Il PD si candida a continuare la stagione di riforme iniziata

Intervento al Gazebo PD a Baggio (video).

Abbiamo di fronte alcuni passaggi molto importanti.
Ci avviamo, infatti, verso le elezioni.
Alla Camera dei Deputati è stata approvata una nuova legge elettorale e al Senato contiamo di approvarla definitivamente nelle prossime settimane.
Si tratta di una legge elettorale importante. Non è certamente la legge che avremmo voluto: all’Italia servirebbe una legge elettorale in grado di garantire ai cittadini la possibilità di scegliere chi governa e di mettere chi vince le elezioni nelle condizioni di poter governare per una legislatura.
L’Italicum voleva rispondere a questo obiettivo ma purtroppo è stato dichiarato incostituzionale e, soprattutto, ha subito la dura sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre, perché la riforma costituzionale proposta era coerente con quella legge elettorale, costruita per un’unica Camera mentre adesso ne abbiamo ancora due.
Le sentenze della Corte Costituzionale avevano portato ad avere due sistemi elettorali proporzionali ma entrambi diversi tra loro e questo avrebbe reso ancora più difficile la governabilità.

Prima di stringere la mano a un imprenditore, va capito chi è

Intervista pubblicata da Settegiorni.

Mafia, imprenditori e politica. Questo il trinomio emerso dalle inchieste che la scorsa settimana hanno messo in luce nuovi legami tra criminalità organizzata, economia e politica.
Le cosche di San Luca che parlano al telefono con un imprenditore che fa da tramite con i piani alti della politica: uno scenario sconcertante, ma che ormai non dovrebbe più stupire.
Ne abbiamo parlato con il senatore Franco Mirabelli, membro della Commissione Parlamentare Antimafia.
Cosa ci raccontano le inchieste della scorsa settimana?
Le indagini che hanno coinvolto Paesi come Senago e Seregno hanno fatto emergere l’interesse della mafia, soprattutto della ‘ndrangheta, a penetrare nel circuito dell’economia legale attraverso le cosiddette “teste di ponte”.
Quali sono gli elementi su cui la politica dovrebbe riflettere?
Due cose emergono dall’inchiesta, la prima che sul territorio ci sono spie di allarme che si accendono e che la politica deve saper leggere. La seconda, è chiaro che un’Amministrazione debba attenersi alle regole.

Contrasto alle mafie: gli strumenti nella dimensione istituzionale nazionale e regionale

Intervento al convegno organizzato in Senato dalla Commissione Parlamentare Antimafia sul tema: "Contrasto alle mafie: gli strumenti nella dimensione istituzionale nazionale e regionale" (video).

Stiamo facendo un importante lavoro per sostenere e cercare di diffondere su tutto il territorio nazionale il l’attività delle Commissioni Antimafia regionali e locali. È giusto, infatti, che gli organismi costituitisi nelle istituzioni locali siano collegati al lavoro della Commissione Antimafia nazionale ed è giusto che ci si coordini anche su ciò che devono fare le Commissioni, scambiandoci esperienze e mettendo in comune le diverse modalità di lavoro.
Una delle parti fondamentali del lavoro svolto dalla Commissione Antimafia in questa legislatura è stato fatto, soprattutto sul versante conoscitivo, insieme all’Università degli Studi di Milano e a Nando Dalla Chiesa, oltre che con moltissime audizioni e missioni sui territori, e riguarda la presenza delle mafie al Nord (in particolare della ‘ndrangheta). Su questo aspetto, infatti, fin dall’inizio ci è sembrato che avessimo bisogno di svolgere approfondimenti per capire meglio come si muovevano le organizzazioni criminali, come sono organizzate, cosa fanno.