comune di Sesto di negare il palazzetto dello sport è una scelta discriminatoria e che rischia di far fare passi indietro sulla strada del dialogo che si stava perseguendo e che viene sollecitata anche dalla Curia sestese.
Chiediamo giustamente ogni giorno a tutti di rispettare doveri e legalità e di costruire su questo un’integrazione positiva. Non possono essere, quindi, le istituzioni a violare questo patto, non riconoscendo i diritti e discriminando.

Garantire la libertà di culto a Sesto San Giovanni

Questa mattina abbiamo chiesto al ministero degli interni e alla Prefettura di intervenire con urgenza per impedire che a Sesto San Giovanni l’amministrazione comunale privi una intera comunità di un diritto fondamentale come quello che garantisce la libertà di culto e il suo esercizio a tutti i cittadini e a tutte le confessioni religiose.
Dal 2010, la comunità islamica di Sesto San Giovanni ogni anno celebra la Festa del Sacrificio, senza alcun problema e senza alcuna tensione, con una iniziativa presso il palazzetto dello sport della città.
Quest’anno la nuova amministrazione sestese, che sulla discriminazione verso gli islamici ha fondato gran parte della propria campagna elettorale, ha deciso di non concedere l’utilizzo dello spazio pubblico adducendo giustificazioni burocratiche evidentemente strumentali, pretendendo il rispetto di una convenzione futura e non rispettando quella in essere.
Credo che, senza un intervento delle istituzioni che richiami il Sindaco di Sesto ai propri doveri e per ristabilire la legalità e il rispetto dei diritti, si rischi di alimentare un clima di conflitto oltre che consumare una ingiustizia. Per questo auspichiamo dal Ministro e dal Prefetto un intervento urgente che consenta la celebrazione della Festa che è programmata per il 1 settembre.

Grave confondere scafisti e ONG: il nostro obiettivo è colpire gli scafisti

Intervento a SkyTG24.

Le ONG hanno fatto un lavoro straordinario per salvare vite in questi anni e questo non può essere disconosciuto o strumentalizzato.
È grave che la Lega tenti di confondere gli scafisti trafficanti di schiavi con le ONG che, invece, vanno a difendere e salvare le persone dal mare.
Non sono certo le ONG che devono arrestare gli scafisti ma la guardia costiera libica o il personale di Frontex.
Non si può scaricare sulle ONG una questione che non riguarda loro. Non sono loro a dover fermare gli scafisti: le organizzazioni non governative sono nel Mediterraneo per salvare vite, non per svolgere funzioni di polizia internazionale.
L’obiettivo da porsi deve essere, quindi, quello di salvare vite e colpire gli scafisti e il traffico di esseri umani ed è quello che stiamo cercando di fare con l’azione diplomatica con la Libia.
Tutti devono, dunque, prendere atto di una situazione nuova che si è creata e che impone anche un’attenzione alla comunità internazionale rispetto ai campi profughi che si stanno formando in Libia e all’umanità del trattamento delle persone che vi arrivano.