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Il tema casa è assente nella manovra del governo

Articolo pubblicato su HuffingtonPost.

Il tema della casa resta il grande assente nella manovra economica del Governo giallo-verde. Nella Legge di Bilancio presentata alle Camere non c’è nulla sul tema, né idee innovative, né provvedimenti e tanto meno soldi e investimenti.
Eppure se si vogliono affrontare davvero la povertà e le difficoltà di tante famiglie la questione casa è centrale.
Il costo dell’abitazione, infatti, incide in maniera rilevante sui bilanci familiari, quasi sempre ben oltre quel 20% stimato come la misura sostenibile per chi ha redditi medio-bassi per poter vivere dignitosamente.
A ciò si aggiunge la mancanza di risposte per migliaia di persone che non trovano un’abitazione stabile. Ma questo Governo si occupa di casa come se fosse solo una questione di ordine pubblico.
È giusto contrastare l’abusivismo e farlo con forza, ma se questo diventa l’unico aspetto su cui si interviene, senza mettere in campo politiche e soprattutto investimenti per affrontare l’emergenza abitativa - come ha tentato di fare il nostro Governo nella scorsa Legislatura - si rinuncia ad affrontare i problemi e i bisogni che creano disagio e, spesso, disperazione.
Oppure, ed è una parte della discussione in corso sul reddito di cittadinanza, si parla di casa per considerare quella in proprietà come un elemento discriminante per accedere ai mitici 780 euro, come se una famiglia senza reddito ma con una casa in proprietà potesse rispondere meglio ai bisogni quotidiani.

Con la legge M5S sull’Anticorruzione ci sarà uno Stato più autoritario ma non più forte

Intervento in Senato durante la discussione della legge M5S "anticorruzione" (video).

Credo che il fatto che il Governo abbia posto la fiducia su questo provvedimento la dica lunga sulle difficoltà della maggioranza a stare insieme su questi temi.
La dice lunga sul fatto che si pone oggi la fiducia perché non siete in grado di reggere i voti segreti che erano previsti, così com'è stato alla Camera: segno di una divisione della maggioranza seria, preoccupante.
Guardate, questo è un dato politico: vuol dire che su questo provvedimento, materia del contratto di Governo, non c'è la volontà di confrontarsi, di ascoltare neanche dentro la maggioranza, figuriamoci con le opposizioni. Eppure sia alla Camera sia al Senato nella discussione di queste settimane abbiamo cercato di intervenire sul merito; non abbiamo mai preso posizioni pregiudiziali. Abbiamo cercato di spiegare le ragioni per cui questo provvedimento in molte sue parti è sbagliato, addirittura dannoso.
Nelle scorse settimane noi abbiamo approvato in quest'Aula il cosiddetto “Decreto Sicurezza”, nome importante che caratterizzava il provvedimento. Noi abbiamo spiegato che per noi quella era una legge manifesto, una legge bandiera, la legge bandiera della Lega che doveva dimostrare al proprio elettorato l'attenzione a un tema che è stato molto utilizzato in campagna elettorale.

Fermare i populismi in Italia e in Europa

Intervento al convegno "All'armi sono sovranisti. Fermare i populismi in Italia e in Europa" organizzato dal Gruppo PD del Senato (video).

Avremo bisogno di approfondire insieme temi che sono in discussione e che sono forse all’origine del successo delle forze sovraniste e populiste in una parte importante dell’Europa e dell’Occidente.
Sono quindi temi che sono all'ordine del giorno in tutte le democrazie moderne in Europa e non solo e che, oggettivamente, stanno cambiando il terreno del confronto politico e i modi di pensare e stanno sedimentando in fretta idee e valori molto diversi da quelli che abbiamo conosciuto e che abbiamo dato per scontati per molti anni.
Per fare questo approfondimento e per capire meglio, c’è bisogno di un confronto continuo tra personalità europee che rappresentano partiti e movimenti che hanno ispirazioni e culture politiche diverse - socialisti, democratici, liberali, ambientalisti, progressisti - ma che hanno un denominatore comune: l'europeismo; la convinzione che l’Europa sia l’unico futuro possibile per il nostro Paese e per quest’area del mondo; con una impostazione che oggi poggia sulla necessità di cambiare l'Europa per rilanciarne i valori fondativi originari. Questa è la sfida enorme che abbiamo di fronte e su cui dobbiamo confrontarci nel concreto.