Premier tecnico e non eletto: Lega e M5S tradiscono gli elettori

Aspettiamo, vediamo se Mattarella darà l’incarico a Conte, che è stato designato con una modalità discutibile dal duo Di Maio - Salvini.
Ma da subito possiamo registrare il primo tradimento dei propri elettori da parte della neo-maggioranza di destra.
Conte è un tecnico, non è eletto dal popolo e neppure Segretario di partito come era Matteo Renzi.
Ma quante volte hanno detto “mai ai tecnici” (tutti boiardi di Stato) e hanno spiegato che il nostro Governo era abusivo perché il premier non era eletto?
Hanno fatto un sacco di propaganda e tentato di delegittimare per questo un Governo agli occhi dei cittadini e ora, pronti via, candidano un tecnico che non ha preso un voto.
Direi che chiacchiere e propaganda ora stanno a zero!

l'Assemblea Nazionale del PD parli al Paese

L’Assemblea Nazionale del Partito Democratico deve parlare al Paese, presentare un PD unito che discute della sconfitta del 4 marzo ma soprattutto si prepara a fare opposizione al Governo dei populisti indicando sempre una prospettiva alternativa alla loro.
D’altra parte nelle discussioni di questi giorni fatico a trovare le motivazioni di una divisione.
Siamo tutti d’accordo che serva il congresso subito per rilanciare il progetto del PD e credo sia di buon senso pensare che, in una fase politica come questa in cui ancora un Governo non si è insediato, il PD abbia bisogno di un segretario che lo guidi per questi pochi mesi.
Maurizio Martina ha governato questa fase difficile con equilibrio e intelligenza, sarebbe difficile spiegare fuori di noi la ricerca di un’altra opzione visto il limite temporale che avrà questa segreteria.
Penso che dentro questo ragionamento ci siano tutte le condizioni per l’unita e per eventuali altre scelte a garanzia di tutti.


Ripartire da una politica che si occupi dell'interesse generale e non degli affari propri

L’articolo pubblicato da Il Mattino, come molti altri che parlano di nomine di Enti o Consorzi, racconta più di tanti discorsi una delle ragioni principali della vittoria dei 5 Stelle al Sud e della nostra sconfitta. Pone una questione che non può essere rimossa se vogliamo ripartire.
Quando passa l'idea che, nelle scelte, gli equilibri tra liste, partiti o correnti contano più della necessità di migliorare i servizi per i cittadini e quando sembra che il rapporto con un maggiorente conta di più della necessità di garantire al meglio l'interesse pubblico, non ci si può stupire se, soprattutto dove le persone hanno più bisogno e i problemi sono più gravi, si allarga la distanza tra cittadini e istituzioni, se si alimentano protesta e rabbia, il combustibile che alimenta i populismi.
Il PD, la ricostruzione del PD deve partire anche da qui, dalla rottura di queste logiche, dalla capacità di interpretare con nettezza e senza ambiguità una politica che si occupa dell'interesse generale e non degli affari propri.