L’elettore potrà scegliere chi lo rappresenterà

Intervista di Andrea D’Orazio, pubblicata da Il Giornale di Sicilia.

«Questo sistema elettorale è stato costruito guardando con attenzione quelli precedenti e i relativi rilievi della Consulta. Chi dice che è incostituzionale sbaglia di grosso». Franco Mirabelli, senatore PD e membro della Commissione Affari Costituzionali, non ha alcun dubbio sulla legittimità del Rosatellum bis, e ai colleghi che dentro e fuori Palazzo Madama protestano sostenendo il contrario lancia un monito: «Il tema dell’incostituzionalità non può diventare l’unico argomento con cui si cerca di contrastare qualunque legge venga portata in Parlamento».
Se si riferisce ai grillini, la ragione è anche un’altra: la legge favorisce le coalizioni, sembra fatta contro di loro.
«I Cinque Stelle dovrebbero spiegare perché hanno fatto saltare il Tedeschellum, sistema interamente proporzionale sul quale c’era un’intesa tra tutte le forze politiche.

Referendum autonomia: Maroni poteva evitare di perdere due anni

Il referendum lombardo non aggiunge né toglie nulla alla discussione che si deve aprire col governo per ottenere più competenze, come previsto dal Titolo Quinto della Costituzione. Certo, l’affluenza sotto il 40% conferma l’inutilità della consultazione referendaria. Resta la volontà di tutti i partiti e di gran parte dei sindaci lombardi di dare forza a questa richiesta. La stessa volontà che avrebbe consigliato di non perdere due anni per fare un referendum, a pochi mesi dalle elezioni, come ha preferito fare Maroni per ragioni di propaganda elettorale.
Non può passare sotto silenzio l’incredibile vicenda dei dati arrivati dopo più di 12 ore, di procedure tutto fuorché trasparenti, di risultati sull’affluenza comunicati dopo quelli sui risultati del SI e neppure la figuraccia fatta da chi si vanta ancora di aver introdotto il voto elettronico in Italia, nonostante i risultati del Veneto siano arrivati dopo un’ora e i nostri il giorno dopo. Da un ex ministro degli interni ci aspettavamo più rigore e più efficienza a tutela della partecipazione democratica, non pasticci e tempi infiniti.

Il PD si candida a continuare la stagione di riforme iniziata

Intervento al Gazebo PD a Baggio (video).

Abbiamo di fronte alcuni passaggi molto importanti.
Ci avviamo, infatti, verso le elezioni.
Alla Camera dei Deputati è stata approvata una nuova legge elettorale e al Senato contiamo di approvarla definitivamente nelle prossime settimane.
Si tratta di una legge elettorale importante. Non è certamente la legge che avremmo voluto: all’Italia servirebbe una legge elettorale in grado di garantire ai cittadini la possibilità di scegliere chi governa e di mettere chi vince le elezioni nelle condizioni di poter governare per una legislatura.
L’Italicum voleva rispondere a questo obiettivo ma purtroppo è stato dichiarato incostituzionale e, soprattutto, ha subito la dura sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre, perché la riforma costituzionale proposta era coerente con quella legge elettorale, costruita per un’unica Camera mentre adesso ne abbiamo ancora due.
Le sentenze della Corte Costituzionale avevano portato ad avere due sistemi elettorali proporzionali ma entrambi diversi tra loro e questo avrebbe reso ancora più difficile la governabilità.