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UFFICIO STAMPA
ASSOCIAZIONE DEMOCRATICIPERMILANO
Consigliere in Regione Lombardia
Segretario provinciale DS
Consigliere Comunale Milano
Elezioni regionali 2005
FOCUS
CASA
 
NOTA SULLE POLITICHE DELLA CASA IN LOMBARDIA E-mail
inserito in data 29 01 2010

 L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

Il provvedimento principale della Regione Lombardia nell’ambito delle politiche per la casa, nelle sue varie articolazioni, sia per la programmazione che per la distribuzione delle risorse è il PRERP. Il PRERP 2007/2009 ha destinato una quantità di risorse finanziarie (inizialmente 512 milioni di euro, successivamente incrementata da nuove risorse ed economie di gestione a circa 645 milioni di euro, rispetto al miliardo e mezzo stanziato nel triennio precedente) non solo inferiore rispetto al precedente PRERP, ma sicuramente insufficiente, per non dire risibile, rispetto alla domanda di case. Tale dato ha condizionato tutta la legislatura. I finanziamenti sono stati finalizzati più a sostenere la domanda che ad accrescere l’offerta abitativa sociale nelle sue diverse tipologie (canone sociale, moderato, convenzionato, locazione temporanea). L’insufficienza delle risorse per l’ERP è resa ancora più evidente se si tiene conto che il fabbisogno abitativo in Lombardia è reso particolarmente drammatico sul versante del mercato dell’affitto, ed in particolare degli alloggi a canone sociale. La scarsità delle risorse è tanto più grave considerata la situazione di degrado di molti quartieri ERP. I contratti di quartiere hanno inciso solo su poche realtà anche se è giusto sottolineare come lo stesso piano del Tesoro, sulla base dell’esperienza precedente, abbia positivamente previsto interventi sociali e per la sicurezza, oltre che edilizi. La ex legge 27/2007 di riforma dei canoni di ERP con i suoi limiti ed incongruenze ha prodotto effetti iniqui sui canoni d’affitto di una parte significativa della popolazione lombarda determinando, in particolare, aumenti consistenti degli affitti che si aggiungono ai costi già elevati dei servizi e del riscaldamento. Una legge che non affronta il problema del degrado degli immobili, della mancanza di sicurezza e dell'abusivismo e, in più, lascia irrisolto il problema dell’insufficienza delle risorse per la qualità dell’abitare e dell’inefficienza della gestione degli alloggi da parte delle ALER. Una legge che abbiamo contrastato e che resta negativa nonostante si siano ottenuti  importanti cambiamenti attraverso una battaglia che ha portato a ridiscutere la legge dopo soli 6 mesi, evitando con l’istituto della decadenza di aprire un nuovo problema sociale, migliorando le norme per la sicurezza e dando la possibilità ad ALER e comuni di abbattere il canone convenzionato fino al 20 e 30% in accordo con i sindacati. Purtroppo a Milano l’accordo non c’è ancora per le rigidità di Comune e ALER. 
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La Legge elettorale definitivamente ritirata alla maggioranza non è bastata una legislatura E-mail
inserito in data 18 01 2010

Con il ritiro formale, oggi in commissione Affari Istituzionali, del progetto di legge di modifica della normativa elettorale regionale, PDL e Lega hanno definitivamente rinviato la riforma elettorale alla prossima legislatura. Molto critico il PD, che anche negli ultimi giorni aveva ribadito la disponibilità a fare quelle modifiche necessarie per accogliere le indicazioni dello Statuto: garanzia di rappresentanza di tutte le dodici province, riequilibrio di genere nelle liste e limite di due mandati per il presidente della Regione.

“Alla fine – dichiara Franco Mirabelli, consigliere regionale del PD - la maggioranza si è dichiarata incapace in un’intera legislatura di approvare una nuova legge elettorale che servirebbe alla Lombardia per avere una istituzione più rappresentativa e trasparente. Neppure le modifiche imposte dallo Statuto sono state realizzate, quindi continuerà a non essere garantita la rappresentanza di tutte le province e non ci sarà nessuna norma per favorire il riequilibrio di genere in Consiglio regionale. La Lombardia resta inoltre senza un norma necessaria per impedire che il presidente dell’esecutivo regionale possa candidarsi a vita, consolidando un sistema di potere enorme, quasi monarchico”.

 
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