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Così assetati di poltrone che si vogliono spartire anche il Cai

Articolo pubblicato su HuffingtonPost.

Alla Lega e al Movimento 5 stelle, sempre in nome del cambiamento, ma verso la ricostruzione della Prima Repubblica, non basta spartirsi tutti i posti che ci sono in Rai, alle Fs e in Cdp. Non ancora sazi, quelli dell'Italia agli italiani e quelli dell'uno vale uno ora hanno bisogno di altri spazi per soddisfare i propri appetiti, mettendo anche in discussione l'autonomia di altri enti e organizzazioni che, negli anni, hanno costruito una loro, sana e importante, autonomia dalla politica.
È il caso del CAI (Club Alpino Italiano). Nel decreto di riordino dei ministeri, trasferendo le competenze per questo ente dal Mibact al Ministero dell'Agricoltura, il governo ha pensato bene di inserire una norma che ci riporta nientepopodimeno al 1963 (la Prima Repubblica è con noi...), quando appunto era il Ministero competente a designare i 5 membri dell'organismo direttivo del Cai. Oggi al ministero competente spetta solo la nomina di un revisore per assolvere al ruolo di vigilanza sui bilanci.
Io, con i colleghi del Pd Parrini, Sbrollini e Farrari, ho presentato un emendamento soppressivo di questa norma. Ma mi chiedo: che fine ha fatto la battaglia grillina contro la occupazione della società da parte della politica? Quando si interviene così, cercando di imporre 5 nominati a gestire un ente come il Cai, in cui le cariche direttive sono tutte elettive e scelte dai soci, dove si va a finire?

La vera lotta alla ludopatia

Articolo pubblicato su Democratica (file PDF).

Se la lotta alla ludopatia è davvero una priorità, allora il governo sia conseguente e coerente: preveda la diminuzione delle entrate dello Stato dal settore e il dimezzamento dell’offerta di gioco, altrimenti il divieto di pubblicità rimarrà soltanto uno slogan.
In questa direzione va il nostro disegno di legge sul riordino del settore del gioco, appena presentato a mia prima firma al Senato, che raccoglie l’eredità del confronto in Conferenza Stato Regioni ed enti locali e del lavoro svolto nella passata legislatura, con il sottosegretario Barretta. Su questo ci aspettiamo che il governo batta un colpo e che si confronti con le opposizioni.
Il disegno di legge del Pd intende riordinare l’intero settore, lasciando in capo allo Stato la regolamentazione del gioco pubblico, in leale collaborazione con le Regioni e con gli enti locali, con cui stringere intese.
Gli obiettivi della nostra proposta sono di ridurre l’offerta e la domanda di gioco, dimezzare il numero delle slot e delle sale gioco sul territorio e tutelare la salute dei cittadini, soprattutto dei minori e dei soggetti più deboli dalle ludopatie, contrastando il gioco d’azzardo patologico.
La qualità dell’offerta e le garanzie di credibilità e sicurezza degli operatori devono aumentare e deve crescere il controllo e la tracciabilità di tutti i flussi finanziari per garantire la legalità e contro il riciclaggio.

Presentazione di un disegno di legge per il riordino del settore giochi

Intervento alla conferenza stampa di presentazione del Disegno di Legge A.S. 560 "Disposizioni in materia di riordino dei giochi" (Video).
 
Abbiamo convocato una conferenza stampa per illustrare il Disegno di Legge A.S. 560 "Disposizioni in materia di riordino dei giochi" che abbiamo presentato in Senato a firma mia e di altri colleghi senatori del PD.
Si tratta di un progetto di legge di riordino complessivo del settore dei giochi in Italia.
Abbiamo scelto di presentarlo ora che alla Camera dei Deputati è in discussione il Decreto Dignità che si occupa anche del gioco, molto parzialmente, per dare il senso della necessità di un intervento serio sul settore che non si può continuare ad aggiornare sulla base di interventi spot e parziali, soprattutto per quanto riguarda il gioco con premi in denaro, come è stato anche nella precedente legislatura.
Siamo convinti che serva un riordino complessivo del settore, nell’interesse di tutti i cittadini ma anche della filiera industriale che guarda al gioco, al fine di dare a tutti certezze.
È evidente che per noi l’obiettivo è quello di ridurre la domanda e l’offerta di gioco nel nostro Paese e questo vuol dire sicuramente intervenire sulla pubblicità ma anche sulle regole, garantendo una qualità diversa dell’offerta di gioco e poi significa intervenire per ridurre i volumi e i punti vendita del gioco.
Queste, infatti, sono le condizioni reali per ridurre domanda e offerta di gioco.