Può governare chi, pur di prendere qualche voto, mette a rischio la salute dei cittadini?

Ora il Senato, dopo una settimana di discussione in Aula, ha migliorato e approvato il decreto sulle vaccinazioni obbligatorie.
L'Italia, in cui si è abolita l'obbligatorietà nel 1989, è oggi tra i Paesi europei con la più bassa copertura vaccinale e siamo in presenza, in molte Regioni, di una diffusione preoccupante di alcune patologie pericolose come il morbillo.
Di fronte a questi dati era ed è giusto ed è un dovere della buona politica intervenire.
Dovrebbe essere scontato lavorare tutti per vaccinare, per tutelare i più esposti e per debellare, come è stato fatto grazie ai vaccini, tante malattie infettive.
Per combattere chi invita a non vaccinarsi.
Purtroppo, invece, Lega e Movimento 5 Stelle hanno usato questo dibattito per diffondere sfiducia nella scienza, presentare i vaccini come un problema e non come una risorsa, un pericolo anziché uno strumento insostituibile di prevenzione, per far star bene le persone e proteggere i bambini.
Per spartirsi i voti dei movimenti no vax si cerca di screditare uno strumento come la profilassi vaccinale, che è stato fondamentale per salvare milioni di vite.
Per qualche voto in più sono disposti a spingere le persone a non fidarsi della scienza, strumentalizzando paure e scetticismo, assecondando teorie che spingono a non fare prevenzione e a non vaccinare i bambini.

Una strage semplice

Intervento alla presentazione del libro “Una strage semplice. Capaci e via D’Amelio 25 anni dopo. Storie di mafia o storia d’Italia?” alla Festa dell'Unità di Milano (video).

In questi anni, in Commissione Parlamentare Antimafia abbiamo affrontato spesso le questioni della Trattativa Stato-Mafia e dei depistaggi. Queste sono poi le due questioni su cui più si addensano nebbie e incertezze e penso che la ricerca della verità non vada mai interrotta, perché ne abbiamo bisogno.
Occorre provare a capire tutto, comprese le pagine ancora oscure delle vicende degli anni delle stragi.
Il libro “Una strage semplice. Capaci e via D’Amelio 25 anni dopo. Storie di mafia o storia d’Italia?” di Nando Dalla Chiesa, però, racconta la verità dei fatti sulle motivazioni della strage di Capaci, narrando l’ambiente e il clima in cui quella strage è maturata.
A mio avviso, il libro è importante proprio per questo: perché depurato da una serie di ragioni che pure sono importanti, dice con chiarezza alcune cose.
Innanzitutto, il libro di Dalla Chiesa racconta che cosa ha fatto Giovanni Falcone.
In questi anni di commemorazioni della figura-simbolo della lotta alla mafia, infatti, forse troppo spesso ci dimentichiamo di raccontare cosa ha fatto Falcone.
Falcone non è stato solo il magistrato del Maxi-Processo.

Mafie di casa nostra: conoscere il nemico per combatterlo

Intervento svolto alla Festa dell'Unità di Milano (video).

In questi quattro anni di legislatura, Nando Dalla Chiesa e l’Università degli Studi di Milano hanno dato un contributo importante alla Commissione Parlamentare Antimafia, il cui lavoro è stato focalizzato proprio sulla presenza delle mafie al Nord, perché sentivamo la necessità di comprendere meglio questo fenomeno.
Il lavoro che hanno svolto Dalla Chiesa e l’Università è stato molto utile, così come sono state utili le inchieste di questi anni che hanno mostrato di imprese e di appalti che sono stati infiltrati e hanno permesso di far venire alla luce queste vicende e punirne i colpevoli.
Dobbiamo sapere che al Nord c’è una ‘ndrangheta forte e minacciosa che si è stabilmente insediata ma c’è anche uno Stato forte, una magistratura attenta e una capacità delle amministrazioni e della società civile di dare risposte.
In questi anni, anche al Nord possiamo dire che abbiamo già raggiunto alcuni dati positivi: siamo passati, infatti, dall’avere Prefetti che negavano la presenza delle mafie al raccontare le presenze e le modalità di azione della criminalità sui territori.
Oltretutto, oggi non parliamo neanche più di infiltrazioni ma sappiamo che la ‘ndrangheta si è proprio insediata in alcuni territori in Lombardia e in alcuni settori economici.