Al Nord ballottaggi cruciali contro la destra di Salvini

Dopo le amministrative di Domenica che hanno coinvolto tanti Comuni lombardi e del Nord credo che sia insufficiente, come si sta facendo, proiettare immediatamente e semplicemente quei risultati in prospettiva futura, guardando alle prossime regionali o alla futura legge elettorale.
Penso che, mai come questa volta, la qualità politica e complessiva del risultato della tornata elettorale sarà determinata, soprattutto al Nord, da come finiranno i ballottaggi.
Lo dico perché deve essere chiaro che, se dalle urne, domenica 25 giugno si registrerà un’affermazione del centrodestra, allora sì che saremo in presenza di alcuni dati che avrebbero portata nazionale.
Innanzitutto perché starebbe ad indicare che, dopo molti anni, una parte significativa del Nord tornerebbe ad affidare alle istanze del centrodestra la soluzione della crisi sociale ed economica che ancora condiziona la vita di tanti cittadini.

Ecobonus nell’edilizia e rinnovo del CdA di Abitare

Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove di giugno.

Uso spesso questo spazio per raccontare i lavori parlamentari e le leggi più importanti che vengono approvate. Credo però che sia anche utile, quando è possibile, rendere conto dei risultati che si sono ottenuti grazie a quelle leggi.
In questi giorni, il Servizio studi della Camera dei Deputati in collaborazione con il Cresme ha presentato un rapporto sugli effetti prodotti dagli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico e ristrutturazione edilizia (i famosi ecobonus). I dati confermano la bontà di una scelta, che in questa legislatura è stata rafforzata, che prevede detrazioni fiscali del 50% per gli interventi che vanno dalla sostituzione degli infissi, alla sostituzione delle caldaie fino ad interventi di riqualificazione globale.
In particolare il 2016 è stato l'anno in cui si è verificato un vero e proprio record per numero di interventi ed investimenti attivati grazie agli ecobonus.

M5S inaffidabile

Intervento a SkyTG24

Quello che è avvenuto oggi è un fatto politico: mi pare evidente che c’è un gruppo parlamentare che ha fatto un accordo con gli altri grandi gruppi per portare avanti una legge elettorale e ha dimostrato di essere inaffidabile, di non reggere le tensioni interne e di non saper stare nelle istituzioni. Quando un intero gruppo vota in modo diverso da come si è concordato, su un tema che non è secondario perché riguarda le autonomie e una parte del territorio italiano, si assume una responsabilità gravissima e deve prendersi la responsabilità di aver fatto saltare l’accordo che si era faticosamente costruito rinunciando ognuno a qualcosa. Il PD aveva già rinunciato a molto perché era orientato ad una legge di impianto maggioritario.
È evidente, quindi, che oggi si è operato uno strappo sia sul metodo che sul merito perché la norma che è stata cambiata non può essere accettata da una parte significativa del Parlamento.