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Vogliamo una riforma istituzionale che rafforzi la democrazia non che la cancelli

Intervento in Senato durante la discussione della legge per la riduzione del numero dei parlamentari (video).

In questi giorni in cui abbiamo cominciato a discutere di questo provvedimento mi sono spesso fatto una domanda, dalla quale partirò: a cosa serve, se non ad assecondare un umore che si è sollecitato e l'opinione pubblica, nonché a spiegare che si è trovato rimedio a tutti i problemi dell'Italia, colpendo il Parlamento e diminuendo il numero dei parlamentari?
In realtà, penso che una cosa vada detta: questo provvedimento non migliora nulla, in assenza di un quadro e di un contesto, come hanno già detto molti colleghi. Forse interviene un pochino sulla diminuzione dei costi, ma sicuramente non cambierà il funzionamento del Parlamento; sarà ridotta la rappresentanza dei territori di questo Paese, perché si fa un taglio netto e dritto, che dimezza, senza un ragionamento che tenda a garantire comunque la rappresentanza dei territori. Si lascia il bicameralismo perfetto, quindi non si abbrevieranno i tempi per l'approvazione delle leggi. Insomma, non migliora, nemmeno per i cittadini.

Quell’aria pesante sull’Autorità anticorruzione

Articolo pubblicato da Democratica.

La notizia della decisione di Raffaele Cantone di presentare al CSM la richiesta di essere designato ad altro incarico, impone una seria riflessione su come questo governo si sta comportando sulla legalità e sulla lotta alla corruzione. L’Anac è stata voluta e rilanciata dallo scorso Parlamento, ad essa sono stati attribuiti poteri concreti e significativi di intervento, in particolare la possibilità di verificare preventivamente i capitolati di appalto per garantirne trasparenza e correttezza. Anac è diventata un punto di riferimento insostituibile per gli amministratori e i cittadini che vogliono prevenire la corruzione. L’annuncio, poi rientrato, del prossimo abbandono da parte di chi quella agenzia ha rilanciato (ed è stato punto di riferimento per la lotta alle illegalità), è un pessimo segnale: dimostra un disagio e non può essere sottovalutato.
In realtà questa vicenda si inserisce in un clima generale che certamente non favorisce la lotta alla corruzione. Gran parte degli interventi fatti e annunciati in questi mesi da 5Stelle e Lega, al di là dei proclami, vanno nella direzione opposta, come lo stesso Cantone e molti magistrati hanno spiegato nella indifferenza dei nostri governanti. Nella ossessione di cancellare acriticamente tutto ciò che è stato fatto dallo scorso governo e dallo scorso Parlamento si stanno facendo enormi danni.

Per portare a casa le bandiere di Lega e 5 Stelle si impoverisce il Paese e si pregiudica il futuro

Articolo pubblicato da Huffington Post.

Il decreto che introduce quota cento e reddito di cittadinanza è stato finalmente presentato.
Dopo mesi di chiacchiere ora le proposte sono scritte nero su bianco e si può cominciare a valutarle.
Innanzitutto è utile ricordare che per finanziare questi provvedimenti sono stati messi a bilancio 11 miliardi per il 2019, 16,4 miliardi per il 2020, 17 miliardi per il 2021 per diminuire leggermente negli anni successivi fino ad attestarsi a 15,6 miliardi di euro a decorrere dal 2024, indebitando ulteriormente il Paese e sottoscrivendo un ulteriore improbabile impegno a trovare nel prossimo bilancio 23 miliardi nel 2020 e 28,753 miliardi di euro dal 2021 per ridurre il debito, pena l’aumento dell’IVA al 25% che peserebbe sulle famiglie, soprattutto le più povere.
A proposito del reddito di cittadinanza è indubbio che nel nostro Paese ci sia la necessità di dare più aiuto a chi, e purtroppo sono molti, si trova in condizioni di povertà. La scorsa legislatura, infatti, fu varato il reddito di inclusione che garantisce a 1 milione di persone un sostegno fino a 480euro mensili.
Uno strumento che funziona, che poteva essere garantito ad una platea più ampia utilizzando i soldi messi sul reddito di cittadinanza.