Orgogliosi della nostra partecipazione democratica

Il Movimento Cinque Stelle rivendica di essere la prima forza politica, ambisce a guidare il Paese e abbiamo visto che il loro candidato premier e capo politico è stato eletto da 30.936 persone che hanno cliccato un tasto sul computer, in una competizione elettorale virtuale, senza alcun controllo e assolutamente opaca, a cui avrebbero partecipato 37.000 persone.
Abbiamo, quindi, motivo di essere orgogliosi.
Certamente la dialettica interna al PD è alta, a volte forse litighiamo un po’ troppo, però, abbiamo eletto il nostro Segretario nell’ultimo congresso con oltre 1.800.000 persone che sono uscite di casa per andare a votare e hanno dato il loro contributo, dimostrando cos’è la partecipazione democratica e cosa vuol dire scegliere consapevolmente dopo una discussione seria e di merito sulle mozioni.

Le politiche abitative

Intervento svolto ad un incontro a Cinisello Balsamo.

Il punto di riferimento delle politiche abitative di questa legislatura è stata la legge sull’emergenza abitativa che abbiamo approvato nella fine del 2015 e che ha introdotto una serie di innovazioni nelle politiche della casa.
Da tempo avevamo un problema abitativo molto forte che, con la crisi, è notevolmente aumentato. Un problema deriva dal fatto che, in Italia, il mito della casa di proprietà è molto al di sopra rispetto a quanto avviene nel resto d’Europa: siamo l’unico Paese europeo che ha l’82% delle famiglie con una casa di proprietà mentre negli altri Paesi viene privilegiato l’affitto e le politiche abitative guardano di più alla necessità di facilitare la locazione.
Questo quadro ha comportato il fatto che per un lavoratore dipendente con un reddito medio - non solo quindi per le fasce più deboli - era diventato molto difficile trovare case da comprare ma anche in affitto (perché queste hanno assunto costi impraticabili).
Questo problema è aumentato in questi anni e, di conseguenza, abbiamo fatto una legge sull’emergenza abitativa con l’idea di intervenire per provare a rispondere a queste esigenze.
La prima cosa che abbiamo fatto è stata proprio quella di provare a cambiare verso, nel senso di costruire una legge che incentivasse l’affitto e non l’acquisto della casa.

Preoccupante la sottovalutazione delle mafie al Nord

Intervento ad un incontro sulla legalità a Paderno Dugnano.

Il ruolo dei giornalisti che raccontano le mafie, soprattutto al Nord, è fondamentale sicuramente per informare ma anche perché serve un’informazione che in qualche modo abbia la costanza di suonare un campanello d’allarme. Così come ha molta importanza l’insegnamento della legalità a scuola. Eppure, al Nord, è necessario che si faccia anche qualcosa in più: c’è bisogno di far capire cos’è la mafia al Nord, far capire che qui le mafie ci sono e non si tratta di un fenomeno passeggero ma che la ‘ndrangheta è insediata stabilmente in questi territori. Abbiamo bisogno che ci sia una percezione diffusa del radicamento della ‘ndrangheta al Nord.
La vicenda di Paderno Dugnano, ad esempio, è stato un campanello d’allarme.
L’esperienza fatta in questi anni con la Commissione Antimafia, è stata utile a capire chiaramente che la ‘ndrangheta sta dove ci sono i soldi e c’è anche quando non compie reati o non è visibile.

La ‘ndrangheta non ha come finalità lo spaccio della droga ma ha una capacità di tenere il rapporto con i Paesi produttori di droga che non ha nessun altro.