m6

A Cisliano a tenere vivo l'impegno contro le mafie

Alla Cooperativa del Popolo di Cisliano, nel milanese, abbiamo inaugurato una bella mostra dal titolo “Con volto di madre”, realizzata dai ragazzi del liceo Federici di Trescore Balneario che racconta le storie di donne che hanno combattuto le mafie: vittime di mafia, ragazze che si sono ribellate alle loro famiglie ‘ndranghetiste e madri di persone uccise dalle mafie che hanno dedicato il resto della propria vita a combatterle.
Complimenti al prof. Gianmario Vitali e ai suoi ragazzi che ogni anno tengono vivi la memoria e l’impegno contro le mafie. E complimenti alla cooperativa che in un territorio ferito e in cui la ‘ndrangheta si è insediata tengono alta l’attenzione ricordando che le mafie si sconfiggono se c’è un impegno e una mobilitazione dei cittadini accanto alle istituzioni. In tempi in cui si fanno “decreti sicurezza” che spiegano che il nemico principale sono gli immigrati e non le mafie non è poco.

Se i nemici sono i migranti facciamo un regalo alle mafie

Articolo pubblicato da Democratica.

Più si approfondisce il testo del cosiddetto decreto sicurezza più ci si rende conto che, al di là dei proclami e della propaganda, di norme significative realmente utili per aumentare la sicurezza delle nostre città e del nostro Paese lì dentro non ce ne siano. Siamo di fronte più ad un manifesto ideologico che ad uno sforzo serio per prevenire e contrastare il crimine. Alcuni interventi rischiano addirittura di essere controproducenti, come quelli che tolgono la protezione umanitaria a chi oggi ce l'ha facendo precipitare queste persone nella clandestinità.

Il "decreto Salvini", come molti altri provvedimenti di questo governo, vuole mandare messaggi forti e rassicuranti più che offrire soluzioni: da questo punto di vista il quadro è davvero preoccupante. Ci si occupa più, come ormai sta diventando costume di questo governo, di indicare il nemico-capro espiatorio su cui scaricare i problemi invece che cercare di risolverli. E quindi si indica negli immigrati in generale, a cui sono dedicati la metà degli articoli del Decreto, il problema prioritario su cui si deve intervenire per dare sicurezza.

Viaggio nei quartieri ERP: Via Rizzoli

Venerdì sono andato a trovare l’Enrica e qualche altro abitante delle case di via Rizzoli, all’estrema periferia Est di Milano.
Si tratta di case gestite da MM e collocate a poche centinaia di metri dalla sede del Corriere della Sera, chiuse tra la linea 2 della metropolitana, che li è in superficie, e il sistema degli svincoli stradali che portano al San Raffaele.
Una parte del quartiere, dove vivono quasi 250 persone è stato sistemato pochi anni fa, l’altra parte (350 persone) ha ancora bisogno di interventi alla struttura ma complessivamente, rispetto ai luoghi visitati fino ad ora, la situazione è decisamente migliore.
Ci sono i custodi, non ci sono segni di degrado, anzi, ti mostrano con orgoglio citofoni e cassette della posta intonsi e, soprattutto, il giardino che gli stessi inquilini hanno realizzato e mantengono curato.
Anche in questi condomini le persone sono spesso anziane e sole e da questo derivano i problemi che lamentano: i servizi e i negozi sono distanti, difficilmente raggiungibili per chi non guida e spesso le persone si trovano in difficoltà ad orientarsi per fare cose apparentemente semplici come i bollettini o i certificati.