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Mafie: non siamo rimasti in silenzio

Lettera inviata al Fatto Quotidiano.

Scrivo in merito all'editoriale del 6 giugno scorso in cui Peter Gomez accusa il Pd di un "silenzio infastidito di fronte alla parola mafia" pronunciata nell'Aula del Senato dal neo premier Giuseppe Conte. Forse Gomez non ha ascoltato il dibattito nell'aula di Palazzo Madama. E per questo inviterei Il Fatto, per una volta, ad evitare strumentalizzazioni politiche, almeno su un tema delicato come la battaglia contro le mafie.
Come vicepresidente del gruppo dei senatori del Pd sono intervenuto nel corso del dibattito sulla fiducia e ho incentrato tutto il mio discorso proprio sul fatto che non basta la frase striminzita letta da Conte - "combatteremo con ogni mezzo le mafie aggredendo le loro finanze e la loro economia" - per indicare un percorso per noi irrinunciabile, quando invece i primi fatti del governo vanno esattamente nella direzione opposta. Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini, quindi non uno qualunque nell'Esecutivo giallo-verde-nero, nella sua visita in Sicilia non ha neanche pronunciato la parola "mafia", come se la criminalità organizzata non esistesse.

Dal nuovo Presidente del Consiglio un discorso senza traccia di futuro

Intervento in Senato durante la discussione della fiducia al nuovo Governo (video).

In una Repubblica Parlamentare è nelle Aule del Senato e della Camera dei Deputati che il Governo ottiene la fiducia.
In Senato si sta votando la fiducia ad un Presidente del Consiglio che non è stato eletto dai cittadini, ad una coalizione che non è stata scelta dai cittadini e ad un Governo in cui ci sono molti tecnici.
Fino a qualche mese fa in queste Aule, le forze politiche dell’attuale maggioranza consideravano Governi siffatti “abusivi”.
Non lo erano allora e non lo sono neanche adesso.
Oggi come allora, la legittimazione viene dal Parlamento.
Non faremo opposizione mettendo in discussione la legittimità di questo Governo, non perché lo chiede il Presidente del Consiglio ma per rispetto delle istituzioni e per rispetto dei cittadini.

Il Governo Lega-M5S e il ruolo del PD

Lo scambio della campanella tra Gentiloni e Conte è stato un momento triste, anche perché penso che abbiamo consegnato un Paese migliore, dopo 5 anni di Governi guidati dal PD.
Il Paese è migliorato da tanti punti di vista, tutti i dati economici lo confermano e abbiamo fatto riforme importanti, molte delle quali non hanno ancora avuto una ricaduta concreta sulla vita delle persone ma nei prossimi anni dimostreranno di esser state efficaci e utili per l’Italia.
In questi anni abbiamo messo in campo diverse squadre di Governo che hanno saputo dedicarsi al Paese.
Non è stato solo un problema di comunicazione ciò che ci ha impedito di veder valorizzato tutto il lavoro che abbiamo fatto.
Abbiamo presentato tutte le riforme realizzate come qualcosa che potesse avere una sorta di valore risolutivo per tutti i problemi dell’Italia mentre, invece, i cittadini ancora non avevano visto le ricadute concrete di ciò che era stato fatto e dei dati macroeconomici positivi.