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Il decreto sicurezza bis è basato su cinismo e disumanità

Intervento in Senato in dichiarazione di voto per il PD sul decreto sicurezza bis (video).

Siamo di fronte all'ennesimo provvedimento sulla sicurezza, o meglio siamo di fronte all'ennesimo provvedimento che viene definito decreto sicurezza, ma in realtà risponde più a esigenze di propaganda e di campagna elettorale permanente.
L'abbiamo già visto con il primo decreto sicurezza.
Lo avevamo denunciato e avevamo ragione: in quel testo non c'era alcuna misura per dare più sicurezza ai cittadini italiani. Era talmente vero che nessuno dei decreti attuativi che erano necessari per far funzionare quel decreto-legge sono stati emanati. Quel provvedimento, di cui alcuni punti sono già stati dichiarati incostituzionali, è servito a interrompere i percorsi di integrazione e a gettare nella illegalità, spesso in mezzo a una strada, migliaia di immigrati che vivevano legalmente nel nostro Paese godendo del permesso di protezione. Doveva servire ad aumentare i rimpatri, ma in realtà, come dimostrano i dati, non li ha aumentati, anzi: sono diminuiti i respingimenti da parte di questo Governo. In compenso sono stati interrotti i processi che già funzionavano per favorire i rimpatri volontari.

I morti in mare e la tesi salviniana del "se la sono cercata"

Articolo pubblicato su Huffington Post.

È certamente un caso se nel giorno dell’approvazione del decreto sicurezza bis arriva la notizia di un naufragio nel Mediterraneo e della morte di 150 persone; tante donne e bambini, vittime dei ritardi e della mancanza di soccorsi.
È un caso ma è anche certamente la conseguenza della politica di chi ha chiuso la missione Sofia che controllava quei tratti di mare e di chi oggi con quel decreto criminalizza tutte le ONG che in questi anni hanno salvato tante vite.
È un caso ma è sparito dall’agenda il tema di come impedire che tanti disperati muoiano in mare.
Non interessa più al nostro Governo, impegnato col suo Ministro degli Interni a sostenere la tesi del “se la sono cercata” perché dovrebbero sapere che i porti sono chiusi e che non devono partire.
È un caso ma quelle morti si potevano evitare, quelle persone si potevano salvare e c’è una responsabilità diretta di chi ha deciso di sacrificarle con cinismo, rinunciando ad ogni principio di umanità se non è successo.