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Zuccaro faccia il Pm e non l’opinionista e non avvalli campagne contro le Ong

Il Procuratore Zuccaro oggi è tornato ad intervenire sul tema delle ONG nel Mediterraneo accusandole di essere parte di un sistema sbagliato e di alimentare in qualche modo il traffico di esseri umani verso l’Italia.
Trovo discutibile che un Procuratore intervenga in questo modo proprio in questi giorni su un tema tanto sensibile avvallando l’indecente campagna che cerca di presentare chi aiuta a salvare vite come la causa dell’immigrazione. Ma ognuno può esprimere la propria opinione.
Ciò che colpisce è il fatto che il Procuratore di Catania continui a intervenire su questo tema e su quella che lui stesso in Commissione Antimafia aveva presentato come “una ipotesi di lavoro” che non aveva avuto conferme allora e che ad oggi, nonostante un anno di indagini, non pare aver prodotto nessuna risultanza, nessun provvedimento e nessuna conferma.
Tra l’altro il Procuratore ha irritualmente dato un giudizio negativo sull’operato del Governo precedente trascurando di dire che su questa vicenda gli unici provvedimenti adottati per dare regole stringenti alle ONG ed evitare eventuali abusi li ha fatti il Ministro Minniti riducendo significativamente il numero delle ONG operanti in mare.

Restiamo umani. Quelle vite meritano rispetto

Articolo pubblicato da Democratica.

In queste giornate complicate mi è spesso capitato di pensare alle giuste proteste dei nostri pendolari costretti a viaggiare in condizioni disagiate, stretti in ambienti o troppo freddi o troppo caldi. Migliaia di persone che sopportano disagi per due o tre ore della propria giornata, quelle dedicate agli spostamenti.
Ricordo anche le proteste negli aeroporti, gli assalti ai banchi delle compagnie aeree da parte di chi, nelle giornate di sciopero o in quelle in cui i voli subiscono ritardi per il maltempo, vedeva il proprio volo posticipato di due ore o cancellato ed era costretto a bivaccare in aeroporto e a passare lì la notte. A poco servono, in quei casi, l'aria condizionata, i bagni funzionanti o i bar aperti per rifocillarsi.
E penso anche, è cronaca di pochi mesi fa, alla neve che ha bloccato molti treni per ore rendendo faticoso e, a volte, drammatico, il viaggio di tante persone costrette, non solo a subire le conseguenze di ritardi enormi, ma anche a passare molte ore al freddo.

Mafie: non siamo rimasti in silenzio

Lettera inviata al Fatto Quotidiano.

Scrivo in merito all'editoriale del 6 giugno scorso in cui Peter Gomez accusa il Pd di un "silenzio infastidito di fronte alla parola mafia" pronunciata nell'Aula del Senato dal neo premier Giuseppe Conte. Forse Gomez non ha ascoltato il dibattito nell'aula di Palazzo Madama. E per questo inviterei Il Fatto, per una volta, ad evitare strumentalizzazioni politiche, almeno su un tema delicato come la battaglia contro le mafie.
Come vicepresidente del gruppo dei senatori del Pd sono intervenuto nel corso del dibattito sulla fiducia e ho incentrato tutto il mio discorso proprio sul fatto che non basta la frase striminzita letta da Conte - "combatteremo con ogni mezzo le mafie aggredendo le loro finanze e la loro economia" - per indicare un percorso per noi irrinunciabile, quando invece i primi fatti del governo vanno esattamente nella direzione opposta. Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini, quindi non uno qualunque nell'Esecutivo giallo-verde-nero, nella sua visita in Sicilia non ha neanche pronunciato la parola "mafia", come se la criminalità organizzata non esistesse.